PALERMO – Cateno De Luca si autodefinisce “ago della bilancia” in vista delle prossime elezioni e spiega che il centro, in questo momento, in Italia, non esiste (“è una minchiata”), provocando la risposta del coordinatore nazionale di Noi moderati Saverio Romano. “La strategia che stai delineando rischia di renderti ininfluente non perché irrilevante, ma perché isolato”, dice l’ex ministro rivolgendosi al sindaco di Taormina.
Botta e risposta De Luca-Romano
Tutto nasce da una intervista rilasciata oggi da De Luca a Il Resto del Carlino. Romano, che con Noi moderati alle recenti Amministrative ha avuto una collaborazione con De Luca, cosa che potrebbe ripetersi alle prossime tornate elettorali, gli risponde con una lettera a LiveSicilia. Un dialogo agostano che la dice lunga sui movimenti in corso in questo momento nel centrodestra, dove Noi mdoerati ha un rapporto privilegiato con fratelli d’Italia.
De Luca: “Scn valore aggiunto”
“I sondaggi sono indizi, la fotografia di un percorso nato nei palazzi municipali e che si è sviluppato nel tempo”, dice De Luca nell’intervista commentando le intenzioni di voto che danno Scn all’1,5% a livello nazionale. “I nostri sindaci si sono distinti per la buona amministrazione e questo ha creato un consenso strutturato e post ideologico – aggiunge -. Il nostro 1,5% nazionale, nato esclusivamente dall’esperienza siciliana, ha una caratteristica unica: non è di area. Quindi possiamo rappresentare un valore aggiunto”.

Romano: “Stare al centro non è mettersi all’asta”
Il discorso volge poi al ‘centro’. “Le regole attuali – afferma ancora De Luca – non presuppongono alcun centro, infatti tutte le esperienze di questo tipo si sono rivelate insignificanti. La politica serve a incidere”. Sul punto replica Romano, che riconosce a De Luca “la chiarezza e una concretezza amministrativa costruite sul campo”. Il coordinatore nazionale di Noi moderati, però obietta: “Dici che parlare di centro è inutile e che l’ago della bilancia sei tu – le sue parole rivolte a De Luca -. Stare al centro non significa mettersi all’asta di chi offre di più. Significa portare dentro una coalizione una proposta politica capace di renderla migliore”.
E ancora: “L’ago della bilancia non è chi si vende meglio, ma chi sposta l’equilibrio in nome di un’idea. Il resto è mercato, e il mercato non ha bisogno di leader, ha bisogno di prezzi”. Romano riserva anche una stoccata a De Luca, che in queste settimane ha raccolto diverse adesioni fra esponenti di partiti del centrodestra. “Raccogliere ceto politico, per usare un eufemismo, a volte discutibile non aggiunge alcun valore al centrodestra”.

La porta di Noi moderati resta comunque “aperta” a chi “porta idee, serietà e visione”. Romano si dice “disponibile al confronto con tutti coloro che vogliono rafforzare la proposta politica del centrodestra offrendo un contributo concreto e migliorativo”.
*Aggiornamento ore 16
A Romano, nel pomeriggio, controreplica De Luca. “Rimango sorpreso dalle affermazioni dell’amico Saverio Romano. Non capisco perché questo nervosismo e soprattutto perché si sia sentito chiamato in causa dalla mia intervista – dice De Luca -. Sarà forse il caldo agostano”.
“È un dato di fatto che con la nuova legge elettorale, un centro fuori dai due poli rischia di essere irrilevante – aggiunge -. Del resto è proprio l’obiettivo della riforma voluta dal governo. Ma questo Romano lo sa bene, essendo parte della maggioranza che sta provando a far approvare la nuova legge elettorale”.
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Il leader Scn poi prosegue: “Concordo con Romano su una cosa importante. Chi sta al centro senza schierarsi potrebbe dare l’impressione di ‘mettersi all’asta’. Anche se su questo bisognerebbe sempre scendere in profondità e capire le motivazioni della scelta. Come ho più volte detto e ribadito, noi stiamo sviluppando una serie di proposte programmatiche e la convergenza dei temi con altre forze politiche sarà determinante per la scelta del nostro percorso politico”.
De Luca: “Rispetto per chi sceglie Scn”
Poi la precisazione “doverosa” sul tema dei nuovi arrivati in casa Sud chiama nord, sollevato da Romano.
“Serve sempre rispetto nei confronti delle persone, e poi non accetto la logica della delegittimazione di chi sceglie altri partiti – dice De Luca -. Non è condivisibile che quando una persona sta nel proprio partito allora è un buon politico, mentre se sceglie un altro partito allora non va più bene. Le persone, al netto delle proprie scelte politiche, o sono sempre valide oppure non lo sono mai. L’autorevolezza e la competenza non dipendono dalle scelte politiche – conclude il sindaco di Taormina -. Ma anche su questo confido di potermi confrontare con Romano”.




