Insulti alla figlia di Davide Faraone , la solidarietà di Lagalla

Insulti alla figlia di Faraone, il sindaco Lagalla: “Inaccettabili”

Davide Faraone figlia
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Solidarietà anche da parte del direttore generale dell'Asp di Palermo

Nuovi messaggi di solidarietà a Davide Faraone e alla sua famiglia dopo gli insulti comparsi sui social in seguito alla pubblicazione di una foto con la figlia Sara. Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il direttore generale dell’Asp di Palermo Alberto Firenze intervengono sulla vicenda, esprimendo vicinanza anche alla madre della ragazza, Rosi Pennino, e condannando i commenti legati alla disabilità.

Lagalla: “Tanta bellezza in quella foto”

“Sono d’accordo con Davide Faraone quando dice che ‘insultare è un passatempo meno costoso di una partita a padel’ soprattutto se si usano i social media. A lui, a Sara e alla sua mamma Rosi, la mia vicinanza come uomo, come cittadino e come papà“, dichiara il sindaco Lagalla. “Gli insulti che ha ricevuto l’amico Davide per una foto pubblicata con sua figlia Sara non sono né accettabili né comprensibili – continua – frutto esclusivamente della cattiveria che trova, purtroppo, terreno fertile dietro la solitudine di una tastiera gratuita che offre un palcoscenico come pochi”.

“Però tutto questo ci ha permesso di ricordarci una cosa – sottolinea il primo cittadino” – Siamo tutti diversi, ognuno con le proprie fragilità, chi più chi meno, la parola ‘normale’ non appartiene a nessuno. Detto questo, dispiace pensare che la disabilità faccia ancora paura per mancanza di conoscenza, per incapacità di confrontarsi con situazioni diverse dalle proprie”. “In questa foto così tanto contestata c’è tanta bellezza, c’è forza, c’è gioia, c’è il sentimento della conquista da parte di un genitore che riesce a regalare un momento di benessere alla propria figlia, c’è la serenità di una figlia accanto al papà che in quel momento gioiscono in libertà”, aggiunge. “È una foto di una potenza estrema che di certo ha regalato un sospiro di sollievo e un momento di amorevole solidarietà a tante famiglie che vivono ogni giorno la sfida della disabilità”, conclude Lagalla.

Davide Faraone figlia

La solidarietà dell’Asp di Palermo

Sulla vicenda interviene anche Alberto Firenze, direttore generale dell’Asp di Palermo, dopo la lettera pubblicata da Davide Faraone sul “Corriere della Sera” in risposta agli insulti indirizzati sui social alla figlia. “Sento di esprimere a lui, a Rosi Pennino e a Sara, anche a nome dell’intera Asp di Palermo, vicinanza e solidarietà. Le parole che ha scelto per raccontare sua figlia Sara sono una testimonianza di amore, dignità e forza”, dichiara. “Nessuna persona dovrebbe essere costretta a spiegare perché è felice, perché sorride, perché va al mare o perché vuole condividere una fotografia della propria vita – prosegue – ancora meno una famiglia che ogni giorno affronta il percorso della disabilità dovrebbe sentirsi giudicata o invitata a vivere la propria felicità in silenzio”.

Davide Faraone figlia

I servizi dell’Asp per i disturbi dello spettro autistico

Il direttore generale richiama anche l’attività svolta dall’Asp attraverso l’unità dedicata ai disturbi dello spettro autistico. Il servizio garantisce percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi, follow-up, interventi rivolti all’inclusione scolastica e attività coordinate con i servizi presenti sul territorio per persone appartenenti a tutte le fasce d’età.

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“La nostra Azienda ha il dovere di esserci – afferma – non soltanto attraverso le prestazioni sanitarie, ma anche attraverso la capacità di ascoltare le famiglie e accompagnarle nei percorsi più complessi”. “Proprio quest’anno abbiamo compiuto un ulteriore passo – sottolinea – per ampliare la rete dei trattamenti riabilitativi dedicati all’autismo, attraverso un albo aziendale di enti e professionisti qualificati per interventi specialistici, con l’obiettivo di aumentare l’offerta e ridurre i tempi di attesa”.

“Cultura e senso civico contro i pregiudizi”

“Come istituzione sanitaria – conclude Firenze – abbiamo la responsabilità di contribuire, attraverso i servizi e l’attenzione alle persone e alle famiglie, a costruire una società civile nella quale ogni persona possa essere accompagnata, curata, inclusa e soprattutto riconosciuta per quello che è: una persona, prima di ogni diagnosi. Contro i pregiudizi servono cultura, senso civico e formazione”.


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