Palermo, la bimba morta: basta con la follia no vax

Palermo, cosa ci dice la morte di una bambina: le vittime e la follia no vax

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Il complottisimo deve essere debellato. Troppe lapidi
IL DOLORE IMMENSO
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Cosa ci dice la morte di una bambina, Anna Rosa, nome dolcissimo, come una scia di incantevole bellezza? L’ultimo sviluppo che arriva a Palermo è il responso dell’Iss: “Le indagini sui campioni giunti dall’Arnas civico di Cristina Benfratelli hanno dato esito positivo per il Corynebacterium diphteriae ed hanno rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria”. Dunque, i primi riscontri erano corretti.

Dobbiamo interrogarci. La tragedia di una bimba non suscita parole adeguate: è l’abisso. Il contorno, invece, va approfondito. Abbiamo letto sui social cose feroci, irrispettose, atroci e dobbiamo ricordarle, affinché l’orrore sia reso innocuo dal vaccino della sensibilità. Premessa necessaria: eventuali responsabilità saranno valutate dagli organi competenti. Chi cerca sentenze definitive qui non le troverà.

Chi sono le vittime

Chi sono le vittime? La vittima suprema è la piccola Anna Rosa, morta all’inizio di una vita che non vivrà. Il danno che ha subìto è irreparabile. Non ci sono né rimedi, né consolazioni.

La procura di Palermo – come è noto – ha iscritto i genitori nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è quella dell’omicidio colposo per omissione. Al centro dell’inchiesta – secondo la cronaca fin qui disponibile, in attesa di sviluppi di cui daremo puntualmente conto – la mancata vaccinazione. L’iscrizione dei genitori rappresenta un atto di garanzia in vista dell’autopsia che sarà effettuata mercoledì 26 agosto all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.

Abbiamo ascoltato un uomo di Dio saggio come padre Giovanni Giannalia, il parroco dello Zen. “Sono gran lavoratori e in questo momento vivono un dolore immenso”, ha detto padre Giovanni, riferendosi proprio ai genitori. Noi, a differenza di altri, non ci scagliamo contro una madre e un padre che stanno già scontando una pena senza fine. Abbiamo espresso vicinanza fin dal primo momento. Ci sono indagini in corso che illumineranno la dinamica dell’intera vicenda. Crediamo che il rispetto di quel ‘dolore immenso’ sia l’unica scelta giusta, adesso.

Un pensiero solidale va ai medici che sono stati sommersi dal fuoco polemico e disinformato dei no vax, sui social.

La follia no vax

Un grande commissario Covid, il dottore Renato Costa (nella foto d’archivio), ha scritto sul nostro giornale: “La storia della medicina è piena di malattie sconfitte non per miracolo, ma per fatica collettiva: campagne vaccinali, fiducia nella scienza, senso di responsabilità verso gli altri. Quella fiducia, oggi, non può più essere data per scontata. Va difesa, giorno per giorno, con più informazione, più trasparenza e — probabilmente — meno tolleranza istituzionale verso chi diffonde falsità che si trasformano, puntualmente, in lapidi”.

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Sottoscriviamo. La follia no vax deve essere debellata a livello culturale. E ci mettiamo dentro pure certa pessima politica che ha strizzato l’occhio ai complottisti e continua a farlo. Esiste un peso moralmente oggettivo di sciocchezze che potrà non essere codificato da sentenze, ma che risulta terribilmente lampante. Il dolore di chi cade nell’errore è immenso e resterà per sempre.

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