PALERMO – La commissione Antimafia dell’Ars accende i suoi fari sul mondo delle società partecipate della Regione. Oltre all’indagine sulla Seus, illustrata in conferenza stampa all’Ars, l’organo presieduto da Antonello Cracolici sta indagando anche sulla Seus e sul Cefpas di Caltanissetta.
La commissione Antimafia indaga su Seus e Cefpas
Il lavoro sulla società che gestisce il servizio di emergenza-urgenza sembra a buon punto, con diversi fascicoli aperti e audizioni già programmate. Sotto la lente d’ingrandimento dei commissari è finito il sistema di assunzioni in Seus attraverso le agenzie interinali, ma anche la gestione del personale. Seus, che ha appena rinnovato il suo Cda confermando Riccardo Castro nel ruolo di presidente, conta circa 2.600 autisti-soccorritori. “Ma di questi, circa 500 svolgono altre attività – ha spiegato Cracolici -. Per 92 è stata accertata la inidoneità a quelle mansioni, ma vorremmo saperne di più sugli altri”.
La commissione ha poi scoperto che Seus ‘presta’ proprio personale alle aziende sanitarie. “Alcuni svolgono le mansioni di Operatore sociosanitario e altri entrano addirittura nelle sale operatorie – ancora Cracolici -. Ci sono diversi aspetti da chiarire e lo faremo”. Il lavoro sulle Partecipate prosegue anche con la vicenda Cefpas. “Ma qui serve prudenza – ha spiegato Cracolici -. C’è anche una inchiesta della magistratura”.
Cracolici: “Le Partecipate buco nero dell’amministrazione pubblica”
Di una cosa il presidente dell’Antimafia regionale è certo: “Nelle società partecipate e negli enti vigilati della Regione Siciliana c’è il buco nero dell’amministrazione pubblica”. Cracolici ha messo in luce un deficit di controllo sul mondo delle società della Regione: “Il sistema di vigilanza sulle 12 Partecipate operative e sulle 19 in liquidazione fa acqua da tutte le parti. Basti pensare che è il collegio sindacale di Seus è scaduto da sei anni e opera in ‘prorogatio’”.
“Gestione della Sas fuori dalle regole”
Su Sas il quadro è disarmante: la commissione denuncia “scarsa trasparenza nelle selezioni” del personale, con un ricorso a tutor non previsti dalla legge, “criticità gestionali”, oltre 250 incarichi professionali in quattro anni per controversie davanti al tribunale del lavoro, appalti e affidamenti di servizi “fuori da qualunque regola”.
La relazione su Sas all’Anac e alla magistratura
Il lavoro della commissione Antimafia sulla Sas sarà inviato oggi stesso, mercoledì 16 settembre, all’Anac, alla procura di Palermo e alla Corte dei conti “per verificare – ha annunciato Cracolici – l’esistenza di eventuali reati”. L’indagine era partita anche dalle segnalazioni sulla presunta vicinanza di alcuni lavoratori e di affidatari di incarichi alla precedente governance della Sas, dovuto a rapporti di parentela, amicizia e vicinanza politica. “Dal lavoro della commissione è emersa una sostanziale gestione arbitraria della Sas – ha spiegato Cracolici -. Attività fuori controllo dal punto di vista delle decisioni prese dalla società, transazioni assolutamente arbitrarie. Vanno accertate le responsabilità, contabili e non solo. Il controllo sulla Sas è stato fittizio”.
Sas, la storia della maxi transazione
Dalle audizioni svolte e dalla documentazione esaminata è emerso un volume spropositato di cause che hanno interessato il personale della società, con costi rilevanti: la Sas è stata infatti coinvolta in 15 cause per il riconoscimento di mansioni superiori e 84 relative al demansionamento, per un totale di 99 controversie.
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A questo dato si aggiunge quello degli incarichi conferiti ai suoi legali: tra il 2021 e il 2025 la società ha affidato 218 incarichi di difesa in giudizio, per un costo superiore ai 907mila euro. Nel mirino della commissione anche una transazione definita “faraonica”: 640mila euro riconosciuti a un dipendente, di cui 320mila come retribuzione soggetta a tassazione e altri 320mila come danno non patrimoniale, quindi esenti da imposte
Intravaia: “Su Sas siamo preoccupati e allarmati”
La relazione su Sas è stata approvata all’unanimità, con il voto favorevole anche del centrodestra. “Ciò che è emerso ci ha preoccupati e allarmati – ha sottolineato il deputato di Forza Italia Marco Intravaia -. La commissione ha sentito il dovere di mettere nero su bianco le proprie perplessità. Se emergeranno delle zone d’ombra, chi governa la Regione avrà il dovere di fare luce”.
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