GERACI SICULO – L’Acqua Geraci chiede alla Procura di Palermo di “accertare eventuali reati dei funzionari regionali che non concludono i procedimenti di proroga trentennale e potenziamento della propria concessione (che scade il prossimo novembre, ndr) dopo avere acquisito tutti i pareri favorevoli grazie ad attività istruttorie iniziate nel 1992″. L’Azienda si ritiene vittima di “ingiuste condotte discriminatorie perché la burocrazia gestisce in maniera abnorme i suoi procedimenti, mentre tutte le altre imprese del settore hanno ottenuto concessioni, antiche e recenti, con portate medie di decine di litri al secondo e il loro potenziamento”.
In una nota l’Acqua Geraci sottolinea che “non sono prese in considerazione neanche le soluzioni concertate, dopo numerose riunioni e ampi dibattiti, dagli uffici competenti. Infatti nel 2013 l’allora dirigente del dipartimento dell’Energia, Maurizio Pirillo, aveva indicato una soluzione che garantiva il fabbisogno idropotabile del Comune di Geraci Siculo e le legittime esigenze dell’azienda. Nonostante ciò il procedimento non viene concluso da alcuni funzionari che avevano approvato la proposta”. “Siamo addirittura accusati da alcuni funzionari regionali – afferma l’amministratore dell’Acqua Geraci, Giuseppe Spallina – di non volerci accordare. Mi chiedo su cosa, visto che le nostre pratiche sono sempre state bloccate con cavilli burocratici e l’unica volta che siamo stati chiamati seriamente ad un tavolo, dove erano presenti tutti i funzionari degli uffici competenti, abbiamo accettato la proposta dell’allora assessore Nicolò Marino rappresentato da Pirillo. Dopo 22 anni ancora non riesco a capire cosa devo fare per ottenere quello che penso spetti a una azienda seria. Invito la Procura di Palermo a compiere urgenti indagini e adottare conseguenti provvedimenti”.

