PALERMO – “In questi ultimi mesi il legislatore, a qualsiasi titolo, adotta provvedimenti strutturali, molte volte a danno esclusivo dei lavoratori, scavalcando le regole del confronto democratico che dovrebbero essere consequenziali ad un processo concertativo a monte con le parti coinvolte”. Questo quanto si legge in una nota dell’Ugl terziario, a firma Salvo Barone. “Si assiste sempre più, ed inspiegabilmente nel pieno silenzio delle Organizzazioni Sindacali, a determinazioni unilaterali, che vedono come vittime sacrificali solo i lavoratori, ammesso che mantengano il posto di lavoro. Assistere, senza alcuna reazione, alle decisioni del Governo nazionale che annuncia ancora una volta il blocco del contratto dei dipendenti pubblici, la riforma della scuola, le discussioni ancora aperte sul jobs act, le modifiche della legge 300 sull’articolo 18 (licenziamenti) e qualcuno la fa sull’articolo 19 (rappresentanza sindacale), la riduzione dei permessi sindacali dei dipendenti pubblici rende il sindacato un organismo quasi pleonastico. Si dovrebbero programmare confronti, a vari livelli, per affrontare le questioni normative, quelle relative alle professionalità, organizzazione del lavoro, in sintesi quelle modifiche che nell’immediato non necessitano di copertura finanziaria. Qualcuno dimentica come il confronto sociale sia stato determinante per la crescita del nostro Paese, ed è inaccettabile che si apprendano le scelte dei vari governi dagli organi di stampa, o dai social, senza che siano state ascoltate le parti sociali, sindacati compresi. La cosa ancora più sconvolgente è che neanche questi atteggiamenti dei legislatori riescono ad unificare le organizzazioni sindacali, ognuno con le proprie idee, e si rischia di creare un esasperato atteggiamento di conflitto, che in questo momento già di suo abbastanza destabilizzante, non serve a nessuno. La concertazione è elemento utile e vitale”.
La nota.
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