"Sport, impianti allo sfascio"| Figuccia: "E' un deserto"

“Sport, impianti allo sfascio”| Figuccia: “E’ un deserto”

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Alotta: “Lo sport rappresenta non solo un’ottima pratica che fa bene alla salute e favorisce la socializzazione e la promozione di valori sani, ma anche un’occasione di sviluppo per la città".

alotta (pd)
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2 min di lettura

PALERMO – “Lo sport rappresenta non solo un’ottima pratica che fa bene alla salute e favorisce la socializzazione e la promozione di valori sani, ma anche un’occasione di sviluppo per la città. Ma questa amministrazione comunale si è dimostrata inefficace e incompetente: dopo la bocciatura come capitale europea dello sport, non si vede uno straccio di idea o di programma. Ho presentato un’interrogazione per chiedere quale sia lo stato degli impianti cittadini, quanti siano in gestione a privati, quali manifestazioni siano previste per il 2016, se Palermo abbia ricevuto dei riconoscimenti in questo campo e cosa la giunta Orlando intende fare per promuovere il rugby, le discipline nautiche, di squadra e aerobiche. Le strutture fatiscenti di questa città sono lo specchio dell’incapacità di questa amministrazione”. Lo dichiara il consigliere comunale del Pd Salvo Alotta.

“Gli impianti sportivi a Palermo – afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia – sono in condizioni davvero fatiscenti. A partire dal Palauditore, che pur essendo il più grande impianto sportivo indoor della città, già sede della storica squadra di serie A1 di pallavolo “Rio Casamia” possiede un campo totalmente dissestato. Per non parlare della piscina comunale, la cui zona esterna risulta inagibile e considerato che era utilizzata in media da 400 persone al giorno si assiste ad un sovraffollamento di quella interna. Passando poi alla palestra di atletica pesante, dove basta entrare per capire facilmente che dovrebbe essere ricostruita interamente. La lista di impianti e strutture non funzionante sarebbe davvero lunga, ma la realtà è che gli unici impianti funzionanti-continua Figuccia- rimangono quelli privati a cui le famiglie disagiate e meno abbienti non riescono chiaramente ad accedere. Lo sport da sempre veicolo educativo e di formazione psico-fisica si trasforma così in un’attività destinata a pochi. Palermo – conclude Figuccia – diventa sempre una città piena di contraddizioni, in cui si parla sempre più di integrazione e tolleranza e sempre meno di servizi al cittadino e di inclusione sociale”.

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