Ha preferito gli slogan all’amministrazione. L’immagine al buon governo della Sicilia. Rosario Crocetta non è riuscito a raddrizzare, in tre anni, un solo settore sul quale sia intervenuto. E del resto, c’è un dato che certifica il fallimento di questa esperienza politica: 42 assessori in 36 mesi. Quattro giunte già varate quando in teoria mancano ancora due anni alla fine della legislatura sono il segno più evidente dell’assenza di una idea qualsiasi. E del resto, questi tre anni altro non sono che una sequenza di promesse rimangiate e di marce indietro. Si è partiti con gli artisti e gli scenziati Battiato a Zichichi, e si è arrivati ai capicorrente dei partiti. Nel mezzo scandali e inefficenze. Come quelli che hanno ridotto in macerie il mondo della Formazione professionale, o quelli riguardanti il settore della Sanità, dove non si è riusciti ad allontanare le ombre del passato. Confermate dagli addii di chi una volta fu il simbolo della rottura e del cambiamento: da Nicolò Marino a Linda Vancheri, per finire con Lucia Borsellino. Fuggita per “ragioni di ordine etico e morale”. Il governatore alla fine ha perso pure su quel campo: tanti slogan, tanti rimpasti, nessuna riforma e nessuna rottura. Un fallimento politico e personale.
Al di là degli annunci, poco altro. E un dato a certificare il fallimento: quattro governi in tre anni.
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