PALERMO – “Tutto quello che stiamo facendo è per contrastare i licenziamenti. Il settore dei Call center e’ il più sottoposto alla logica delle gare al massimo ribasso e delle esternalizzazioni fuori dal Paese determinando una concorrenza sleale. Su questo ci aspettiamo l’applicazione concreta di norme esistenti passando a una effettiva attuazione. Continuiamo a chiedere che a partire dalle aziende pubbliche non si facciano gare al massimo ribasso e si rispettino contratti di lavoro e condizioni”. Cosi’ il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso parlando della crisi del gruppo Almaviva, che ha annunciato 2.988 esuberi su scala nazionale. “La vertenza Almaviva come quella di altri call center in altre città italiane dimostra che occorre una necessaria trasformazione in questo settore per fare il salto” ha aggiunto.
A chi le ha chiesto un commento sulla rottura delle trattative tra azienda e sindacati dopo la bocciatura da parte dei lavoratori dell’ipotesi di accordo sulla solidarietà fino a novembre Camusso ha risposto: “Non c’ è stata una rottura, ma una ipotesi del Governo che non avendo la prospettiva concreta di portare a soluzione il problema, ma rinviandolo di qualche tempo, è stata respinta dai lavoratori”. “Quella di Almaviva è una vertenza che riguarda tutto il gruppo – ha concluso – bisogna affrontarla come tale e sapere che quando e’ un settore intero in difficoltà servono misure di politica industriale e investimenti, come è stato per Termini Imerese. Non e’ una vertenza risolvibile solo con l’azienda”.
Camusso ha partecipato alle iniziative in ricordo del sindacalista Salvatore Carnevale, ucciso dalla mafia il 15 maggio di 61 anni fa. “Questo luogo, questo rito di piantare un albero e scoprire una targa ribadisce la straordinaria importanza della memoria, a continuare a tenere vive le storie, le lotte dei sacrifici che ci consentono di leggere cosa è successo. Ci ricorda cosa vuol dire la lottare per i diritti dei lavoratori, – ha osservato – che non è solo una condizione di quel momento ma riguarda la dignità e la qualità della vita delle persone, e che infiltrazione ha avuto la criminalità organizzata anche nel ritardo dei modelli di sviluppo di questa Regione”. “Ma nello stesso tempo ci dice che stare attenti alle trasformazioni può aiutare a contrastare la criminalità organizzata – ha aggiunto-. E’ un occasione per riabbracciare i parenti e ricordare che il primo processo portò alla condanna degli assassini di Carnevale per la straordinaria forza della madre Francesca che non accettò mai che non ci fosse giustizia per suo figlio”. A Palermo nel giardino della memoria è stato piantato un albero e scoperchiata una targa in memoria di Carnevale.

