Caso buste paga alla Reset| Il servizio di Striscia La Notizia

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La società ha provato a formare quattro dipendenti interni, ma si rivolge a una ditta esterna.

PALERMO – La Reset affida all’esterno l’elaborazione delle buste paga, dopo non essere riuscita a formare il personale interno e aver anche comprato un software ad hoc. Il caso è stato sollevato ieri sera da Striscia La Notizia che, in un servizio di Stefania Petyx andato in onda su Canale 5, ha raccontato come la società consortile del comune di Palermo, dopo non essere riuscita a istruire quattro addetti per elaborare le buste paga dei 1500 dipendenti, si è rivolta a un soggetto esterno al costo di circa 100 mila euro l’anno. Ma questo scatena le reazioni sindacali e politiche.

“Alla Reset bisogna tornare a una condizione di normalità con le dovute e normali dinamiche di lavoro, di inquadramento e di carriera e in primo luogo alle 40 ore settimanali di prestazione lavorativa così come previsto da accordi già sottoscritti – dice in una nota Pietro La Torre dell’Ursas, sigla autonoma federata col sindacato Sadirs – così si potranno svolgere quei servizi come la lavorazione delle buste paga visto che le professionalità interne oggi ci sono. Questa visione distorta e strumentale dei lavoratori Reset va ribaltata, non si può astrattamente muovere una critica sull’uso delle risorse e al contempo impedire la valorizzazione interna per via della mancata applicazione degli accordi”.

“Il servizio di Striscia ha evidenziato una considerazione opposta alla realtà dei fatti, con dipendenti in possesso dei titoli e della professionalità adeguata a redigere buste paga e non solo, ma impossibilitati a svolgere nel pieno le proprie funzioni grazie al demansionamento che sono stati costretti a subire nella fase di transito da Gesip a Reset, avallato da quasi tutte le organizzazioni sindacali, le stesse che oggi gridano allo scandalo – dice Salvo Barone di Asia – La riqualificazione, attraverso bandi pubblici, per il corretto inquadramento dei dipendenti, partendo proprio dai livelli più bassi, è un elemento imprescindibile e non può più slittare. Solo la fase di approvazione del bilancio previsionale del comune e delle leali e corrette relazioni sindacali potranno far sì che la situazione degli operai e degli impiegati venga ripristinata. Non ci stiamo però che la solita macchina del fango buttata allora alla Gesip, poi fatta “morire”, venga rimessa in moto per colpire 1500 lavoratori e le loro famiglie”.

“È giunto il momento di mettere a posto una serie di cose – aggiunge Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl -. I lavoratori hanno fatto enormi sacrifici pur di salvare l’azienda e il posto di lavoro, ma ancora attendono il rispetto di una serie di accordi presi con l’azienda e il Comune. Al contempo bisogna sfruttare al meglio le professionalità che rendono servizi decisivi per la collettività. Mettiamoli in condizione, a partire dalle attrezzature, di rendere al meglio”.

“Il coordinamento aziendale delle Rsa Cisal – dice la segretaria della Cisal Palermo – aveva da tempo segnalato formalmente con alcune note la necessità di procedere all’internalizzazione del servizio di gestione delle paghe. Ci spiace che tutto questo non sia stato evidenziato nel servizio trasmesso ieri sera; servizio che ha peraltro omesso che l’adempimento della gestione delle buste paga veniva già in Gesip gestito da personale interno oggi transito in Reset. Capiamo il ‘taglio’ ironico voluto dare dalla redazione di Striscia, ma non accettiamo l’ulteriore esposizione al pubblico ludibrio di un personale mortificato non solo economicamente dal fallimento di Gesip e dalla conseguente ‘dieta’ forzatamente messa in atto da Reset. Per quanto ci riguarda però preferiremmo che le testate giornalistiche approfondissero ben altre tematiche, come quelle legate agli oggettivi incrementi di produttività garantiti dalla nuova gestione e dal personale, purtroppo non accompagnati dal rispetto dei termini degli accordi sottoscritti in sede aziendale e anche con la amministrazione comunale. Per questo la Cisal ha già dato mandato ai suoi legali di avviare numerosi contenziosi a tutela dei propri associati, finalizzati al riconoscimento di istituti contrattualmente dovuti e ancora oggi purtroppo negati a causa dell’attuale stallo del tavolo sindacale e del sistema di relazioni industriali”.

“La gestione esterna delle buste paga della Reset è figlia di un processo di riorganizzazione aziendale che non è mai stato completato, a scapito dei dipendenti e dei servizi ai cittadini – dice il presidente della commissione Aziende Paolo Caracausi (Idv)- Una situazione di cui sono vittima anzitutto i lavoratori, visto che altre aziende come Sispi e Amap riescono a elaborare le buste paga con personale interno e non rivolgendosi all’esterno. L’Amministrazione ha però il dovere di intervenire e di mettere la società nelle condizioni di operare al meglio: per questo come commissione convocheremo l’assessore e l’azienda per fare il punto sulla vicenda”.

“Il servizio di Striscia la notizia sulla Reset non fa altro che dare una immagine distorta e negativa dei lavoratori e non rende giustizia a questo bacino che ingiustamente bistrattato in questi anni ha dimostrato di essere in grado di garantire tanti servizi alla città anche in situazioni straordinarie e di emergenza”. Lo afferma Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia. “Questi lavoratori sono sempre stati a disposizione del Comune e della cittadinanza – prosegue – bisogna ricordare anche che hanno subito una drastica riduzione oraria e la dequalificazione professionale con la riduzione dei livelli di inquadramento. Dentro questo bacino ci sono centinaia di professionista da valorizzare, tanti laureati e diplomati e operai specializzati ma bisogna che la Reset sia messa nelle condizioni di diventare un’azienda normale. Per fare questo – aggiunge Flauto – da anni chiediamo di potere affrontare al tavolo sindacale il tema dell’organizzazione se lavoro e dei servizi, qualificazione professionale, classificazione del personale e mansionario ripristinando il tempo pieno per tutti i lavoratori rispettando gli accordi sottoscritti con l’amministrazione comunale e richiamati nell’accordo siglato a fine 2017 a tutt’oggi violato”.

“È totalmente distante dalla realtà delle cose quanto affermato ieri sera nel servizio della Petyx – sottolineano le Rsa Filcams Cgil -. I lavoratori della Reset in questi anni hanno dato prova di grande capacità e professionalità, vedasi ad esempio, la restituzione alla città della Struttura equestre o della riqualificazione e pulizia dell’intero Parco della Favorita o ancora i numerosi progetti in cui Reset ha svolto il ruolo di capofila insieme alle altre aziende comunali. La verità è che purtroppo i lavoratori tutti, a seguito dell’accordo che ha dato vita alla Reset, sono stati declassati nonostante il suddetto accordo prevedesse un percorso di riqualificazione e corretto inquadramento degli stessi a partire da settembre 2015. Ad oggi nulla è stato fatto. Per questo ci corre obbligo esprimere piena solidarietà ai veri lavoratori che nonostante le condizioni trovano il coraggio di continuare a mettere in campo il proprio impegno giorno dopo giorno”.

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