PALERMO – Collegato ancora al palo. Che il disegno di legge stralcio “figlio” della Finanziaria regionale non riesca a essere discusso all’Ars è ormai un dato di fatto. Da fine aprile è all’ordine del giorno ogni volta che l’Aula si riunisce ma è continuamente rinviato. L’Assemblea regionale si è impantanata in una sessione di Bilancio senza fine, quando invece di cose da fare ce ne sarebbero: dall’insediamento dei deputati a Palazzo dei Normanni ad oggi i disegni di legge di iniziativa parlamentare presentati sono stati ben 282. Solo una decina sono stati esaminati da Sala d’Ercole, in una Legislatura che ha al suo attivo, quando ormai sono passati sei mesi dall’inizio, soltanto sette leggi approvate.
L’Aula, tra l’altro, complice anche la campagna elettorale per le Amministrative – per cui domenica prossima si svolgeranno i ballottaggi – si è riunita per pochissimo tempo: 3 ore e 55 minuti dal 28 maggio: 1 ora e 46 minuti il 29 maggio, mezzora il 12 giugno e 1 ora e 39 minuti il 13 giugno. E i deputati sono stati impegnati più in polemiche e liti, come nel caso della seduta straordinaria con il presidente di Malta, che in discussioni di leggi o altri atti di competenza. In attesa che il collegato, ormai sempre più “scollegato”, almeno dal punto di vista temporale, veda la luce, sono numerosi i disegni di legge che potrebbero essere discussi. Molti riportano anche la dicitura “urgente”: “Interventi urgenti”, “Misure urgenti” e così via.
Scorrendo la lista dei disegni di legge che giacciono negli uffici di Palazzo dei Normanni, già 243 sono assegnati alle Commissioni e sono pronti per essere vagliati dai deputati, salta all’occhio la varietà dei contenuti. Alle proposte di legge che potremmo definire “classiche” e necessarie, come quelle in favore dell’agricoltura e delle imprese, se ne affiancano altre più “originali”: il ddl per la valorizzazione degli asini autoctoni, per esempio, o quello per l’istituzione e la realizzazione dei cimiteri per la sepoltura degli animali domestici e di affezione, passando per quello sul randagismo in Sicilia, prodotto grazie anche alla figura del consulente specifico chiamato da Gianfranco Miccichè. Ci sono norme per l’adozione delle aiuole e degli spazi verdi, per l’istituzione di una “polizia mortuaria” e norme per obbligare i parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana a dichiarare la propria eventuale affiliazione a logge massoniche o similari. Tra le più attese dai siciliani c’è la norma per abolire l’equiparazione delle indennità dei componenti dell’Ars a quelle dei senatori. E ancora: istruzione, salute, trasporto locale, turismo, enti locali.
Intanto, però, le leggi approvate sono state soltanto sette: quella sui centri termali, la legge sui confini fra Grammichele e Mineo, le norme di modifica della Commissione Antimafia, la proroga dei commissariamenti dei Liberi Consorzi, e, infine, la proroga dell’esercizio provvisorio, il rendiconto e la Finanziaria. La speranza, a questo punto, è che il parlamento riesca finalmente a discutere e approvare il “collegato” così che, spuntata questa voce dall’elenco, si possa passare ad altro.

