PALERMO – Quei figli non voluti, nati da rapporti subiti, sono diventati la sua forza. Laura, il nome è di fantasia, si è aggrappata ai suoi bambini per ricominciare a vivere. Una vita nella quale, però, non c’è più spazio per l’uomo che tanta sofferenza le ha provocato e che, senza esitazione, accusa all’interno di un’aula di giustizia.
Stanno seduti l’uno di fronte all’altra davanti al Tribunale presieduta da Roberto Murgia. Lui è imputato per violenza sessuale e stalking. Lei è un’ex studentessa universitaria. Si sono conosciuti alcuni anni fa. La relazione diventa quasi subito un incubo. “Diceva che doveva essere sua, solo sua. Non c’era pace nella mia vita. Ovunque andavo, anche in un locale con mille persone c’era lui”, racconta Laura.
I rapporti sessuali contestati dall’accusa sono due, consumati “in una casa a Bagheria, era di un suo amico”. La prima volta “ero sotto l’effetto della cocaina, come anestetizzata”. Poi è ricaduta nella trappola, “mi teneva per le mani, sono rimasta immobile, sapevo di non potere fare nulla”.
Descrive la stanza e i rapporti da cui sono nati i bambini: “Voleva che abortissi. Mi diceva ‘abortisci o ti ammazzo’”. Non ha ceduto perché “i miei figli sono la mia vita, devo pensare a loro”.
Laura si è ripresa la sua vita dopo un percorso di disintossicazione dalla droga. Ha ritrovato la forza che non traspare dal suo corpo esile. Dalla sua testimonianza di parte civile, la ragazza è assistita dall’avvocato Luciano Termini, si intuisce che ci sono dei filoni investigativi ancora aperti. La vittima ha riferito le confidenze, di cui è al corrente la polizia, che avrebbe ricevuto dall’imputato: dal suo presunto ruolo nell’omicidio di una ragazza a Marsiglia (“Mi disse che era morta tra le sue braccia e l’ha sepolta”) al suo coinvolgimento nell’inchiesta sugli spaccaossa. Anche l’imputato, così ha raccontato la ragazza, si sarebbe fatto spezzare gli arti per incassare l’indennizzo dell’assicurazione (“si è fatto rompere da una persona mafiosa, un tale Piero…”). L’imputato, che si è sempre proclamato innocente ed è stato arrestato di recente per una rapina, scuote la testa in aula, accanto al suo legale, l’avvocato Ludovico Bisconti. Un gesto per smentire la ricostruzione della ragazza.

