PALERMO – Non più un caffè letterario, ma una struttura gestita dal personale del Comune e dal carattere “polivalente” con attività da realizzare insieme a cittadini, associazioni e parrocchie. Prende il via la seconda vita di Villa Costa, la grande area verde nei pressi di viale Lazio che, dopo il roseto e la riapertura dello spazio esterno, si appresta a veder tornare attiva anche la struttura che fino all’anno scorso era gestita dai privati.
Grazie a un progetto curato dall’assessorato al Decoro e da quello alle Attività sociali, Palazzo delle Aquile gestirà direttamente quello che diventerà un centro polivalente: “Il modello che abbiamo in mente – spiega l’assessore Giuseppe Mattina – è quello del Centro Anziani di Boccadifalco, una struttura comunale, gestita da personale comunale ma le cui attività e la cui programmazione coinvolgono le associazioni, la parrocchia e i cittadini del quartiere. Per la struttura che si trova all’interno di Villa Costa l’idea è quella di farne un centro polivalente, fruibile con attività diverse da tanti cittadini, anche sfruttando al meglio la bella zona verde circostante”.
La struttura sarà rimessa a nuovo dalle maestranze comunali, quindi senza appalti e a costo zero. “Ancora una volta sarà il Coime, col supporto ove necessario della Reset, dell’Area del Verde ed eventualmente anche delle altre aziende comunali, a curare la sistemazione della struttura, dove abbiamo previsto un primo sopralluogo in settimana”, dice il vicesindaco Fabio Giambrone.
L’area Terrasi, nata nel 1965 ma al centro per anni di una diatriba, tornerà così pienamente operativa. Dopo l’apertura di una biblioteca nel 1988, nel 2009 grazie a una concessione a privati ha aperto i battenti il Costè, in attività fino all’anno scorso; sempre nel 2018 ha invece visto la luce il roseto, mentre a dicembre è stata riaperta l’area verde.
Per il sindaco Leoluca Orlando, “questo grande polmone verde nel cuore della città, un piccolo pezzo di Conca d’Oro che ha resistito all’assalto della speculazione e del cemento, rappresenta una piccola oasi che può diventare sempre più luogo di socialità. Vogliamo quindi mettere a frutto l’esperienza già fatta in altri quartieri, con una sinergia ed una collaborazione fra il Comune e i privati, che rendano fruibile ad un pubblico quanto più vasto e diversificato possibile. L’area si presta bene ad ospitare attività per ogni gusto e per ogni età e per questo chiameremo a raccolta tutti coloro che vorranno contribuire”.
LE REAZIONI
“Non posso che esprimere soddisfazione per la prossima riapertura della struttura che sorge all’interno di Villa Costa, a Palermo: il progetto dell’amministrazione comunale di creare un centro polivalente in cui coinvolgere associazioni e realtà del territorio è la formula giusta per rendere fruibile e funzionante la struttura. Si prosegue così con la riconsegna alla città degli spazi pubblici, nella speranza che tutti i cittadini li considerino un bene comune da salvaguardare e non ‘terre di nessuno’ da lasciare in balia dei vandali”. Così Paolo Caracausi, consigliere comunale Idv di Palermo e presidente della Terza commissione.
“Apprendo con grande gioia che la mia richiesta di destinare parte di Villa Terrasi a Centro per anziani è stata accolta positivamente dall’Amministrazione e sembra essere già stata trasformata in una pratica in fase di attuazione – dice la consigliera di Sinistra Comune Katia Orlando – Nel corso di un incontro informale avuto un paio di settimane fa, infatti, nell’ottica di rivalutare e restituire alla Città un bene comune e offrire servizi per “la terza età”, ho individuato una parte di Villa Costa Terrasi come ideale Centro ricreativo e culturale per anziane e anziani. In questo “spazio di condivisione” si potranno valorizzare capacità personali mediante la partecipazione attiva di cittadini e cittadine per esprimere e concretizzare desideri e nutrire vitalità. Il territorio in cui insiste la Villa Costa Terrasi ha oggi una popolazione over 65 numerosa, che spesso trascorre la maggior parte della giornata in solitudine anche per l’assenza di centri di aggregazione, con ripercussioni sulla qualità della vita e della salute. Offrire servizi di socializzazione diventa quindi indispensabile per una fascia di cittadine e cittadini sempre più numerosa e che ha diritto all’inclusione”.

