Aggressioni negli ospedali |Grillo: "Ddl per inasprire pene"

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Dopo l'ennesimo caso di violenza al Vittorio Emanuele arriva una nota del Ministro alla Salute. Nota dei sindacati.

l'ntervento
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5 min di lettura

ROMA – ”Presenterò presto un ddl, che stiamo valutando col ministero della Giustizia, che va nella direzione di un inasprimento delle pene per le violenze commesse nei confronti del personale sanitario. E stiamo valutando gli interventi necessari per la sicurezza sul lavoro”. Lo annuncia, in una nota, il ministro della Salute Giulia Grillo. Inoltre, continua Grillo, ”come ministero della Salute siamo in contatto col ministero degli Interni per rafforzare la vigilanza delle forze di polizia negli ospedali e nelle strutture sanitarie più a rischio”. “L’ennesimo, gravissimo episodio di violenza nei confronti di una dottoressa accaduto al pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania, desta nuovo sconcerto – conclude il ministro – e grande preoccupazione. Purtroppo non sono casi rari e isolati, sta diventando ormai una pericolosa costante che non ha e non può avere spiegazioni in qualsiasi modo accettabili”. (ANSA)

Alle parole del Ministro risponde, con una nota, il sindacato. “Se non ci fosse stato il poliziotto chissà come sarebbe finita, a conferma che serve il posto di polizia fisso come da noi sempre sostenuto”. E’ quanto dichiara Calogero Coniglio Segretario Regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Usaea a seguito dell’ultimo caso di aggressione registrato al Vittorio Emanuele e della decisione del ministro Grillo di inasprire le pene. “Bene l’intervento del ministro della salute sull’inasprimento delle pene sulle violenze a infermieri e medici, ma parlare di rafforzare la sorveglianza è stato sostanzialmente quello che si è fatto in questi ultimi 5 anni, ma non ha dato i risultati che ci aspettavamo. Vanno rivisti i piani di sicurezza di tutte le 18 aziende sanitarie siciliane perchè sono stati fallimentari.

Al ministro ricordiamo che già in parlamento è stato presentato e giace un disegno di legge nato da 72 denunce di aggressioni negli ospedali siciliani negli ultimi 5 anni avanzate da questo sindacato, dossier già inviato sia al ministero della salute e sia al ministero dell’interno”. “Il disegno di legge e’ il n. 2908 del 21/9/17 “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica”, su iniziativa del 16 senatori.
Al ministro facciamo presente che le iniziative di protesta della Fsi-Usae, sulla mancanza di sicurezza del personale sanitario nelle strutture sanitarie siciliane sono state denunciate più volte a Procure, Questure, Prefetture, Assessorato regionale della Salute e a Sindaci. Senza risposte.
Il disegno di legge tratta di disposizioni che mirano a garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere.
Un provvedimento necessario dopo le gravi aggressioni avvenute negli ultimi mesi nei pronto soccorso etnei. Quelli che hanno fatto traboccare il vaso sono stati due casi gravissimi. Basta ricordare il caso di un medico aggredito la notte di San Silvestro scorso presso il pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele perché si era rifiutato di fornire il nome di una ricoverata che aveva avuto un incidente con la moglie di uno degli aggressori.
E, da ultimo, nella notte del 18 settembre 2017 il caso di una donna, medico di guardia in servizio a Trecastagni, stuprata da un giovane.
Sul disegno di legge sono elencate le nostre denunce nei vari presìdi ospedalieri siciliani, circa 63 aggressioni, di cui 12 nel 2015, 14 nel 2016 e 15 nel 2017.
Aggiungendo quelle del 2018 è stata una carneficina.
Inoltre le conseguenze di questi episodi si ripercuotono, inevitabilmente, sul senso di sicurezza dei cittadini, che proprio presso le strutture ospedaliere chiedono di essere protetti e al sicuro. Ci si trova dunque di fronte a un aumento di violenze, difficilmente arrestabile in forma autonoma, per cui non è rinviabile l’adozione di valide soluzioni volte ad assicurare la sicurezza di chi opera per la salute (medici, infermieri e così via) dei cittadini italiani e per la sicurezza dei cittadini stessi. Oggi, i presìdi di polizia all’interno delle strutture ospedaliere dipendono dalle questure territoriali e sono attivati su richiesta delle amministrazioni per ragioni di sicurezza e di opportunità debitamente motivate, ove le risorse di personale e di organizzazione lo consentano”.
“Oltre a chiedere l’istituzione immediata dei posti di polizia fisso, questa segreteria regionale chiede un incontro urgente al ministro Grillo per informarla della situazione della sanità siciliana e sui retroscena che forse non conosce, per darle degli spunti e il nostro contributo, se gradito, in modo da arrestare questo fenomeno indecente e inaccettabile nei luoghi di cura”.

Sulla vicenda interviene anche l’UGL. “Non possiamo che accogliere positivamente – dichiarano i segretari regionali della Ugl sanità e della Ugl medici, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri – il tempestivo intervento del ministro della Salute, la catanese Giulia Grillo, che dopo l’ultimo grave fatto accaduto all’interno di un pronto soccorso, con l’aggressione ad una dottoressa, ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per l’inasprimento delle pene a chi si rende autore di simili gesti. E’ ciò che chiediamo a gran voce da anni, perchè coloro che danno vita ad episodi di violenza nei confronti dei medici e del personale sanitario negli ospedali e nelle guardie mediche non debbano rimanere impunito o condannato a pene irrisorie come avviene purtroppo ancora oggi. Auspichiamo quindi l’attivazione di un’immediata corsia preferenziale in parlamento, perchè il Ddl possa essere esaminato nelle sedi competenti ed approvato in tempi rapidi già alla riapertura dei lavori dopo la pausa estiva. Per quello che è diventato un vero e proprio dramma sociale, serve una risposta immediata poichè il tempo delle parole è ampiamente scaduto ed ora servono fatti concreti per evitare che in futuro accadano situazioni ancor più gravi che non vorremmo neanche immaginare. Abbiamo visto come l’apprezzabile volontà da parte delle istituzioni regionali di rendere più efficienti e sicure le strutture ospedaliere, anche attraverso l’incremento del personale della vigilanza privata, non è bastata e, per questo, siamo convinti non ci sia più tempo da perdere nel mettere in campo misure forti e decisive. Ci auguriamo un sussulto da parte dell’intera classe politica nei confronti di quello che ormai non è solo un problema catanese, siciliano, ma di livello e portata nazionale, ed invochiamo ancora una volta l’intervento del ministro dell’Interno perchè vengano elevate le misure di sicurezza con il potenziamento del personale delle forze dell’ordine a supporto e l’invio temporaneo dell’esercito finchè sarà necessario. ” I segretari regionali della Ugl sanità e della Ugl medici, Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, nei prossimi giorni chiederanno anche un intervento delle rispettive segreterie nazionali presso i ministeri competenti, a tutela dei lavoratori del comparto.

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