Picanello, blitz della Polizia: | posti di blocco e controlli

Picanello, blitz della Polizia: | posti di blocco e controlli

Picanello, blitz della Polizia: | posti di blocco e controlli

Il resoconto degli interventi finalizzati anche al contrasto del lavoro nero.

CATANIA. Gli agenti del Commissariato Borgo-Ognina, ed il personale dell’Asp e della Polizia Municipale ha effettuato, nei giorni scorsi, controlli straordinari nel quartiere di Picanello, volti alla tutela della salute pubblica e all’emersione del lavoro in nero.
Sono stati effettuati due posti di controllo: il primo nei pressi della via Timoleone e, successivamente, in via Cagnoni, nelle vicinanze del Campo Scuola: nella circostanza sono state identificate 23 persone, sono stati controllati 13 veicoli ed elevate numerose contestazioni al Codice della Strada.

Inoltre, si è proceduto al controllo di 7 esercizi commerciali nel cui corso il titolare di un panificio ubicato in via Messina è stato indagato in stato di libertà per violazioni legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Da segnalare il controllo di un esercizio commerciale di vendita di bevande e alimenti confezionati ubicato in via Duca degli Abruzzi, il cui titolare, il pregiudicato F.P., già sottoposto alla misura di prevenzione dell’avviso dal Questore di Catania, non curante della sua posizione, ha iniziato a inveire contro gli operatori, urlando impronunciabili insulti e minacce. I poliziotti del Commissariato hanno, quindi, identificato l’uomo che è stato poi indagato in stato di libertà per i reati di resistenza, oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale.
Al gestore, saranno contestate sanzioni legate alla pubblicità illecitamente esposta all’esterno dell’attività, all’impianto elettrico, che è risultato non in regola, alla mancanza di estintori e alla carenza delle condizioni igieniche.

È stata, infine, accertata la presenza di un lavoratore in nero il quale, in base alle dichiarazioni assunte, lavora per 9 ore al giorno, percependo la somma giornaliera di 20 euro. F.P. è stato deferito anche per il reato che punisce chi utilizza, assume o impiega mano d’opera sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno. Il caso sarà anche segnalato all’Inps e all’Ispettorato del lavoro.


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