Sequestrò e violentò una 24enne |Chiesto giudizio immediato per Meffi

Sequestrò e violentò una 24enne |Chiesto giudizio immediato per Meffi

Sequestrò e violentò una 24enne |Chiesto giudizio immediato per Meffi

La Procura di Catania ha contestato all'uomo ben sette capi di imputazione.

CATANIA. Il pubblico ministero Valentina Grosso ha chiesto e ottenuto dal gip di Catania Marina Rizza il giudizio immediato per il 39enne Dario Meffi, arrestato dai carabinieri di Mascali nella notte tra il 15 ed il 16 maggio scorsi, per sequestro e violenza sessuale nei confronti di una 24enne di origini bulgare. Sette e pesantissimi i capi di imputazione contestati dalla Procura di Catania all’uomo: dalla violenza privata a quella sessuale, dal sequestro di persona alla rapina, dalle lesioni agli atti persecutori. L’imputato, che all’epoca dei fatti si trovava agli arresti domiciliari, dovrà rispondere anche di evasione. Tra le aggravanti contestate, anche l’uso di un’arma. Il 39enne, infatti, avrebbe costretto la vittima a seguirlo nella propria abitazione di Mascali, minacciandola con una sega di 50 centimetri. Dario Meffi, che dovrà comparire in aula il prossimo 26 ottobre, sarà difeso dal legale di fiducia Giuseppe Musumeci. Ad assistere la vittima, invece, l’avvocato Michele Pansera.

LA RICOSTRUZIONE DELL’ACCUSA. È il 15 maggio scorso quando, poco dopo le 23, Dario Meffi, nonostante sia sottoposto al regime degli arresti domiciliari, lascia senza autorizzazione la propria abitazione di Mascali. L’uomo ha in mano una sega lunga e appuntita. Con quell’arma avrebbe poi costretto una 24enne a seguirlo fino in casa. Lì, secondo l’accusa, avrebbe colpito la donna con schiaffi e calci, costringendola subito dopo a spogliarsi. Dopo aver abusato ripetutamente di lei, il 39enne le avrebbe anche sottratto 60 euro in contanti ed una collanina d’oro. La vittima, che non parlerebbe l’italiano, sarebbe riuscita in un momento di distrazione del suo aguzzino a telefonare al padre e a chiedergli aiuto. Poco dopo i carabinieri di Mascali irrompono nell’abitazione, arrestando l’uomo e ponendo fine all’incubo della 24enne. A fine giugno il pubblico ministero Valentina Grosso dispone una serie di accertamenti tecnici non ripetibili nell’abitazione dell’indagato. I carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche di Catania rilevano impronte e tracce biologiche e repertano una serie di oggetti, tra cui un frammento di collana ed il pendente di un orecchino, per analisi più approfondite da compiersi nei laboratori.

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