CATANIA – Sarà Paolo Mieli il protagonista della prossima tappa de L’Autore per Cena, il progetto culturale promosso da Sheraton Catania Hotel, che quest’anno ha come fil rouge il tema del “viaggio”. Il 1° aprile, alle ore 19,30, Mieli presenterà il suo ultimo libro “L’arma della memoria” (Rizzoli), un tuffo nella memoria della Storia per non farci dimenticare il passato e aiutarci a capire il presente. Mieli discuterà di memoria e di guerra con lo storico Ezio Costanzo. Durante la serata sarà proiettato il documentario “Phil Stern. Sicilia 1943, la guerra e l’anima” (49′), scritto da Ezio Costanzo, diretto dallo stesso Costanzo con Filippo Arlotta.
Al termine del dibattito con Paolo Mieli seguirà A taste of memory, un omaggio dello chef Saverio Piazza all’autore con un piatto caro a Mieli sin dall’adolescenza: “Spaghetti di grani antichi siciliani con mollica, capperi, acciuga e peperoncino”, accompagnati da Almerita Brut di Tasca d’Almerita, partner del progetto e pane “fatto in casa” con semola di grani locali Timilia, Perciasacchi e Margherito dell’azienda agricola Terre Frumentarie, con olio biologico molitura 2015 dell’Azienda Feudo Vagliasindi.
L’Arma della memoria (Rizzoli): L’onesto uso della memoria è il più valido antidoto all’imbarbarimento. E lo è in ogni stagione politica, in ogni momento del dibattito culturale, in ogni epoca della storia. Un uso onesto che, in quanto tale, presuppone non ci si rivolga al passato in cerca di una legittimazione per le scelte di oggi. Anzi, semmai, per individuare in tempi lontani contraddizioni che ci aiutino a modificare o a mettere a registro quel che pensiamo adesso. Ben diverso (e diffuso, purtroppo) è il ricorso a forzature della memoria come arma per farci tornare i conti nel presente.
Un’arma usata con infinite modalità di manipolazione, che producono danni quasi irreparabili alla coscienza storica, deformano il passato, intossicano il ricordo collettivo anche dei fatti più prossimi. E che, come tale, merita di essere combattuta. Paolo Mieli ce lo dimostra attraversando secoli di storia con la consueta competenza e passione, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché “infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. La prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. La seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso”.

