CATANIA. Cesame riparte: a giugno i lavori di ristrutturazione della struttura. Con la sottoscrizione del Contratto di sviluppo settoriale nei palazzi della Regione gli ottanta lavoratori della cooperativa Cesame si avviano a vincere la loro scommessa. Dopo sei anni passati con il fiato in gola tra incontri con le istituzioni e notti insonni finalmente arriva l’epilogo di una vertenza dal forte valore simbolico. Il contratto sblocca definitivamente l’iter burocratico e consente ai soci lavoratori di passare alla fase di ristrutturazione aziendale. I lavori per mettere a nuovo la struttura, più volte vandalizzata nel corso negli anni, dovrebbero partire a giugno. Nonostante tre anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia e un iter burocratico tortuoso che ha visto avvicendarsi due presidenti della regione e quattro presidenti del Consiglio, il futuro della nuova Cesame sembra a portata di mano. Un’impresa realizzata grazie “a un progetto imprenditoriale valido” e alla caparbietà dei dipendenti che per anni hanno investito gli ammortizzatori sociali per diventare soci capovolgendo il paradigma dell’assistenzialismo fine a se stesso. I protagonisti di questa storia di riscatto si sono dati appuntamento questa mattina alla Camera del Lavoro di Via Crociferi: I soci lavoratori, i segretari di categoria che hanno gestito la vertenza (Giuseppe D’Aquila e Margherita Patti), il segretario generale della Cgil etnea, Giacomo Rota, il Cda della Cooperativa e il presidente della Cesame, Sergio Magnanti hanno ripercorso le tappe salienti di una vittoria non scontata.
E già si guarda al futuro. Entro un anno dovrebbe ripartire la produzione, complici le numerose richieste di sanitari di qualità arrivate da diversi paesi extraeuropei come il Vietnam e gli Emirati Arabi. La Cooperativa siglerà presto un protocollo antimafia in Prefettura e poi sarà pronta a mettere in campo “un progetto industriale in controtendenza che punta alla produzione”. L’obiettivo dichiarato dal presidente Magnanti è di tornare ai vecchi splendori puntando su prodotti di altissima qualità per guadagnare un’ampia fetta di mercato. “C’eravamo, ci siamo e vogliamo esserci”, ha ripetuto Magnanti.

