CATANIA – Da borgo rurale, lontano dalla città e dalle sue dinamiche, a grande quartiere dormitorio, densamente abitato. Privo però di un’idea, di servizi e di cura, tanto da sembrare una periferia lontana, con palazzoni che spuntano nel mezzo di un dedalo di stradine. Queste le caratteristiche di San Nullo e Trappeto sud, luoghi storicamente esistenti a Catania, ma edificati massicciamente tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, senza un criterio, come spiega il consigliere Sebastiano Anastasi che ben conosce quei luoghi, dal momento che è qui che è nato e che vive. Ex consigliere e poi presidente di quartiere, Anastasi ci accompagna attraverso le strade tortuose che attraversano i due rioni, spiegando cosa manca e, soprattutto, di cosa avrebbero bisogno gli abitanti della zona per sentirsi parte della città e per poter vivere in condizioni di sicurezza.
“Il quartiere di San nullo, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, si espande, in deroga al PRG – spiega Anastasi, Si fa un piano di zona, in attuazione della legge e si realizzano le case di edilizia popolare e di cooperativa con un piano di zona e per attuare la legge 167 del 1962 che introduce i Piani di Edilizia Economica Popolare”.
Insomma, si costruisce e un po’ ovunque nascono cooperative. “Queste – prosegue il consigliere – versano nelle casse del Comune i soldi per gli oneri di urbanizzazione primaria ma, dal momento che correlati al piano di zona non c’erano i progetti definitivi, i soldi sono stati destinati ad altro”. Con la conseguenza che il quartiere è rimasto una grande incompiuta, almeno dal punto di vista dell’urbanizzazione. Una situazione evidente: le strade sono prive di marciapiedi, spesso troppo strette per il traffico che devono sopportare; la viabilità, in generale, appare incompleta e ci sono numerosi spazi vuoti che, invece di ospitare piazze o parrocchie, ospitano cassonetti ed erbacce. Con tutto quello che comportano, soprattutto per gli animali che attirano e il rischio incendi.
Le opere di urbanizzazione, semplicemente, non ci sono state e i soldi con i quali avrebbero dovuto essere realizzate sono stati spesi in altro, perché non vincolati dai progetti. “Io ero consigliere nel 1997 – continua Anastasi – e, da vecchio abitante di San nullo, ho deciso di candidarmi perché vedevo cambiare il quartiere. Ma, sin da allora, la risposta che ho ricevuto è stata che quei soldi sono stati destinati ad altro. Non solo – evidenzia – fino a oggi, gli interventi sono stati fatti attingendo alle casse comunali. Così – prosegue – una strada come il viale Benedetto Croce, che nasceva come viale appunto, oggi è una strada periferica, di dimensioni ridotte che ha niente a che vedere con l’idea originaria. O l’ingresso della scuola materna Petrarca: doveva essere su via santa Catania ma il collegamento non è stato mai realizzato, per cui si accede la viale Croce”.
Il consigliere denuncia anche il rischio incendi, che in zona sarebbe molto alto. “Il vero problema – dice – è che qui le opere sono state fatte a spot, e i terreni comunali per la realizzazione delle cooperative, di servizi o strade, rimangono incolti e terra di nessuno. Tutti sono diventati micro discariche. Inoltre sono di difficile accesso – aggiunge – per cui, i pompieri, farebbero una gran fatica in caso di incendio che, data la quantità di sterpaglie, non sono rari. Credo che ad esempio – continua- sarebbe un dramma in via Ota: qui, tra la ferrovia a un passo dalla strada – senza alcuna protezione – la fitta vegetazione e la strada interrotta, se scoppiasse un rogo si sfiorerebbe la tragedia”.
Problemi sorti negli anni che necessitano si una soluzione. “Tutto questo nasce tanto tempo fa – spiega – e i problemi, con la crescita della popolazione, si sono aggravati, Non ci sono colpevoli precisi – conclude – ma servono soluzioni, almeno per garantire l’incolumità agli abitanti”. Per questo, Anastasi ha presentato un emendamento al Piano triennale delle opere pubbliche, votato dall’aula venerdì, in cui chiede la “interventi utili e necessari alla messa in sicurezza e riqualificazione urbana dell’area comunale adiacente e prospiciente la scuola comunale Petrarca di viale Croce”.




