Asili nido, Catania bene Comune |Tre proposte per salvarli

Asili nido, Catania bene Comune |Tre proposte per salvarli

Asili nido, Catania bene Comune |Tre proposte per salvarli

Tornano sulle argomentazioni che, dalla pubblicazione del bando a oggi, rimanogno le stesse, e avanzano soluzioni per salvare il servizio e i posti di lavoro.

servizi sociali
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CATANIA – Bloccare il bando, aumentare il fondo a disposizione delle famiglie meno abbienti e assorbire Sostare per liberare preziose risorse da utilizzare per i servizi alle famiglie. Queste le proposte concrete per salvare gli asili nido e i posti di lavoro. Le avanza Catania bene Comune all’amministrazione comunale, approfittando della sospensione del bando per l’assegnazione dei servizi ausiliari.

“Questa è una buona notizia – afferma Matteo Iannitti – ma la lotta è ancora dura e i problemi che abbiamo segnalato sono rimasti gli stessi. Siamo riusciti a ottenere la proroga della scadenza dell’appalto di quattordici giorni – prosegue – in cui sarà possibile pensare ad azioni diverse per mantenere il servizio. Anche l’assessore Villari si è reso conto che qualcosa non andava – continua – e che le nostre non erano provocazioni né falsità”.

Tornano sulle argomentazioni che, dalla pubblicazione del bando a oggi, rimanogno le stesse: la diminuzione dei posti di lavoro del sessanta per cento e l’aver dimezzato il numero dei bambini previsti – 340 previsti nel bando contro i 740 attuali –  “senza alcuna delibera di Giunta”. sottolinea CbC. “Il passo indietro dell’amministrazione lo valutiamo come un fatto positivo – aggiunge Iannitti – e vorremmo che domani, al tavolo convocato dall’assessore Villari con i sindacati, al centro della discussione non fosse messa solo la perdita dei posti di lavoro ma anche la qualità del servizio stesso. Se non ci sono bambini negli asilo, è automatico che si debbano ridurre i dipendenti”.

Eventualità, quella di puntare sull’aumento della base, in un primo momento non considerata quasi da nessuno, a livello politico come a livello sindacale, fino a qualche giorno fa quando i capigruppo di Catania Futura e Sicilia Democratica, entrambi di maggioranza, hanno chiesto all’amministrazione di tornare sui propri passi. Seguiti a ruota dalle cooperative e dai sindacati.

“In questi anni due azioni hanno devastato il servizio – spiega Iannitti: la riduzione delle risorse erogare dallo Stato e l’esternalizzazione del servizio. Lo abbiamo già detto. Ci troviamo di fronte a lavoratrici che prestano servizio da vent’anni ma sono legate alle cooperative. La normalità sarebbe quella di prevedere che chi lavora per il Comune sia dipendente comunale mentre i contratti attuali sono una sorta di forma di schiavitù”.

Annullare il bando è solo la prima delle richieste avanzate: la seconda è quella di aumentare il fondo previsto nel bilancio comunale per sostenere le famiglie meno abbienti. La terza, che sembra sia stata avallata anche dall’ex assessore al Welfare Fiorentino Trojano e dall’assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando, è quella di rivedere i servizi a domanda individuale, assorbendo la Sostare all’interno dell’Ente.

“Bisogna rivedere il sistema dei servizi a domanda individuale – afferma Iannitti. Sostare che gestisce i parcheggi è totalmente esternalizzata, pur essendo di proprietà del Comune. Se la società fosse organica, si potrebbero trovare le somme per gli asili. Questa proposta è stata fatta dallo stesso Trojano e confermata da Girlando – continua. Una possibilità che esiste ma che non sembra sia portata avanti. Da domani continueremo la battaglia – conclude – e questi quindici giorni serviranno per fare in modo di annullare il bando e di procedere con le nostre proposte per fare in modo che le prospettive cambino”.

 

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