CATANIA – Dall’alchimia alle foto di Marte, un percorso attraverso gli errori, le scoperte casuali e i fraintendimenti collezionati dalla scienza ufficiale durante i secoli: questo il tema della mostra inaugurata il 24 febbraio alla Città della Scienza di Catania. L’installazione, che combina spazi espositivi classici, aree multimediali e strumenti interattivi, è stata allestita a Pisa nel 2014 ed è ora riproposta con alcuni ampliamenti. “La scienza non è una macchina perfetta: è ricerca e sperimentazione, con errori”, ha sottolineato Giacomo Pignataro, rettore dell’ateneo catanese, nello spiegare il senso di quest’esposizione.
“Oggi, mentre internet alimenta notizie spesso assurde, abbiamo bisogno di far conoscere la scienza per com’è davvero, soprattutto ai giovani”, afferma Pignataro, soddisfatto per come la struttura stia assolvendo al suo ruolo di divulgazione: interlocutori privilegiati, certamente le scuole. Sulla necessità di avvicinare la scienza alla vita quotidiana, è categorico Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: “Un problema sociale, anche legato ad internet, è il rischio di isolare la scienza dalla società: come se gli scienziati fossero delle specie di maghi, dei quali non è mai ben chiaro l’operato. Certo, questo clima d’isolamento è dipeso anche dalla convinzione degli scienziati stessi di potersi fare quasi arbitri dei destini del mondo, a causa di scoperte quali la bomba atomica”. Logiche che, soprattutto oggi, occorre superare: “In gran parte dell’occidente, Italia compresa, manca la cultura di investire nella ricerca. Al contrario che nei Paesi asiatici, i quali certo non si fermano a guardarci”, prosegue Ferroni, ribadendo la necessità di far conoscere soprattutto il metodo fondante della scientificità moderna.
“Lo scienziato non è infallibile”, ribadisce il presidente dell’INFN, “ma i suoi errori si possono correggere col trascorrere del tempo: questa è la forza del metodo scientifico”. Centrale è, per gli accademici, l’esigenza di un rapporto collaborativo fra i diversi istituti di ricerca e la sinergia con istituzioni in grado di apprezzarne e promuoverne le iniziative. E’ ottimista, in tal senso, il vicesindaco Marco Consoli: “Sono orgoglioso di questo progetto: il titolo si adatta a tutti i contesti lavorativi…magari anche noi politici riuscissimo a inaugurare una mostra del genere!”. Dall’ironia alla filosofia, Consoli non manca di citare Wittgenstein: “Per conoscere la verità, bisogna prima trovare la sorgente dell’errore”, a riprova di una volontà non solo ‘scientifica’ di raggiungere la conoscenza per tutte le vie possibili. “Continueremo a portare avanti la collaborazione tra amministrazione, INFN ed Università, sviluppando altre attività”, assicura il vicesindaco. “Balle di Scienza. Storie di errori prima e dopo Galileo” sarà visitabile dal 25 febbraio al 29 maggio 2016 in via Simeto n.1 .

