CATANIA – “Lo stato di allarme per ciò che comporta il reale rischio di chiusura di servizi e strutture che da anni operano nel settore garantendo supporto agli utenti che ne necessitano, circa diecimila persone” è segnalato dal Coresam sugli articoli cassati sull’integrazione socio sanitaria, dal commissario Aronica, nella Finanziaria della Regione. “Il congelamento degli articoli – segnala il consorzio – creerà problemi soprattutto agli Enti locali che già da tempo non avendo possibilità economica, non potevano garantire servizi essenziali. Di conseguenza si aggraverà sempre di più il settore con l’abbandono delle fasce più deboli dei cittadini quali anziani e disabili”. Secondo stime del Coresam il taglio dei trasferimenti statali nei confronti della Regione siciliana equivalgono a circa 150 milioni. “A questo aggiungiamo – si legge ancora in una nota – che con la razionalizzazione del servizio che ne sarebbe conseguita con approvazione della legge voluta dal governo prima e dall’assemblea regionale dopo, comunque un aggravio della spesa regionale e un servizio insufficiente alle esigenze poste dai cittadini. La società cambia – conclude il Coresam – ma la Sicilia è condannata a rimanere sempre preistoria, nonostante gli esponenti più quotati del nostro Paese nascono proprio nella nostra regione”.
Il consorzio: "L'impugnativa creerà problemi soprattutto agli Enti locali".
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