A te che mi sorridi da quel manifesto - Live Sicilia

A te che mi sorridi da quel manifesto

Loro ci guardano. Ci fissano. Ci osservano. E noi? Noi li guardiamo. Osserviamo le loro facce sui manifesti. Ogni tanto, viene voglia di scrivere una lettera...

LE IDEE
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PALERMO- Te ne stai lassù attaccato a un tabellone seimetripertre. Oppure, più piccino, abbarbicato ad un muro della mia città dopo che l’attacchino abusivo, col favore delle tenebre, ti ha leccato il posteriore col suo pennello grondante di colla. E io lo so che tu ci sei abituato a fartelo leccare, il posteriore. Mi guardi con l’espressione seria e serena, con i denti sbiancati al Photoshop e quel puntino bianco posticcio al centro della pupilla che vuole indurre in me che sto quaggiù l’idea che tu sai guardare lontano. Come un’aquila, anche se forse aquila non sei. Il tuo volto si staglia tra un simbolo che non riconosco ed uno slogan su cui hai ragionato con i tuoi per settimane. Il tuo sguardo che dardeggia da un volto senza rughe, quello dei tempi della cresima, vuol convincermi con tutta la sua forza. E mi prometti che “Ami la Sicilia”. Affermi di fidarti di me anche se, in effetti, a fidarmi dovrei essere io. Mi parli di sogni e d’onestà, anche se noi onesti abbiamo smesso da tempo di sognare.

Ed io che sto qui sotto dovrei sceglierti, anche se non so ancora perché. Io non ti conosco e non so cosa tu faccia nella vita per campare. Ignoro quali titoli e quali competenze ti autorizzino a promettermi che tutto cambierà se ti voterò. Non una parola, non un cenno su ciò che, in concreto, farai. Chissà se i tuoi occhi d’aquila vedono lo stato in cui è ridotta la Sicilia grazie anche a te e a molti di coloro che mi sorridevano da lassù la volta prima. Chissà se le tue orecchie grandi quanto una cotoletta captano il grido di dolore che s’alza dalle nostre città dove i giovani non sperano più e dove i vecchi aspettano la morte sempre più poveri e soli. Chissà se le tue narici grandi quanto basta ad accogliere il mio pugno chiuso ti fanno percepire il fetore dell’immondizia che ammorba l’aria che respiriamo. O quello dello smog. E chissà se il tuo volto rassicurante e fiducioso è rivolto proprio verso me.

Che ti guardo da quaggiù e non credo a una virgola di ciò che mi vuoi far credere dietro quel sorriso finto. Quel sorriso di plastica. Come questa maledetta sveglia che suona. Riemergo dall’abisso dei miei incubi. Il sole è sorto anche oggi sulla Sicilia. Sposto la coperta e mi alzo. Devo andare a lavorare. Altri, ancora oggi, non andranno. E tu ?


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Commenti

    Bella l’idea di questo articolo. Mi ricorda qualcosa! Boh,sarà forse solo la comune disillusione.

    Amici di Livesicilia
    non mi piace la foto di Vitogol in cravatta che avete messo oggi.
    Preferisco quella con la sciarpa rosanero.
    Ciaoooooo

    Azzeccato,bravissimi chissa’ se loro capiscono il significato,non credo proprio per loro e solo fonte di guadagni facili bella vita e grandi cene nei migliori ristoranti.Ma ci fosse uno e dico uno solo onesto veramente da pensare di risollevare questa terra ormai ridotta all’estremo della sopravvivenza,mi dispiace solo per que Siciliani che ancora non capiscono e continuano a star dietro a questi individui loschi e privi di sentimento, e intanto si continua a soffrire.

    @ Gianfranco.

    Non ho nulla di personale verso il tuo omonimo che, a dire il vero, conosco dai tempi del liceo. Hai colto solo uno dei miei riferimenti. Ce ne sono tanti altri. Perchè il problema non risiede in uno solo dei “faccioni”; è in tutti. Purtroppo. Saluti

    Vitogol, bravo, Bravissimo…A te che mi sorridi da quel manifesto,
    un pugno di darei, lesto,lesto

    Bah! Quel tizio sorridente tra poco farà la stessa fine del suo seimetripertre. Nella munnizza!

    MANIFESTI CHE INVITANO A NON VOTARE NON CE NE SONO.

    EPPURE SIAMO IL PRIMO PARTITO!

    Secondo me, o sorridono o non sorridono, non cambia molto: la gente è nauseata, purtroppo anche quelli onesti o capaci per ora non possono fare molto per essere credibili. Dovevano pensarci prima e non farci arrivare a questo punto. Ma non votando che si risolve?

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