CATANIA – “Sono qui perché voglio complimentarmi personalmente per il grande lavoro investigativo della Squadra Mobile”. Con queste parole il questore di Catania Giuseppe Gualtieri ha aperto la conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli della cattura del boss Concetto Bonaccorsi. “Ancora una volta abbiamo dimostrato di esserci sempre”, evidenzia ancora il Questore prima di passare la parola al dirigente della Squadra Mobile Antonio Salvago che ha snocciolato i particolari salienti dell’indagine che ha portato all’arresto dell’esponente del clan dei Cappello- Bonaccorsi irreperibile da sette mesi. Il latitante a fine settembre aveva usufruito di un permesso premio di tre giorni ma quando doveva tornare in cella non si è presentato.
Sull’aspetto del permesso si sono scatenate le polemiche anche tra le associazioni antimafia. Addio Pizzo Catania ha inviato una nota dove si complimenta con il brillante risultato della Polizia di Catania ma dall’altra parte mette l’accento “sull’inadeguatezza dell’attuale sistema normativo. Riteniamo- scrivono – che la pretesa rieducazione dei mafiosi sia solo il frutto di una visione miope e ipocrita di una classe politica pronta a complimentarsi con i successi delle forze dell’ordine ma che nulla fa per evitare che i mafiosi continuino a godere di sconti e benefici. E’ da un anno che abbiamo depositato alla Camera e al Senato una proposta di modifica normativa per evitare che ciò accada senza che nessuno degli esponenti politici locali, accogliendo il nostro invito, abbia trovato anche solo il tempo per voler discutere seriamente del problema della certezza della pena, un problema che, evidentemente, riguarda solo la gente comune e non chi ha responsabilità politiche. A costoro chiediamo se ritengono giusto che siano i cittadini a dover pagare le migliaia di euro spesi per catturare chi si trovava tranquillamente in permesso premio mentre doveva scontare l’ergastolo, se ritengono giusto che si riducano del 50% i fondi destinati alle intercettazioni, strumento di fondamentale importanza per la lotta alla mafia. Ai cittadini chiediamo – concludono – semplicemente di far sentire la loro voce e firmare la petizione sulla certezza della pena https://goo.gl/z5LTk3 per sostenere la proposta depositata alla Camera e al Senato”.
Sollecitati dai giornalisti il Questore Gualtieri e il capo della Mobile Salvago hanno evidenziato che quanto accaduto non riguarda “la polizia giudiziaria”. “I permessi premio riguardano la condotta che il detenuto tiene in carcere, quando il comportamento è ineccepibile come prevede la norma il detenuto può beneficiare dei permessi”, spiega meglio Gualtieri. “Ci sono delle relazioni tecniche che noi redigiamo su alcuni soggetti di una certa caratura criminale come è Concetto Bonaccorsi ma non sono vincolanti per la decisione finale che spetta alla direzione del carcere”, aggiunge il Questore.

