L'assessore Patrizia Valenti:| "Ci voleva il coraggio di farlo" - Live Sicilia

L’assessore Patrizia Valenti:| “Ci voleva il coraggio di farlo”

Assieme all'istituzione delle città metropolitane di Catania, Palermo e Messina, la dismissione delle province è uno dei momenti principali dell'azione amministrativa di Crocetta. LiveSicilia ne ha parlato con l'assessore regionali agli Enti Locali, Patrizia Valenti, che ne ha spiegato i dettagli.

Abolizione delle Province
di
45 Commenti Condividi

CATANIA – “Non c’è cambiamento senza democrazia”. Lo ha detto l’assessore regionale agli Enti Locali, Patrizia Valenti, durante la tavola rotonda su ‘Abolizione delle Province, città metropolitane e consorzi di comuni’ svolta ieri all’interno della tappa catanese del Megaforum, la festa del movimento politico di Rosario Crocetta. Un confronto serrato, a cui hanno partecipato inoltre il presidente della commissione affari istituzionali dell’Ars, Marco Forzese, e il deputato del Megafono Antonio Malafarina, su quello che al momento è sicuramente il progetto istituzionale più ambizioso varato dal giunta di centrosinistra. Ma anche uno dei più discussi. Ed è proprio il dialogo con i territori una delle teppe fondamentali che la Valenti ha messo in agenda come momento conclusivo del progetto di riordino degli enti locali in Sicilia. Un disegno che si concluderà appunto con un referendum da svolgersi in ogni singolo comune chiamato a decidere se aderire o no alle future città metropolitane. “ Il territorio – spiega l’assessore- deve decidere per sé cosa deve fare. Ma lo deve fare con coscienza, senza emotività. É cambiato infatti il regime finanziario degli enti locali. Ciò che prima era consentito, oggi non lo è più. Dobbiamo dunque -sottolinea la Valenti- cambiare, dialogando magari, ma con coraggio. Noi dobbiamo dare delle risposte ai nostri figli costretti ad andare via dalla nostra terra. Ogni piagnisteo non è più tollerabile”.

Sulla abolizione delle Province e sul loro commissariamento pesa al momento un ricorso al Tar che ne potrebbe annullare l’efficacia. Una azione giudiziaria che potrebbe interessare, nel merito, la Corte Costituzionale, e che potrebbe addirittura inverare il contenuto dell’articolo 15 dello statuto siciliano. Un rilievo di costituzionalità che non preoccupa affatto i piani riformisti della Valenti: “Io credo – spiega a LiveSicilia- che da un punto di vista costituzionale sia più opportuna una abolizione delle Province che una loro persistenza in vita. Nel nostro statuto prevediamo l’esistenza dei liberi consorzi tra comuni e non delle province. Quando nacquero -spiega l’assessore- si era, come oggi, in un momento di difficoltà economica non indifferente e lo Stato, a fronte della nascita delle provincie nazionali, stava destinando incenti somme di denaro ad esse. Diciamo che, non avendo noi la parola di provincia nel nostro ordinamento, ne saremmo rimasti fuori. E così nacquero le Province regionali. Adesso però -chiosa la Valenti- questo modello non funziona più e ci voleva il coraggio di cambiare. Ora bisogna definire il modello migliore di questo cambiamento, perché sicuramente l’operazione che abbiamo deciso di varare non sarà indolore. Nel senso che ci sono miriadi di problematiche aperte, ognuna delle quali dovrà essere affrontata con molta attenzione e con un elevato grado di analisi. Bisogna evitare quindi che sfugga qualcosa. Piano, piano, però, questa riforma potrà prendere corpo per passi successivi, all’interno di un processo graduale su cui abbiamo deciso di non avere alcuna fretta”.

Anche a livello nazionale si sta lavorando ad un complessivo riassetto del sistema Stato, attraverso il tentativo, fortemente voluto dal premier Enrico Letta, di riformare la seconda parte della Costituzione. Una fase che rischia di avere un percorso divergente, se non addirittura antitetico, con quanto sta avvenendo a Palermo: “Stiamo seguendo da vicino – spiega ancora la Valenti- il processo in corso. Stiamo avanzando anche delle proposte che salvaguardino la nostra autonomia. È chiaro che su alcuni temi abbiamo delle priorità esclusive. Però non possiamo pensare di essere totalmente avulsi rispetto a quello che accade nel resto d’Italia. Noi dobbiamo dialogare con il sistema-Italia. Dobbiamo evitare che alcuni principi che non sono confacenti al nostro territorio e alla nostra cultura possano essere imposti dall’alto. Infondo, il progetto di fondazione delle città metropolitane disegnato da Delrio è molto analogo al nostro. Anche se non in tutto. L’idea perimetrale delle aree che loro stanno individuando ricalca il medesimo delle province già esistenti. Su questo non siamo assolutamente d’accordo”. Una divergenza di vedute che si scontra con la metodica che gli enti locali in Sicilia stanno adottando: “Noi – riferisce l’assessore- abbiamo lavorato partendo dalle necessità e le esigenze dei vari territori. Noi abbiamo una serie di dati reali sulle esigenze degli stessi per quanto concerne i servizi essenziali. È chiaro, poi, che essendo una proposta che incide enormemente sul tessuto territeriale, possiamo pensare di vararla partendo pure da un numero minore di comuni, usando modelli ristretti. Io sono fiduciosa, perché essendo stato pensato, quello della città metropolitana, come un modello di sviluppo, se abbiamo una interlocuzione con i territori adeguata, credo che tutto ciò possa funzionare. Siamo pronti – conclude- a discutere con tutto il territorio ma anche con tutte le forze politiche interessate a dare un contributo significativo a questa fase per trovare il modello ideale”.

Articoli Correlati


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

45 Commenti Condividi

Commenti

    Intanto sarebbe opportuno rivedere, immediatamente, gli stipendi dei dirigenti delle province.Che cosa fanno e che responsabilità hanno , vista la totale inattività dell’Ente?.. A ragusa ci sono i dirigenti che guadagnato per 3 volte rispetto agli omologhi colleghi regionali. Esattamente da 115.000 a 135.000 euro lordi ciascuno (questi importi sono pubblicati on line nei vari siti delle province). È una vergogna caro Assessore e caro Presidente della Regione!!!!!!!! Dovete spiegarlo, obbligatoriamente, alla gente che non ha da mangiare o fa fatica a trovare il supporto economico per poter mandare avanti la famiglia.. Questo dovete fare …. Lo schifo non si trova solo nella formazione, guardate dappertutto . Grazie se vi degnerete di mettere fine a questo schifo!!!!

    L’abolizione delle province non era una questione di coraggio, ma di PUDORE.
    Finalmente cesseranno di esistere questi serbatoi di assunzioni clientelari.
    Basta guardare, per esempio, lo stato della manutenzione dei territori di competenza degli enti provinciali: uno sfascio a cielo aperto !!
    Speriamo pero’ che non valga il detto: cambiamo tutto per non cambiare niente.

    Ma scusate che italia e’ se la sicilia ha uno statuto autonomo che consente solo a quanto pare ai politici nostrani una serje di benefici e privilegi che ci pone come dei privilegiati quando abbiamo visto che con tutti I privilegi che hanno continuano a rubare perche’ sono insaziabili. Aallora aboliamo lo statuto se siamo italiani e poi per le province seguiamo I’ll modello che letta dettera se ci consideriamo cittadini dello stessa nazione. Poi per l’aboliz Province Crocetta e la sua giunta si sono riempiti la bocca senza avere idea delle attivita’ demandate dalle leggi regionali alle province e vogliono salvarsi con l’ist. Delle citta metropolitane che sommate ai consorzi ci costeranno come collettivita’ molto piu’ di quanto costavano prima le provjnce.Ma caro assessore bisogna riconoscere che vi trovate con una riforma piu’ grande di Voi avete tolto la libera democrazia e ci avete rifilato I commissari, I consulenti e I direttori generali che fanno fare la fame ai dipendenti e loro continuano ad aumentarsi I benefit ma vi rendete conto o no che avete scardinato sempre a vantaggio e chevantaggio di pochi e togliendo a dei disgraziati dioenenti che hanno sempre fatto I’ll proprio dovere.

    Città Metropolitane e Liberi Consorzi dei Comuni.
    Alla politica interessano le poltrone ai Cittadini solo chi fa cosa e soprattutto come e quando. Non facciamo che si vuole distruggere qualcosa che funzionava (i ragazzi a scuola andavano, si faceva un minimo di promozione turistica e per le strade si circolava).
    Di come risolvere le esigenze della popolazione, delle loro legittime aspettative e speranze la Valenti, i suoi esperti universitari e il governo regionale, seduti nelle loro belle poltrone di pelle, ne hanno la più pallida idea?

    Cara Patrizia, ti conosco bene per aver condiviso con te 3 anni di duro lavoro nella stessa stanza e conosco la tua preparazione e la tua dirittura morale, per questo mi permetto di affidare le mie considerazioni sull’argomento a un commento su LIVE SICILIA, visto l’impossibilità di farlo personalmente.
    Prima di mettere mano ad una riforma così difficile e delicata, mi sarei aspettato da te un’analisi sull’evoluzione storica delle Province in Sicilia e anche sui comuni siciliani, non mi pare che sia stato fatto e quindi sinteticamente ti do alcuni spunti di approfondimento:
    PROVINCE REG.- Le prevede lo statuto Siciliano e li individua come LIBERI consorzi di comuni. Nel dopo guerra furono create le AMM.NI STRAORDINARIE DELLE PROVINCE SICILIANE nelle more della loro istituzione regolamentata per legge. Nel 1986 fu finalmente emanata la L.R. n° 9 – ISTITUZIONE DELLE PROVINCE REGIONALI IN SICILIA, che partendo dalla delimitazione precedente , dava la facoltà ai comuni di associarsi liberamente, ponendo come limite 2 condizioni 1) popolazione non inferiore a 150.000 abitanti, 2) continuità territoriale dei comuni associati con individuazione del capoluogo di Provincia. Si accese in tutta la Sicilia un grande dibattito che coinvolse tutti i comuni ma alla fine prevalse la scelta di lasciare la delimitazione delle precedenti amm.ni straordinarie. Si individuarono anche le 3 PROVINCE METROPOLITANE e nei primi anni 90 si delimitarono le aree metropolitane. Queste non poterono decollare per l’opposizione strenua di ORLANDO e Bianco, che anche a quei tempi erano sindaci di Palermo e Catania e che, se fosse partito il funzionamento delle aree metropolitane, avrebbero perso consistenti quote di potere. La riforma provocò un nuovo protagonismo delle Province siciliane e l’assunzione sempre crescente del ruolo programmatorio e gestionale delle infrastrutture e dei servizi di ambito SOVRACOMUNALE. Il sistema di elezione degli organi è pur esso cambiato si è partito con l’ELEZIONE INDIRETTA, poi negli anni 60 si è passata all’ELEZIONE DIRETTA e infine nel 94 si è passata all’ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE. Ora, se il problema è di risparmiare sulla spesa di gestione delle attuali province, e non quello di istituire la provincia di GELA e CALTAGIRONE etc…, si può ritornare alll’ELEZIONE INDIRETTA e prevedere una significativa riduzione de componenti degli organi delle stesse con il divieto del cumulo delle indennità. Una legge che ha dato buoni risultati e che addirittura è stata copiata dallo stato non si annulla, semmai si modifica, apportando quei cambiamenti che la rendano più efficiente ed economica.

    COMUNI – Se dovessimo guardare al rapporto POPOLAZIONE/COMUNI in italia, per mantenerci in media, la Sicilia dovrebbe avere oltre 800 comuni. Forse questo rapporto è l’unico che vede la sicilia come la regione più virtuosa con i sui soli 382 comuni. Allora perchè chiudere i comuni al di sotto dei 2000 abitanti ? Che motivo c’è di travolgere storie, culture, tradizioni e identità comunali. Vogliamo costringerli ad associarsi per la gestione dei servizi e delle figure professionali apicali. Benissimo prevediamo che i trasferimenti della legge 1 è riservato solo a quei comuni e alle unione di piccoli comuni che raggiungono i 10.000 abitanti.

    Per carità Patrizia, vuoi passare alla storia come l’autore del caos negli EE LL siciliani ? Non penso, conoscendoti bene. Allora rifletti e modifica le tue Proposta e lascia le responsabilità delle scelte definitive a chi avventatamente ha dichiarato a tutti i mass media nazionali che scioglieva le province e i piccoli comuni.
    Poi la vui sapere tutta, la legge che permette di nominare i comm.ri straordinari nelle 9 Provincie , nelle more che si approvi la riforma annunciata, è stata fatta perche le forze della maggioranza sapevano che se si fossero tenute le elezioni provinciali nel Giugno scorso il vostro governo sarebbe, ad appena 7 mesi dalla sua nascita, stato sconfitto ovunque.

    É raccapricciante sentire il tono con un la Valenti difende un’azione che sta mettendo in ginocchio la Sicilia inteta! Come si puó ammettere candidamente che “si sta discutendo, cercando modalità, si accettano consigli” ma di che stiamo parlando??? La Sicilia è allo stremo e loro ancora devono studiare la soluzione! Ma non eta più ragionevole progettare nei minimi dettagli il da farsi proprio per evitare lo sfacelo??? Ma che mi chiedo a fare! É triste ma lo sfacelo genera tensioni e bisogni…..la risposta viene da sè! Ragazzi continuate a scappare quì si muore di fame e umiliazioni.

    La riforma delle Province, le città metropolitane come modello di sviluppo. A me sembra un modello di confusione!!

    vai caro assessore valenti con le città metropolitane, mi piace questo progetto ma sono sempre del parere che il vero costo degli enti locali sono i segretari generali, che oggi prendono ancora di più: sarebbe bene sopprimerli; che ne pensi assessore?

    Leggendo attentamente l’articolo, ho capito soltanto che la Valenti & C. non hanno assolutamente l’idea di come fare la riforma degli enti locali.. La fretta di Crocetta di dare lo “scoop” all’Arena di Giletti” di essere stato il primo ad abolire le province e la assoluta mancanza di programmazione del “cosa sarebbe successo dopo”, sta, di fatto, creando un caos istituzionale senza precedenti che affosserà ancor più l’Isola.. Sarebbe stato più giusto passare alle province le competenze dei vari carrozzoni mangiasoldi (IACP, consorzi di bonifica, ATO rifiuti e acque, etc..), anziché creare 20 Consorzi di liberi comuni (come minimo), che faranno orbitare ancor di più le spese per i cittadini (20 presidenti, 20 consigli di amministrazione….), che non sapranno più a quale comune o consorzio rivolgersi.. Le ASP, le Prefetture, le Questure, i comandi provinciali dei carabinieri, della Guardia di finanza, i VV.F…. nati con le province, che fine faranno?????.. L’assessore Valenti dice che bisogna avere coraggio ad abolire le province.. e a lei ne servirà parecchio… Saranno lei e Crocetta che si dovranno assumere le responsabilità di quanto sta accadendo in Sicilia.. SENZA SE E SENZA MA!!!

    Mi chiedo e chiedo a tutti i Lettori che ne capisce la Valenti di Enti Locali. Una che possiede una laurea in agraria si trova ad essere preposta ad un Assessorato di alto profilio giurdico quale quello al personale e alle autonomie locali. Se uno sta male di cuore si farebbe operare da un ortopedico?. E così la stessa cosa vale per chi amministra. Se uno non ha un pur minima preparazione in capo giuridico e degli enti locali come può essere un buon amministratore. E allo stesso modo, come può essere amministrato un Dipartimento delle autonome locali da un soggetto che ha la laurea in architettura.
    Queste sono le alte professionalità che di Crocetta?
    Che dignità ha chi pochi giorni prima delle elezione organizzativa e promuoveva riunoni per far votare Musumeci e poi chissà per quali traversie accetta incarichi dalla parte politica che ha osteggiato?
    Qualcuno mi risponda. Grazie.

    Per non parlare della qualità dei commissari nominati. A catania il commissario della provincia (sig.ra Liotta), con la nomina di Bianco è anche segretario generale del Comune di catania, mai cosa fu più inopportuna. A palermo il commissario non si sa bene chi è, o meglio è uno e trino, il padre la moglie e il figlio.

    Oltre all’abolizione delle province, si dovrebbe pensare anche alla soppressione o accorpamento di quei comuni con meno di 3 mila abitanti: qui in provincia di Catania ci sono, come Camporotondo, Milo, Ragalna e S. Alfio.

    L’ abolizione delle Province…… un idea geniale….ma quanti di voi sanno di concreto l’immenzo a quqnto ammonta il PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLE PROVINCE…. O LE SOCIETA’ CHE POSSIEDONO…. secondo me non e’ altro che una manovra per vendere e far si che LA REGIONE POSSA METTERCI LE MANI SOPRA…….VISTO CHE E’ DA ROTTAMARE…. PERCHE’ NON ABOLIAMO LE REGIONI E LASCIAMO I COMUNI……

    DIMENTICAVO ….. MA CI VUOLE IL CORAGGIO …….. DI CHE”’?????………… PER UN POLITICO IL CORAGGIO DI “RUBARE” …. E’ UNA VIRTU CHE NON C’E’ L’HA NON FA IL POLITICO O LAVORA PER LA POLITICA……. CHIARAMENTE QUI IN SICILIA I NOSTRI POLITICI O CHI CI RUOTA ATTORNO…. LAVORANO PER LA COMUNITA’ SICILIANA…. QUINDI COME SI SUOLE DIRE PRESENTI ESCLUSI………

    Al pre

    Non credo che l’assessore Valenti abbia la possibilita’ di convincere Crocetta a modificare il piano…..deve essere cosi e basta. Modello bordello

    il governo ha costitutuito le citta metropolitane ma le zone interne sono tutte penalizzate
    come mai non si e pensato di fare una citta metroplitane nelle zone interne enna caltanissetta e agrigento

    perché non abolire le Regioni? che sono Enti mangia soldi?

    Ci vuole coraggio a raccontare alla gente che una così inutile decisione, sia un capolavoro di coraggio. Mio nonno che era muratore diceva sempre che prima di demolire devi sapere dove buttare le macerie altrimenti se restano lì ha fatto la figura del qualunquemente cretino che ha demolito la casa senza essere in grado di costruirne una nuova! Qualunquemente !

    Credo che l’assessore Valenti abbia dimenticato cosa sta scritto nel DDL oppure cerca di beffare i siciliani dal momento che afferma che sulla costituzione delle citta’ metropolitane e conseguentee soppressione dei comuni si terra’ nei singoli comuni un referendum. La realta’ e’ ben diversa dal momento che nel ddl e’ previsto un referendum, ma su tutto il territorio della citta’ metropolitana e non per ogni singolo comune la cui popolazione decide sul proprio futuro. E poi, ciliegina sulla torta, il referendum si intende valido se vota il 30 per cento degli aventi diritto. Bella democrazia assessore Valenti, degna della truffa più spettacolare che si poteva inventare. E poi dica la verita’ dal momento che gia’ c’e’ l’accordo per eliminare alcuni comuni blasonati e lasciare gli altri. E’ questa la rivoluzione attesa di Crocettiana memoria? Un DDL di queste dimensioni non puo’ essere discusso tra le stanze di un municipio il cui sindaco desidera essere il primo a sperimentare il nuovo ente metropolitano. La politica e’ certamente assente ma i cittadini non sono fessi.

    Ottima cosa pensare alle città metropolitane per ridurre i costi e per attivare sinergie. Tuttavia sarebbe opportuno che il governo si concentri un po’ di più e meglio sulle infrastrutture. Ad esempio se nell’area metropolitana di catania fosse stato completato il sistema di smaltimento delle acque piovane, in tutti i comuni pedemontani, probabilmente non sarebbe esondato il torrente platani e una persona sarebbe ancora in vita.

    Ipocrita e questo lo chiami coraggio? Il vero coraggio consiste nel costruire le cose per il bene comune, non nel demolire fine a se stesso. Avete lanciato il messaggio che il male dell’Italia fossero le provincie non pensando ai tanti servizi tolti alla comunità e neanche alla sorte dei dipendenti provinciali, avete perfettamente capito come va raggirata la gente.Vero Crocetta? Le vostre tasche però non si toccano, le vostre indennità sono intoccabili. Vero signori onorevoli? Dimenticavo col patrimonio delle province magari tappate qualche buco della regione causata dallo sperpero di denaro pubblico.A quando i politici veri?

    ….pure alla provincia di palermo…..schifo!!!!!!!

    …concordo pienamente…

    Ci vuole coraggio a nominare una così assessore regionale, parla a vanvera.
    Degna assessore di cotanto presidente!

    Una che nomina l’ex assessore regionale Giovanni Pistorio nel suo staff, fino a qualche mese fa braccio destro di Lombardo, solo perché oggi é nullafacente in quanto trombato alle ultime elezioni, ha anche il coraggio di prendere parola e dire queste …?
    Ha ragione, ci vuole tanto coraggio ma bisognerebbe avere un minimo di pudore e di dignità!
    Vergogna!

    per mero errore ho votato che non mi piace.
    Ma condivido tutto e pertutto.

    Una osservazione su Gela (77.415 ab.) va fatta.
    Forse è più naturale lasciare tutto come si trova, con due capoluoghi a 15 KM in linea d’aria, come ad esempio Enna (27.000 ab. e Caltanissetta 61.000 ab.), concentrando una serie di servizi e risorse in un’area a bassissima densità abitativa, forse, ma ricordo che le nazioni che più progrediscono, sono quelle più aperte ai cambiamenti e con una dose in più della nostra di coraggio. Lasciando tutto com’è, Gela, che contribuisce più di qualsiasi area siciliana, comprese le aree metropolitane, al PIL regionale e nazionale, grazie all’estrazione e raffinazione petrolifera, distante oltre 80 km dal proprio capoluogo, dovrebbe continuare a vivacchiare, mentre in altri luoghi si concentrano risorse, solo per citarne una : caltanissetta 420 posti letto ospedalieri, Enna 314, Gela 216.
    Nel 2009 è stata presentata all’ARS la prima Proposta di Legge Popolare Siciliana, partita da Gela e supportata da 18.655 firme di elettori dell’area gelese, per l’istituzione della provincia di Gela, L’ars, nel 2011 votò la non trattazione degli articoli, con la motivazione della I Commissione ARS, che suggeriva, non conformemente alle Leggi vigenti, ma, sulla possibile abolizione delle province, che era non possibile tale istituzione.
    Oggi si aprono spiragli per raltà, quali ad esempio Gela, e cosa succede? Ci sono alcuni che vorrebbero lasciare tutto com’è. Mi dispiace, non sono d’accordo.

    Che coraggio ci vuole quando si governa e si propongono leggi senza la leggittimazione del voto popolare? E’ il coraggio di chi non ha niente da perdere e non rappresenta il territorio. E’ la politica delle oligarchie. Mi dispiace che la dott.ssa Valenti faccia la portavoce dell’antipolitica. I suoi referenti non penso siano d’accordo a meno che anche lei non sia stata folgorata sulla via di Gela

    La Legge che regolamenta le Aree Metropolitane, prevede che si formino con un Comune che superi i 200.000 abitanti, con un interland di comuni contigui di almeno altri 50.000 abitanti. Al centro della Sicilia, vista la bassa densità abitativa, si dovrebbe pensare a razionalizzare quello che esiste già, Caltanissetta ed Enna a 15 Km di distanza tra loro è una grande esagerazione, con conseguenti sperperi di fondi pubblici.

    Ma chi ci dovrebbe andare con CL-EN-AG? Licata e Sciacca scapperebbero di notte da AG. Piazza Armerina, da oggi con la perdita del Tribunale, anche Nicosia, non vogliono più saperne di Enna. Gela ed il suo comprensorio, città più popolosa di Caltanissetta, manco morta vuole più saperne di Caltanissetta. Con chi si dovrebbe fare questa fantomatica Area Metropolitana?

    IL VERO CORAGGIO E’ STATO QUELLO DI AVERE AFFIDATO L’ASSESSORATO REGIONALE AGLI ENTI LOCALI CON LA DEFINIZIONE DI “ASSESSORE TECNICO” (COME DICONO I ROMANI, TECNICO DE CHE) ALLA VALENTI.
    GIA’ DA TEMPO LA POLITICA NON RIESCE PIU’ A LEGGERE LA SOCIETA’, FIGURIAMOCI SE A LEGGERLA CI DEVE PENSARE TECNICI E POI TECNICI COME LA VALENTI.
    COME SI POSSA PENSARE DI COSTITUIRE LE CITTA’ METROPOLITANE, INGLOBANDO D’UFFICIO E DI AUTORITA’ (E CHE AUTORITA’) COMUNI COME BAGHERIA, CARINI, VILLABATE MONREALE ETC…..
    SOLO DEI TECNICI E POLITICI SPROVVEDUTI HANNO POTUTO PENSARE DI ABOLIRE LE PROVINCE, PER SOSTITUIRLE CON LE CITTA METROPOLITANE E I CONSORZI DEI COMUNI.
    FORSE NON ANNO ANCORA CAPITO PRESIDENTE CROCETTA, ASSESSORE VALENTI, GIUNTA E MAGGIORANZA CHE SONO ESPRESSIONE DEL 10% DEL POPOLO SICILIANO IN QUANTO ELETTI CON APPENA 600 MILA PREFERENZE, E CHE QUINDI NON AVETE NE TITOLI, NE NUMERI E NE ESSERE LEGITTIMATI AFARE RIFORME STRUTTURALI DI QUESTO GENERE.
    RICORDO A LORO CHE PER ABOLIRE LE PROVINCE A LIVELLO NAZIONALE BISOGNA MODIFICARE LA COSTITUZIONE ITALIANA, E CHE CIO’ PUO’ AVVENIRE CON UNA LARGA MAGGIORANZA IN PARLAMENTO RAPPRESENTATIVA DEI DUE TERZI DEI PARLAMENTARI E VOTATA IN TUTTE E DUE I RAMI CAMERA E SENATO.
    IN SICILIA LA SI VUOLE FARE IN FRETTA E FURIA, CON UNA MAGGIORANZA DELLA GIORNATA, E DOVE IN PARLAMENTO CI SONO ALMENO 60 DEPUTATI DI NUOVO INGRESSO, DI CUI ALCUNI DI QUESTI PRIMA DI QUESTA ESPERIENZA NON CONOSCEVANO IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL PROPRIO PAESE O CITTA’.
    PRESIDENTE CROCETTA, ASSESSORI E DEPUTATI DI MAGGIORANZA NON SPINGETEVI OLTRE. FERMATEVI E DEDICATEVI ALLA GESTIONE ORDINARIA SE NE SIETE CAPACI, PERCHE’ DOVETE PRENDERE ATTO CHE SIETE DI PASSAGGIO E CHE IL TEMPO STA PER SCADERE.

    finalmente una proposta seria

    Bella la lezione storica dell’origine delle province di Scancarello. Dr. scancarello ha intuito che la Valenti non ha capito nulla. Sono d’accordo. Forse il suo dir generale addetto all’agricoltura, il suo architetto capo di gabinetto potranno aiutarla a capire come si sistemano le viti, gli alberi ed i cavoli. Non ha saputo dire nulla nel suo intervento al mega forum tranne che ci vuole coraggio.. Il coraggio e’ dei siciliani che sono costretti a sopportare le imbecillità .

    I progetti di legge elaborati da Architetti dell’assessorato EE.LL. provocheranno solo caos amministrativo riguardo le competenze, il personale i costi ecc. Se queste sono le riforme e’ molto meglio lasciare le cose come sono se no la Sig.ra Valenti passerà alla storia solo per aver creato il caos.

    La verità è che questo Governo Crocetta passerà alla storia per essere stato quello che ha fatto più danni e caos . Come diceva precedentemente qualcuno, l’importante era fare lo scoop all’Arena di Giletti, poi i modi, le forme, i passaggi non avevano importanza. Idem per tutto il resto. Ma vi ricordate le rotazioni del personale? dovevano farsi e basta, e quindi dirigenti, funzionari, istruttori presi e spostati da un assessorato all’altro senza preoccuparsi dei danni amministrativi e, men che meno, della dignità e dei problemi dei lavoratori.
    Ma alla fine la verità viene sempre fuori, dispiace che persone apparentemente preparate e competenti, come l’Assessore Valenti, si prestano a queste oscenità, che travolgeranno indirettamente anche loro, alla fine

    Come fa a parlare di Provincie una che sino a pochi giorni fa le conosceva solo dai libri e dal sentito parlare. Una che non sa’ neanche quali sono le sue funzioni, vedi problematiche per l’assistenza ai portatori di handicapp. Parli di altre cose che e’ meglio e vada a casa.

    Ha ragione l’Assessore quando dice che ci voleva coraggio. Perché come sempre in questo paese invece di costruire si distrugge. Questa norma ideologicamente nasce per abbattere i costi della politica, invece distrugge degli enti che avevano un suo perché è moltiplica i compensi ai politici

    Avete idea di quanto tempo e quanto carburante in piu’ ci vuole per percorrere 15 km nelle zone interne della sicilia essendo dei territori montuosi rispetto a delle tratte autostradali? invece di pensare alle aree metropolitane che a mio avviso provocherebbero sottosviluppo alle aree interne, pensate a tanti papà di famiglia che per andare a lavorare spendono lo stipendio o il guadagno della giornata in carburante a discapito dei beni di prima necessità e sopratutto pensate a tutti quelli che non hanno neanche la speranza di avere un posto di lavoro.
    potremmo valorizzare i beni culturali, abbiamo tante cose da mostrare e invece teniamo tutto chiuso perchè magari mancano i fondi per permetterci un custode, però abbiamo l’ars, è brutto vedere i turisti che vanno via delusi dall’assenza dei servizi. però di buono abbiamo tanti politici che sanno distruggere quando di buono i nostri Nonni hanno fatto, domani hai vostri nipoti cosa racconterete quali valori insegnerete e sopratutto nelle loro carte d’identità quale identità territoriale gli spetterà “nato nel consorzio di comune di o nell’area metropolitana di”
    Pensate alle esigenze reali del nostro territorio.,

    IO VORREI CAPIRE BENE PERCHE’ L’ATTUALE MODELLO,COME DICE LA VALENTI,NON FUNZIONA?
    L’UNICO MODELLO CHE NON FUNZIONA E’ QUELLO CHE METTE POLITICI E FUNZIONARI INETTI E RACCOMANDATI IN POSIZIONI STRATEGICHE.
    CI SI TRINCERA DIETRO LA MODIFICA DI COSIDETTI VECCHI SCHEMI PER NON INTERVENIRE PESANTEMENTE SULLE REGOLE CHE SELEZIONANO IL PERSONALE POLITICO ED AMMINISTRATIVO.
    A COSA SERVE ACCORPARE,DIVIDERE,MISCELARE E STRAFOTTERSENE DELLA STORIA E DELLE ESIGENZE DELLE SINGOLE ENTITA’ TERRITORIALI SE POI TI RITROVI LO STESSO DIRIGENTE FANNULLONE ED INCOMPETENTE.
    SE HA VERAMENTE IL CORAGGIO CHE DICE DI AVERE,RIFORMULI LE REGOLE PER I CONCORSI ESTERNI ED INTERNI,MODIFICHI LE MODALITA’ DI PROMOZIONE ED IL PASSAGGIO AD INCARICHI SUPERIORI,PROPONGA DEI MODELLI SERI DI INCENTIVAZIONE ALLA PRODUZIONE DEGLI IMPIEGATI PUBBLICI,PRESENTI UNA LEGGE CHE DIA CERTEZZA SUL FATTO CHE CHI ,DIPENDENTE PUBBLICO,NON LAVORA O RUBA VENGA CACCIATO VIA SENZA SE E SENZA MA E SENZA CHE CI POSSA ESSERE UN GIUDICE CHE LO REINTEGRI.
    I TERRITORI E LE LORO SPECIFICITA’ SONO UNA RICCHEZZA,ANZI SONO LA RICCHEZZA DELL’ITALIA, CONOSCIUTA PROPRIO PER LA VARIETA’ DEI PAESAGGI,DELLE STORIE, DELLE CULTURE,DEL CIBO E POTREI ELENCARGLIENE ALTRE CENTO.
    SONO CONVINTO CHE LEI PROSEGUIRA’ PER LA SUA STRADA E NESSUNO POTRA’ CONVINCERLA DIVERSAMENTE PERCHE’ LO SPETTACOLO E’ GIA’ COMINCIATO ED IL CABARETTISTA HA BISOGNO DEL SUO PALCOSCENICO.

    Perché non abolire gli Stati? Altri carrozzoni mangiasoldi! Diamo tutto in mano ai privati guidati da Berlusconi & C. !

    Coraggio, Patrizia, facciamoci coraggio!

    niente paura la maggioranza non c’è più…

    La costituzione delle città metropolitane è una delle logiche conseguenze della sacrosanta abolizione delle province, ma è stata avviata con un preoccupante pressapochismo.
    Come si fa, per esempio, a includere Acireale e tutto il “sistema Aci” all’interno della città metropolitana di Catania, ignorando l’avversione delle popolazioni, la feroce contrapposizione di interessi con l’ex capoluogo, le stesse presseistenti associazioni tra comuni (distretto il Mare dell’etna, ecc.) che con tutta evidenza intendevano preludere a un libero consorzio di comuni finalmente liberato dall’ingombrante (ed evidentemente nociva) tutela di Catania? Come si fa a togliere autonomia a un comune virtuoso come Aci Bonaccorsi, a cancellare con un tratto di penna lo status di città e di comune di Acireale, l ignorare precisa vocazione autonomista dei comuni della fascia etnea, mediamente assai meglio amministrati del capoluogo, nonostante notevoli pecche? Tutto ciò solo per assecondare un disegno di “grande Catania”?
    Meglio puntare su un libero consorzio di comuni tra loro vicini, oltre che culturalmente e storicamente omogenei, che un tempo facevano parte non a caso della Val Demone e non, come Catania, dela Val di Noto. Ulteriore passo, ancora più audace e forse foriero di eccellente sviluppo, potrebbe essere associare il nome delle Aci non solo all’Etna e al mare ma anche a Taormina (libero consorzio di comuni delle Aci e di Taormina, vi piace?) .
    Credo, poi, che non manchino altre “sviste”, ma di questo preferisco far parlare gli altri.

    Da provincia a città metropolitana, lo stesso che da bidello a collaboratore scolastico. E in più il dualismo rispetto alle altre aree, che scatenerà una guerra civile di tutti contro tutti. Per decidere chi con chi nei consorzi (mica tanto liberi) ci si prenderà a pugni.
    Basta con la demagogia degli enti inutili, appena tagliano il Liceo provinciale di Palermo ne sentiamo subito la mancanza

    E’ la bellezza dell’ideologia liberalcapitalistica spinta all’estremo della mancanza di vincoli e limti, bellezza! Ma poi in Sicilia c’è una grande maggioranza politica di destra, quindi ritengo abbastanza ipocrita lamentarsi delle ineguaglianze. Siete di destra, viva la destra!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.