"Accuse del tutto infondate | Così muoiono le attività"

“Accuse del tutto infondate | Così muoiono le attività”

“Accuse del tutto infondate | Così muoiono le attività”
Il Tribunale di Palermo

Dura nota dei legali di Michele Giandalone.

IL SEQUESTRO DI CHANTILLY
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Sul sequestro dei bar Chantilly intervengono i legali di Michele Giandalone, gli avvocati Domenico Trinceri e Giuseppe Farina che smentiscono in toto la ricostruzione della Procura della Repubblica.

Innanzitutto spiegano che “non è rispondente al vero che Giandalone abbia investito grosse somme per intraprendere questa attività lavorativa, che è stata creata quasi dal nulla e soltanto con pochi finanziamenti e prestiti ancora in parte da onorare. Sono pienamente documentati e noti agli inquirenti tutti finanziamenti e prestiti concessi alla Chantilly da società di rilievo nazionale del settore”.

Ed ancora: “Sono del tutto calunniose le generiche narrazioni di questo pseudo collaborante che stranamente vengono tirate fuori dopo ben 11 anni dall’inizio della collaborazione del predetto, quando è francamente chiaro che ogni indagine e ricerca di riscontri evidentemente effettuate all’epoca, avranno avuto esito negativo proprio per la palese infondatezza delle dichiarazioni rese”.

I legali attaccano poi la nuova gestione: “A prescindere da ogni valutazione sulla fondatezza e legittimità del disposto sequestro, sul quale si discuterà nella sede opportuna, deve far riflettere un dato oggettivo, che si accompagna sistematicamente ad ogni amministrazione giudiziaria: fiorenti attività che hanno sfamato per più anni oltre 30 famiglie in poche settimane sono già sull’orlo della chiusura. È quindi legittimo chiedersi,dopo i noti insegnamenti della vicenda Saguto, se fosse così indispensabile l’adozione di una misura così lesiva e pregiudizievole che, di fatto sta decretando la morte di una attività lavorativa, in se legittima ben prima di una più accurata e ponderata verifica giudiziaria”.

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