Acqua, Roma commissaria | Lo "schiaffo" a Crocetta - Live Sicilia

Acqua, Roma commissaria | Lo “schiaffo” a Crocetta

Sul tavolo del Consiglio dei ministri una pesantissima diffida che presto sarà inviata a Palazzo d'Orleans: se entro 90 giorni l'esecutivo regionale non approverà la riforma del sistema idrico, ci pensarà il governo Renzi. E intanto, il commissario per i depuratori non sarà il governatore, ma Vania Contrafatto, l'assessore indicato da Davide Faraone. Il Pd: "Importante l'input nazionale". Palazzotto (Sel): "Il Pd litiga e la Sicilia rischia".

Le riforme
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PALERMO – Vania Contrafatto sarà il nuovo commissario per gli impianti di depurazione in Sicilia. Sarà l’assessore all’Energia indicato in giunta da Davide Faraone e non il presidente della Regione Crocetta a provare a “mettere in regola” i Comuni inadempienti. Inzierà dal Comune di Misterbianco, poi sarà il turno degli altri. Lo ha deciso la presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti. Una nuova puntata del braccio di ferro in atto ormai da mesi tra il governatore e il sottosegretario all’Istruzione. Nel frattempo, però, sempre sul tema delle acque, sul governo regionale sta per piovere un altro, pesantissimo rischio-commissariamento. Il presidente Crocetta sta per ricevere una diffida durissima: se entro 90 giorni la Sicilia non approverà la riforma sulla gestione del Servizio idrico integrato, interverrà lo Stato con i suoi “poteri sostitutivi”. Anche nei confronti dell’Assemblea regionale.

Insomma, Roma è sempre più in Sicilia. E gli spazi di manovra di Crocetta si restringono ogni giorni di più. Dopo il “commissariamento di fatto” rappresentato dalla presenza dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, voluto e inviato dal governo nazionale, continuano a piovere commissari. Persino per i lavori sul viadotto Himera. Dalla Capitale giungono uno dopo l’altro, a limitare l’autonomia del governo siciliano.

Ma la diffida che in queste ore è sul tavolo del Consiglio dei ministri e che nelle prossime ore giungerà a Palazzo d’Orleans è una novità quasi assoluta. E coinvolgerà, di fatto, anche l’Assemblea regionale siciliana. Il potere di approvare le leggi, infatti, spetta pur sempre a Sala d’Ercole. E così, entro 90 giorni (ma l’esecutivo di Renzi sta pensando persino di accorciare questo termine) governo e deputati dovranno mettere già la riforma, esaminarla ed esitarla. Se non vorranno essere esautorati dal governo centrale. Un “potere sostitutivo” previsto dal decreto “Sblocca Italia”. Lo stessa norma che impone alle Regione l’individuazione degli “enti di governo d’ambito”. In pratica i nuovi soggetti che dovranno gestire, in maniera integrata, il servizio idrico. Al momento i vecchi Ambiti territoriali ottimali sono stati solo liquidati e commissariati. Ma nell’Isola, tranne poche eccezioni, non è stato creato il nuovo ente. La Sicilia è già da tempo, insomma, “fuori legge”.

Il 23 dicembre scorso il ministro per l’ambiente ha anche scritto alla Regione. Ha chiesto di conoscere il “provvedimento di individuazione” degli enti che dovranno gestire l’acqua in Sicilia. Ma quel provvedimento non esiste ancora, ha risposto la Regione, con una nota nella quale si precisa soltanto che “non si è ancora concluso l’iter legislativo”. Un iter partito addirittura nel 2013. Quando sono stati sciolti gli Ato e commissariati. Un po’ come accaduto, fatte le debite proporzioni, con le Province.

Una situazione insostenibile, però, stando a quanto scrivono sempre il ministro Gian Luca Galletti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti nel documento che nelle prossime ore verrà recapitato a Crocetta: “Le funzioni relative alla pianificazione e programmazione degli interventi necessari alla gestione del servizio idrico integrato sono a tutt’ora svolte dai commissari straordinari e liquidatori delle soppresse Autorità d’ambito territoriale, in palese violazione del quadro legislativo nazionale”. Una violazione di legge e un ritardo clamoroso che sta spingendo il governo centrale a intervenire: “L’inadempimento della Regione siciliana – si legge nella nota di Galletti e De Vincenti – riferibile ad ambiti di potestà legislativa esclusiva statale quali la ‘tutela della concorrenza’ e la ‘tutela dell’ambiente e dell’ecosistema’ cui la medesima Regione deve considerarsi assoggettata, pregiudica la tutela dell’unità giuridica e dell’unità economica della Repubblica, nonché la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti della popolazione di fruire di un’erogazione efficiente e continuativa del servizio idrico integrato”. Così, ecco scattare il termine: 90 giorni, non uno in più. Altrimenti ci penserà lo Stato.

E qui si entra nel merito nella riforma. Le difficoltà nell’esitare la norma è legata anche alle resistenze di “pezzi” di Sala d’Ercole che vorrebbero riaffidare ai Comuni la gestione diretta del Servizio idrico. E con essa la gestione degli acquedotti, degli impianti di depurazione e fognatura, la riscossione della tariffa, gli appalti per le piccole manutenzioni. Una ipotesi non percorribile, secondo il governo centrale, che nello Sblocca Italia ha previsto una gestione diversa che andrebbe portata avanti da pochi soggetti: tre o cinque gestori, a capitale misto o interamente pubblico. O addirittura un unico gestore suddiviso poi in ambiti più piccoli, ma comunque inferiori nel numero ai vecchi Ato (uno per provincia). Il governo nazionale sta già mettendo mano alla “propria” riforma. Adesso sta per scattare il conto alla rovescia. Se il governo Crocetta e l’Ars non approveranno il disegno di legge entro novanta giorni, al loro posto lo farà il governo Renzi. Lo stesso governo che ha già scelto come commissario per i depuratori un assessore di Crocetta. Un governatore che, dai conti all’acqua, si ritrova sempre più con le “mani legate” da Roma.

Le reazioni del Pd

“L’input che il governo nazionale dà alla riforma del servizio idrico in Sicilia è un segnale che non possiamo non cogliere: adesso c’è una tempistica precisa, accompagnata da una spinta politica e istituzionale importante per fare il passo decisivo per sbloccare la riforma. Il ddl può essere esitato dalla commissione Territorio e Ambiente dell’Ars già la prossima settimana: per quel che ci riguarda faremo la nostra parte fino in fondo per portarlo avanti e approvare, finalmente, una riforma che deve tenere conto delle indicazioni referendarie e dei tanti enti locali, movimenti e associazioni che si sono espressi nettamente sul tema”. Lo dicono i parlamentari regionali del PD Giovanni Panepinto, Marika Cirone di Marco, Mariella Maggio, Fabrizio Ferrandelli , Concetta Raia ed Anthony Barbagallo.

L’attacco di Sel

“La nomina del commissario per gli impianti di depurazione è solo l’ultima puntata di uno scontro tutto interno al PD combattuto sulla pelle dei siciliani. Che a gestire questa fase sia l’assessora in quota Faraone, il presidente della Regione o Renzi in persona è questione che interessa gli equilibri interni al PD Siciliano, quello che noi vorremmo sapere è quando i siciliani potranno contare su un servizio di depurazione efficiente e dignitoso, e su questo non sembrano esserci certezze” Così il deputato siciliano di SEL Erasmo Palazzotto che prosegue “Oltre un miliardo di euro era stato assegnato alla Sicilia per rispondere all’emergenza, soldi che in buona parte risultano ancora non spesi per i 94 progetti previsti di cui, ad oggi, appena 14 cantierabili. Denaro che adesso sarà gestito dall’assessora faraoniana con poteri commissariali”  Per Palazzotto -che ad ottobre 2014 aveva presentato un’interrogazione sulla vicenda- quanto sta avvenendo “E’ l’ennesimo capitolo di una gestione politica fallimentare da parte di una classe dirigente che sembra più attenta a farsi i dispetti che a risolvere le emergenze dell’Isola. intanto il rischio concreto è l’arrivo di una multa da 185 milioni. l’ennesima beffa per una regione che non sa spendere le risorse e non riesce a garantire standard europei di depurazione”


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Commenti

    Dispiace molto che tra qualche giorno un altro bravo magistrato sarà ex assessore….. L’etoile non accetta concorrenza, figurarsi un sovraordine… Dopo il dott. Marino un altro bravo magistrato allontanato, per doveri d’ufficio, dalla Sicilia.

    …..se il “pappagone di sicilia ” avesse un briciolo di dignità si dovrebbe dimettere….

    A momenti Renzi ti toglie pure la sedia rosariuccio!!!!!

    La Contrafatto? Più che Assessore, un ologramma!

    Ormai l’autonomia è da eliminare, serve solo per bandire nuovi concorsi, i tre anni non hanno fatto altro. I problemi veri sono optional per loro…. Che vada a fare il pm

    Presidente Crocetta stia sereno.

    secondo me si fa prima e meglio a commissariare la presidenza

    commissariamento? provvedimento superabile, regione allo sbando chiudiamola.

    Ma che gli volete rovinare a crocetta la festa della regione? La cerimonia della fine dell’autonomia? Bianco é invitato? Dopo quel che ha dichiarato merita un posto d’onore

    cari autonomisti che oggi festeggiate i 69 anni dell’Autonomia, riflettete: autonomia senza classe dirigente capace è una iattura, così come nei paesi in via di sviluppo l’abbondanza di materie prime

    Solo una parola… inetti. Questo governo mangiasoldi è riuscito a buttare nella fogna l’autonomia della Sicilia.

    Crocetta, Panepinto e Lumia dimettetevi che ci fate più figura. Per vostri interessi privati, avete cercato e continuate a cercare di frammentare il servizio idrico in sicilia facendolo affidare ai singoli comuni, sapendo benissimo che la legge nazionale prevede tutt’altro.
    Certo in Sicilia con slogan su acqua e rifiuti si vincono le elezioni.
    Fortunatamente Roma si è svegliata… peccato per i 90 gg doveva commissariarci subito.
    Vergogna

    Pappagone non ti rendi conto che devi abbandonare? Ci faresti chiu’fiura.

    I servizi d’interesse regionale sono di competenza della Regione. E tale è il servizio idrico.
    Il governo romano, per conto delle multinazionali danti causa, non ha questo potere di privatizzare la NOSTRA acqua.
    Ora capite perché le multinazionali e i poteri forti sono contrari ad ogni forma di democrazia e soprattutto di autonomia dei territori.
    E non mi venite a parlare di ricorsi alla Corte Costituzionale. Non è competente ed è sbilanciata. Solo l’Alta Corte per la Regione Siciliana avrebbe il diritto di decidere cosa spetta allo Stato e cosa alla Regione.
    Via da questa Italia coloniale!
    Oggi in piazza con la Triscele a manifestare per la nostra Indipendenza.

    Ci vorrebbe un bravo dentista che riuscisse ad estirparlo dal posto in cui immeritatamente è riuscito a radicarsi, per liberare un posto che dovrebbe essere occupato da una persona di altissimo profilo etico e morale, dalle grandi competenze, e che sia consapevole di essere governatore della Sicilia (le trivelle e il petrolio altrove, mai in Sicilia).

    Alla Sicilia manca solo di essere GOVERNATA, con Crocetta è semplicemente sgovernata e ridicolizzata.

    Si ok l’informazione, ma di prima mattina trovarmi ste facce in home page…è crudele!
    #poverinoi

    Se avesse un pò di dignità…..

    Vania sei bella !!!!!!!!Crocetta sei la peggiore croce per la Sicilia !!!!Ti imploriamo : VATTENEEEEE

    sguardi che emozionano….da brivido

    Umiliante. Per noi siciliani è una continua umiliazione vedere quella gonnellina governativa alzarsi ogni volta che il padrone la vuole sculacciare. Lontani ricordi di duri botta e risposta tra ministri invadenti e presidenti orgogliosi della propria sicilianita’, e che venivano fatti accomodare fuori dalla porta di servizio dopo che loro, arroganti, entravano dalla porta principale. Ricirdi il ministro bossi ridicolizzato da un lombardo brillante agli inizi del suo mandato governativo. O un grande Cuffaro che chiedeva ed otteneva il gettito tributario in sicilia per le aziende che qui operavano. Adesso vedo solo un burattino che cala la testa (e non solo) al commissario di turno. Che tristezza crocetta, vai via e vergognati. Sei solo un bluff scoperto da tutti.

    se i magistrati lasciano continuamente procure e tribunali per incarichi politici, senza nemmeno fare la fatica di candidarsi, c ‘è da meravigliarsi se la giustizia è lenta?

    ma quando se ne va a fanc@@@ ,quest’essere ignobile,
    altro che presidente della regione ,questo è un pagliaccio che non fà più ridere nessuno.
    Ma non si vergogna.
    perchè non si dimette lui ,invece di farsi cacciare a pedete.
    altro che Crocetta .questo e una grande croce per la nostra terra,a dato il colpo di grazia a una terra gia martoriata devastata,non ci poteva capitare di peggio.

    Ma Renzi (Il Rottamatore????) non aveva gridato ai quattro venti che la gestione dell’acqua) sarebbe ritornata pubblica, ai comuni?
    Quando parla Matteo (Il Rottamatore??????) non parla per il bene del popolo ma dei poteri forti che lo sostengono : Multinazionali- Banche- Cooperative e Partecipate”Rosse”.
    Meditate “piddini”, già ex compagni di sinistra.

    Finalmente Matteo Renzi interviene anche in questo settore, anzi ha perso troppo tempo per farlo. A questo punto chiederei al nostro Premier di commissariare anche l’ARS con la prospettiva di eliminare un giorno sia questo inutile parlamento regionale che la stessa autonomia speciale siciliana. Se Renzi ci riuscirà si sarà assicurato il mio voto a vita.

    e quannu ci capita più sto miracolo al faraone

    Ennesima figuraccia di un governo che a tutto pensa tranne che a governare.
    Vorrei ricordare a Rosario & Co. che i siciliani loro malgrado non l’hanno eletto per eleggersi a paladino o difensore delle ingiustizie o cose simili ( ruolo per carità legittimo ma di competenza di ben altre istituzioni) ma per governare una terra sempre più moribonda e martoriata.
    La smetta con questo protagonismo di maniera e pensi ai veri problemi!!!
    Le cito qualche dato giusto per rinfrescarla la memoria e stimolarla a rimboccarsi le maniche:
    La disoccupazione nell’ultimo semestre e cresciuta dello 0,6% attestandosi al 39,5%
    1 siciliano su 5 vive sotto la soglia di povertà
    1 impresa su 4 non riesce ad ottenere credito a m/l dalle banche e questo non fa determina il blocco di nuove assunzioni locali
    Ad inizio anno sono state più di 1500 PMI che hanno chiuso i battenti o delocalizzato la produzione altrove!!

    A 70 anni un ci arrivamu………

    oggi si fessteggia l’autonomia, ma autonomia di che!

    Tra poco non ci sarà neanche più bisogno di “staccargli la spina”… Resteremo pure senza energia…

    Il vero presidente della regione è il sig. baccei (minuscolo apposta) che si fa le missioni a Roma il sabato e la domenica (se venissero confermate le denunce) a spese nostre. Lo ha votato qualcuno? Naaaaa
    Ma è stato nominato da renzi (idem), lo ha votato qualcuno? Naaaaaa
    Vergogna! Dimissioni! Pappagone vatinne ca ci fai cchiu’ fiura…..

    Concordo, a meno della osservazione che con Marino eravamo su altri e più alti livelli di competenza.

    Infatti per decenni l’acqua in Sicilia l’ha gestita l’Ente Autonomo Sovrano Acquedotti Siciliani ed è stato un successo grandissimo.

    Guarda che la gestione ai comuni c’era fino a 4 anni fa e infatti l’acqua non arrivava!

    Oggi 15 maggio 2015, dopo 50 anni di vita è spirata l’autonomia Siciliana.

    Ne danno il triste annuncio il Presidente della regione Crocetta e il suo governo.
    A Villa Malfitano si svolgeranno le esequie.

    Commento: grazie a tutti Voi Presidente, Assessori, consulenti e 90 deputati.
    I siciliani Vi saranno riconoscenti a vita.

    Per Maurizio, vista l’esperienza dove hanno privatizzato il servizio idrico, vedi provincia di Enna etcc con i prezzi a metro cubo quintuplicati ed assunzioni clientelari, direi che un po’ di rispetto per questo popolo di pecoroni che ha votato per la non privatizzazione del servizio idrico ci vuole.

    la gestione dell’acqua è una cosa seria. lasciamola fare a chi l’ho sa fare.

    Scusate ma il problema rifiuti per Roma è stato già risolto? forse si perché avranno pensato di dichiarare la Regione Sicilia :” Discarica autorizzata per il conferimento dei rifiuti Italiani e perché no anche esteri.” Faranno inserire tale frase nello Statuto.

    Fabio,

    le tariffe non le approva il gestore (incluso quello di Enna), ma AEEGSI Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Servizio Idrico (http://www.autorita.energia.it/it/consumatori/consumatori_idr.htm).

    Tariffa quintuplicata? Stai forse sostenendo che se prima il servizio idrico costava 1,5 € al metro cubo adesso costa 7,5 € al metro cubo? Spero che la tua sia un’iperbole, altrimenti temo che sia poco o male informato. In un caso o nell’altro sarebbe costruttivo confrontarsi su dati oggettivi, non su numeri sparati grossi per giustificare tesi precostituite.

    Sulle assunzioni clientelari c’è la Magistratura, basta una mail a procura.enna@giustizia.it

    Ti invito a riflettere sul merito della diffida del Ministero a questa Regionicchia piena di incompetenti superpagati. Ci sono le Leggi e vanno rispettate (quella di cui si chiede l’applicazione deriva dall’esito referendario), il resto è fuffa.

    Ciclicamente si ripete da decenni la farsa dei commissariamenti affidati ai soggetti che istituzionalmente sono responsabili dell’inadempienza commissariata. Basta avere un po’ di memoria per ricordare i passi dell’Ordinanza del TAR CT N. 0359/06 Reg. O.C.I., N. 1198/05 Reg. Gen. del 8 giugno 2006 (cioè 9 anni, diconsi 9 anni fa), che così bollava la farsa commissariale, propio con riferimento ai rifiuti, all’acqua ed al traffico:

    “Il problema acquista uno spessore considerevole SE SOLO SI RIFLETTE SUL FATTO CHE, “ORDINARIAMENTE”, TALI PROVVEDIMENTI “EXTRA ORDINEM” DELEGANO QUALI COMMISSARI PER L’EMERGENZA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE O ALTRI ORGANI LOCALI GIA’ TITOLARI DI POTERI PROPRI IN QUELLA MATERIA; in tal senso, SPESSO NON FANNO ALTRO CHE “ISTITUIRE” POTERI E PROGRAMMI DI EMERGENZA AFFIDANDOLI QUINDI (PER NOMINA O DELEGA), A QUEGLI STESSI ORGANISMI REGIONALI O COMUNQUE LOCALI CHE CO I POTERI ORDINARI LORO CONFERITI DALL’ORDINAMENTO NON HANNO SAPUTO FARE FRONTE ALLE CAUSE CHE HANNO DETERMINATO L’EMERGENZA (COME IL CASO DELL’EMERGENZA RIFIUTI O DELL’EMERGENZA IDRICA, O DELL’EMERGENZA TRAFFICO). Pertanto, l’effetto di tale prassi è essenzialmente quello di rendere i provvedimenti degli organi regionali “rafforzati” sotto il profilo della capacità di derogare a norme dell’Ordinamento; a tale già rilevante “alterazione” dell’Ordinamento medesimo, si aggiunge quindi una ulteriore “tutela” giurisdizionale, sottraendo la cognizione della lite ai TAR regionali su provvedimenti che sono e restano a tutti gli effetti locali per provenienza soggettiva oltre che per effetti, per affidarla ad un unico giudice nazionale con il quale essi non hanno alcun collegamento “naturale”.

    Come si vede, copione già scritto!!!!!!!!!!

    Oratio de hominis dignitate. Ma se proviamo solo a leggere ad alta voce ci manda la DIA a casa…………………….

    Il governo Crocetta oltre a non avere recepito per la sicilia i decreti sulle acque non ha ancora recepito la parte del decreto che, il governo Nazionale ha martellato di pubblicità televisiva, permette ai cittadini di fare opere di muratura velocissimi come accorpare e/o dividere un appartamento etc. Questo modo di non fare del governo Crocetta crea sperequazione tra i cittadini ITALIANI che abitano fuori lo stretto di Messina e i Siciliani che debbono sorbirsi questi inetti e dilettanti mangia soldi e scalda sedia……………………………..quando andrai via CROCETTA ?

    Schiaffo? Non proprio, anzi, mano d’aiuto insperata o forse pianificata a tavolino da Panepinto & C. Dopo due tentativi di promulgare una legge sull’acqua palesemente INCOSTITUZIONALE ci penserà Roma ad adottare finalmente la legge. Dei veri problemi dell’acqua in Sicilia non ne parla nessuno:
    1. Reti idriche vetuste ed in totale assenza di finanziamento pubblico serve uno sviluppo tariffario serio che comprenda anche il loro rifacimento (tra poco resteremo tutti senz’acqua);
    2. I Comuni non sanno non vogliono e non possono per legge continuare a gestire il servizio idrico, affidato a fontanieri praticoni ed in malafede e a funzionari che non sanno fatturare e incassare;
    3. I prezzi praticati da SICILIA ACQUE per la fornitura di acqua all’ingrosso sono SCANDALOSI ( e lì che si annida il MALAFFARE e il vero danno a carico dei cittadini);
    4. Con l’acqua non si fa politica, via i demagoghi e lasciamo spazio a tecnici esperti che sappiano programmare, progettare, gestire e controllare. Solo in Sicilia questo non si realizza. Basta pensare che Crocetta ha messo in liquidazione le ATO ormai inesistenti per legge è da anni non trova soluzione alcuna. TUTTI A CASA (meglio se CIRCONDARIALE)!!!!!

    Vania, di belle la politica é piena.
    Ora, peró, aspettiamo qualle brave, quelle che sappiano occuparsi dei malesseri dei cittadini, tentando, ripeto ALMENO TENTANDO di risolverli.

    Per letizia e gaetano e per tutti quelli che lavorano nelle società che gestiscono l’acqua pubblica, Ati idrici compresi.
    Premesso che non è vero che quando i comuni gestivano l’acqua pubblica, l’acqua non arrivava ma, sicuramente, la gestione per i cittadini costava molto meno di quanto costa adesso. L’attuale gestione dei sevizi idrici integrati è poco trasparente, si presta a clientelismi ed a infiltrazioni mafiose. Molte società che gestiscono l’acqua pubblica sono state create “ad hoc” dalla politica e spesso sono scatole cinesi di cui non si capisce a chi fanno capo.
    Le assunzioni del personale degli Ati idrici e delle società affidatarie, avvengono con chiamata, diretta senza concorsi, come dire:” l’acqua è un bene pubblico ma chi deve lavorare lo decidono i soliti rais politici e/o mafiosi in modo discrezionale e arbitrario”. Ovviamente con qualche rara eccezione: “di tutta l’erba non si deve fare un fascio”. Meditate gente di sinistra , meditate……

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