Acquedotti privati, a Catania |la gestione è virtuosa

Acquedotti privati, a Catania |la gestione è virtuosa

Acquedotti privati, a Catania |la gestione è virtuosa

Le imprese private, circa 25 tra aderenti al sistema Confindustria e al consorzio Sintesi, forniscono oltre 15 milioni di metri cubi di acqua.

confindustria
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CATANIA – Regole certe che consentano ai gestori privati di continuare a fornire un servizio efficace ed efficiente. È quanto auspicano gli imprenditori della sezione Acquedotti di Confindustria Catania, unitamente ai componenti il consorzio Sintesi (Servizi Idrici Integrati Siciliani) riuniti nei giorni scorsi in assemblea nella sede dell’associazione, per analizzare le problematiche legate alla gestione dell’acqua e per valutare proposte da sottoporre all’attenzione del governo regionale. Le imprese private, circa 25 tra aderenti al sistema Confindustria e al consorzio Sintesi, forniscono oltre 15 milioni di metri cubi di acqua direttamente ai cittadini con circa 70 mila utenze, per oltre mille chilometri di rete distributiva e all’ingrosso forniscono oltre 55 milioni di metri cubi, sufficienti per circa 800 mila persone, a vari comuni e alle due società ad intero capitale pubblico Sidra e Acoset.

Gli imprenditori hanno sottolineano innanzitutto la loro peculiarità rispetto alle realtà esistenti in altre province siciliane in cui la gestione del servizio idrico ha avuto spesso esiti non efficienti. “Le nostre aziende – ha ricordato la presidente della sezione, Maria Carolina Pandolfini – rappresentano storicamente, nel panorama isolano, un esempio virtuoso: hanno sempre investito impegno e risorse economiche proprie, nella consapevolezza di fornire un servizio legato ad un bene di primaria importanza per cittadini e imprese. Già a metà del secolo XIX furono dei privati lungimiranti a realizzare delle gallerie alle pendici del vulcano per intercettare le falde ed edurre l’acqua senza spreco di energia e nel rispetto dell’ambiente”.

“Sin dal 1800 – ha proseguito la presidente – un sistema articolato di reti, consente di veicolare le acque nel comprensorio etneo, raggiungendo sia direttamente che tramite la fornitura delle due aziende distributrici vari comuni. Disponiamo di un grande patrimonio di competenze tecniche e organizzative che ci consente oggi di garantire un servizio efficiente a prezzi significativamente contenuti”. “Uno sforzo non da poco – hanno inoltre fatto rilevare gli imprenditori – se si considera la cospicua mole di crediti non riscossi e tempi di pagamento degli enti pubblici che superano anche i 18 mesi, che ci costringono a ricorrere all’indebitamento bancario per far fronte a rischiosi squilibri di bilancio”.

A complicare la situazione, un quadro normativo incerto, dopo che la riforma regionale sulla gestione del servizio idrico approvata ad agosto è stata impugnata nelle sue parti principali dallo Stato e dovrà ora essere rimodulata per passare nuovamente all’approvazione dell’Ars. “L’auspicio – hanno quindi concluso gli imprenditori – è l’apertura di un dialogo con il governo regionale, finalizzato ad elaborare proposte condivise che vadano verso la costruzione di un contesto di regole certe entro cui le imprese possano continuare ad operare e investire nell’interesse degli utenti finali”.

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