CATANIA – I disagi per l’incendio al Terminal A dell’aeroporto internazionale di Catania sembrano destinati a durare ancora per un po’. Con la riapertura totale che si prospetta più lontana di quanto atteso, i dirottamenti verso le aerostazioni di Palermo Punta Raisi, Trapani Birgi e Comiso potrebbero diventare la normalità nelle prossime settimane. Riportiamo di seguito il racconto di Sonia Sudoso, una lettrice, inviato alla redazione di LiveSicilia Catania su quanto accaduto lunedì 17, cioè il giorno del rogo.
La lettera
“In relazione ai disagi legati all’incendio che ha interessato l’aeroporto di Catania, non posso che sottolineare, dalla personale esperienza di chi ha viaggiato nella giornata di lunedì 17, le difficoltà ma soprattutto l’assenza di comunicazioni da parte della compagnia che ha gestito il volo. Senza contare la somma che sono stata costretta a tirare fuori, di tasca mia, per riuscire a raggiungere casa all’alba: oltre 300 euro!
Riepilogando sinteticamente la vicenda: trovandomi a Milano (e non per vacanza peraltro!), avrei dovuto riprendere il volo di rientro da Malpensa per Catania, con Easyjet, volo previsto alle 19.35. In vista di quest’orario sono arrivata all’aeroporto milanese per tempo e solo allora – e ribadisco: solo allora – abbiamo letto sul display la notizia del volo dirottato su Palermo. Nessuna comunicazione oltre a quella lettura. E così ci siamo imbarcati sul volo per Palermo con la notizia ufficiosa di un transfer al nostro arrivo, verso Catania. O almeno così sembrava, viste le pochissime e non ufficiali notizie di corridoio e una, più formale, all’interno dell’aereo.
Ma al nostro arrivo a Palermo, alle ore 23 circa, l’amara sorpresa: nessun transfer, nessuna organizzazione alternativa, nessun aiuto, se non l’invito a prendere in considerazione aerei, bus, mezzi a noleggio, da individuare arbitrariamente e privatamente e che, alle 23, non sono esattamente a portata di mano! Personalmente ho noleggiato un’auto al costo di oltre 300 euro ma è facile comprendere l’enorme disagio da parte di chi, anziano o con poca esperienza in fatto di viaggi o in difficoltà perché magari con bimbi al seguito, si è trovato di fronte a una situazione a dir poco imbarazzante e incresciosa. E non per il fatto accidentale che ha coinvolto l’aeroporto ma per la spiacevole condizione di abbandono di fronte a una situazione inattesa.
Ritengo che le compagnie con esperienza debbano mettere soluzioni alternative di fronte a fatti sfortunati o, quanto meno, debbano prevedere un modesto servizio di assistenza clienti che, sarebbe stato più dignitoso di qualsiasi, provato a mie spese, silenzio assordante! Perché sulla sfortuna di un fatto inatteso che ha creato disordini nulla da dire. Ma in relazione all’imbarazzante silenzio e all’assenza di ogni assistenza, su questo c’è da dire molto di più. Compreso in merito al dover affrontare – a proprie spese – ogni alternativa per poter rientrare a casa propria. Mi chiedo e chiedo alla compagnia che ha gestito il volo: chi non avrebbe potuto permetterselo?
Sonia Sudoso“

