AGRIGENTO– Se l’acqua erogata ogni giorno era un’utopia per la provincia di Agrigento, adesso sembra diventare anche straordinario quello che fino a pochi giorni fa era l’ordinario, ovvero una turnazione idrica di almeno due volte a settimana. La crisi dei serbatoi siciliani, paventata già questa estate, considerando le scarse piogge cadute durante l’anno, si sta ripercuotendo adesso in tutta la sua emergenza.
Ne sanno qualcosa i cittadini di Agrigento che vengono serviti dal serbatoio di Madonna delle Rocche: questi hanno ricevuto giorno due gennaio l’acqua ma non sanno quando ricapiterà questa “fortuna” in quanto, almeno secondo il calendario aggiornato fino al 9 gennaio, non sono previsti ulteriori turni. Sono in pochissimi i luoghi della Città dei Templi che possono vantare un’erogazione continua, che comunque si alterna da abitazione ad abitazione. Se il capoluogo deve fare i conti con turni interminabili, non se la passano meglio i cittadini di altre città della provincia, che hanno dovuto fare già ricorso alle autobotti, con costi esorbitanti aumentati in seguito alla crisi idrica, e alla sempre più frequente richiesta.
Canicattì conosce bene il problema e se prima alcune zone ricevevano acqua due volte a settimana, adesso alcuni turni hanno subito un rinvio e la distanza tra una erogazione e l’altra può arrivare anche a 8 giorni. Situazione simile nel territorio di Favara, dove la crisi idrica si ripercuote sui cittadini che devono fare i conti, in un periodo, quello delle feste, in cui viene utilizzata più acqua e dove la cittadina vede ritornare diverse famiglie e studenti, con un’erogazione di un giorno a settimana che non basta.

