Festino di Santa Rosalia, l'omaggio ad Alessia La Rosa

Festino di Santa Rosalia, il commovente omaggio ad Alessia La Rosa

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La "piccola guerriera" di Palermo è morta a 8 anni lo scorso maggio

Durante il 402° Festino di Santa Rosalia, andato in scena martedì 14 luglio lungo il tradizionale percorso del Cassaro, il ricordo di Alessia La Rosa ha trovato spazio anche tra le migliaia di persone accorse per celebrare la Santuzza. Tra la folla è apparso uno striscione con il volto della piccola tifosa rosanero, scomparsa lo scorso maggio a soli 8 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro.

L’immagine di Alessia, accompagnata dall’affetto dei palermitani, ha emozionato molti dei presenti e si è trasformata in uno dei momenti più significativi della serata, confermando quanto il suo sorriso e la sua storia continuino a vivere nel cuore della città. Un omaggio spontaneo che ha unito il ricordo della “piccola guerriera” alla festa più sentita di Palermo, simbolo di fede, speranza e appartenenza alla comunità.

Per migliaia di persone Alessia La Rosa è diventata il simbolo del coraggio, della speranza e dell’amore per la vita. La bambina, morta a soli 8 anni dopo una lunghissima battaglia contro un tumore, ha lasciato un segno profondo ben oltre il mondo del calcio.

Alessia La Rosa e la passione per il Palermo

La malattia era entrata nella vita di Alessia La Rosa quando aveva appena un anno. Da quel momento sono iniziati anni di cure, ricoveri, cicli di chemioterapia e radioterapia, fino al ricorso a una terapia sperimentale nel tentativo di sconfiggere il tumore. Per sette anni la bambina e la sua famiglia non hanno mai smesso di lottare, affrontando ogni ostacolo con una forza che ha colpito medici, amici e chiunque abbia seguito la sua vicenda.  Nonostante le difficoltà, Alessia continuava a sorridere e a coltivare la sua più grande passione: il Palermo.

La bimba era una habitué della Curva Nord

La squadra rosanero era molto più di una semplice passione. Alessia La Rosa era una habitué della Curva Nord e, ogni volta che le sue condizioni glielo permettevano, raggiungeva lo stadio Renzo Barbera per sostenere la sua squadra del cuore. Quel legame era diventato speciale anche grazie al centrocampista Jacopo Segre. Con il passare degli anni, la storia di Alessia La Rosa ha superato i confini di Palermo. Cori, striscioni e messaggi di incoraggiamento sono comparsi in diversi stadi italiani, coinvolgendo tifoserie rivali in un gesto di solidarietà che raramente si vede nel mondo del calcio. Anche il Palermo FC le è rimasto accanto fino all’ultimo, ricordandola come una bambina che aveva saputo rappresentare “la passione più genuina” per i colori rosanero.

La camera ardente al Barbera e l’ultimo saluto

Dopo la sua scomparsa, avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 maggio 2026, lo stadio Renzo Barbera ha aperto le proprie porte per ospitare la camera ardente, consentendo a migliaia di tifosi di renderle omaggio. File interminabili di persone hanno attraversato lo stadio per dare l’ultimo saluto alla piccola “guerriera”, tra cori, fumogeni rosa e striscioni dedicati a lei.

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I funerali, celebrati nella Cattedrale di Palermo, hanno visto una partecipazione straordinaria. Il feretro è stato accolto dagli ultras della Curva Nord e da tantissimi cittadini, mentre una delegazione del Palermo, guidata da Jacopo Segre e dall’allenatore Filippo Inzaghi, ha partecipato alla cerimonia. Al termine della funzione religiosa, un lungo corteo ha attraversato le strade della città fino al Borgo Vecchio, quartiere d’origine della madre della bambina.

Alessia La Rosa, il Palermo con il lutto al braccio

Per onorare la memoria di Alessia La Rosa, il Palermo è sceso in campo nella successiva partita contro il Catanzaro con il lutto al braccio e una speciale patch commemorativa applicata sulle maglie da gioco. Il club ha inoltre deciso di mettere all’asta quelle divise, destinando l’iniziativa ad accendere i riflettori sulla realtà dei bambini affetti da patologie oncologiche.


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