PALERMO – E’ rientrato l’allarme al Palazzo di giustizia di Palermo. I carabinieri, con l’ausilio delle unità cinofile, hanno verificato che si tratta della macchina di un dipendente degli uffici giudiziari. E’ stato lui stesso, subito rintracciato, a spiegare il perché di quegli strani fili elettrici: servono infatti per avviare il veicolo dopo una modifica dell’alimentazione, da benzina a gas. Tempestivo il sistema di sicurezza attivato dai carabinieri per scongiurare eventuali rischi. Da mesi il livello di allerta in Procura a Palermo è notevolmente cresciuto, alla luce di una serie di intimidazioni e minacce rivolte ad alcuni dei pubblici ministeri più impegnati sul fronte antimafia. Da qui la necessità dell’intervento immediato che ha fatto rientrare l’allarme.
Due gli elementi che hanno insospettito gli investigatori: il fatto che la macchina stazionasse in divieto di sosta da alcuni giorni e alcuni fili elettrici che fuoriuscirebbero dall'abitacolo.
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