Almaviva, sciopero senza fine | Ma il Governo resta "in silenzio"

Almaviva, sciopero senza fine | Ma il Governo resta “in silenzio”

La sede Almaviva di via Marcellini (Foto d'archivio)

Sit-in all'Enel per coinvolgere il committente. Probabile convocazione giovedì al Mise.

PALERMO – Prosegue lo sciopero dei lavoratori Almaviva Contact. Indetto lo scorso 9 dicembre si sarebbe dovuto concludere oggi, ma visto la stallo in cui si trova tuttora la trattativa con Exprivia, i sindacati non hanno altro strumento se non lo sciopero, appunto, per impedire che i sessanta operatori rimasti esclusi dall’accordo per via della mancata corrispondenza dei profili orari debbano trasferirsi a Rende, in Calabria. E proprio per cercare di sbloccare una situazione che si trascina ormai da troppo tempo, oggi i lavoratori Almaviva Contact di Palermo si riuniranno in sit-in davanti alla sede Enel di via Marchese di Villabianca: l’obiettivo è quello di sensibilizzare direttamente il committente sulle vicende che si stanno susseguendo dopo il passaggio della commessa da Almaviva Contact alla società pugliese Exprivia.

“Assordante”, secondo i sindacati, il silenzio da parte del governo nazionale. “I lavoratori hanno passato un Natale amaro, con le lettere dei trasferimenti in tasca, nel silenzio completo delle istituzioni nazionali – afferma Rosalba Vella, Rsu Slc Cgil Palermo di Almaviva Contact -. Questo silenzio non può durare oltre. È inaccettabile che dopo due richieste di incontro il governo nazionale non abbia battuto ciglio e siamo ancora in attesa di una convocazione. Le feste sono finite anche per loro. E anche Exprivia ha le sue responsabilità da prendere: c’è un accordo disatteso”.

Ma per Exprivia non esiste invece alcun “accordo disatteso”: “L’accordo – ha spiegato la società in una nota – prevedeva che Exprivia avrebbe assunto 14 persone full time, 79 part time al 75% e 204 part time al 50% per un totale di 297 persone. La società ha ricevuto 32 candidature per le posizioni full time (tra le quali ha selezionato i 14 profili necessari), 106 candidature per le posizioni part-time al 75% (tra le quali ha selezionato i 79 profili necessari) e solo 163 candidature per le posizioni part-time al 50% di cui, al termine dei colloqui e sulla base delle inclinazioni/aspirazioni professionali fatte emergere dai candidati, sono state ritenute idonee alla tipologia di lavoro 145 candidature. Le persone a cui è stata formulata proposta di assunzione sono state 238; due di esse hanno deciso di declinare l’offerta. Dunque il totale di persone da assumersi nella prossima settimana è pari a 236, inferiore a quanto previsto nell’accordo Mise (che era di 297 persone, n.d.r.), per via del numero di candidature sensibilmente più basso rispetto a quello atteso”.

Anche Almaviva Contact, peraltro ancora impegnata su altri versanti nazionali – dopo la chiusura di Roma con conseguenti 1666 licenziamenti e la vertenza ancora aperta di Napoli, con 845 lavoratori a rischio – da parte sua non può che restare in attesa. Gli accordi erano chiari: dei 397 lavoratori in esubero dopo la perdita della commessa Enel, 98 potevano restare, per tutti gli altri o Exprivia o Rende, sito in cui pare – secondo la lettera di Almaviva agli operatori con cui si comunicava il trasferimento collettivo – “esistono fondate prospettive di consolidamento dei volumi di attività in particolare per le commesse Telecom-ASO e Alitalia Italia Consumer”.

“Pretendiamo un tavolo al Mise – dice il segretario provinciale Slc Cgil Maurizio Rosso -. I lavoratori non possono scioperare in eterno: il ministero ha l’obbligo di intervenire”. “È una situazione paradossale – dice il segretario della Uilcom Sicilia, Giuseppe Tumminia – sono lavoratori in ostaggio e senza soldi nonostante un accordo sindacale. Chiediamo che questa vertenza si concluda al più presto, che le aziende rispettino gli impegni per risolvere una situazione drammatica e non più sostenibile”.

Impegnata per la risoluzione della vertenza l’assessore per le Attività produttive del Comune di Palermo, Giovanna Marano: “Il sindaco Orlando sta premendo per un incontro a Roma e, in queste ore, abbiamo avuto notizia da fonte ministeriale che giovedì le parti verranno chiamate al Mise per confermare i contenuti dell’accordo. Siamo tutti impegnati a far sì che si possa trovare una soluzione per tutti i lavoratori”. 


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