PALERMO – L’Amap punta alla gestione del servizio idrico in tutto l’ambito ottimale che corrisponde alla vecchia Provincia. E’ questo l’obiettivo illustrato dal sindaco Orlando e dal presidente Prestigiacomo ai sindacati, durante l’incontro tenutosi ieri sera. Ad oggi però solo 33 comuni hanno aderito e sono peraltro i più piccoli, il che mette a rischio i livelli occupazionali: Palazzo delle Aquile ha sempre detto di voler mantenere tutti gli ex Aps, ma solo se i comuni che aderiranno consentiranno l’operazione.
Altri enti locali potrebbero entrare nelle prossime settimane, ma intanto hanno già aderito Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Balestrate, Blufi, Bolognetta, Bompietro, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Camporeale, Capaci, Carini, Casteldaccia, Cefalà Diana, Chiusa Sclafani, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Lascari, Lercara Friddi, Marineo, Montemaggiore Belsito, Partinico, Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato, San Mauro Castelverde, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Sciara, Torretta, Trappeto e Villabate. In trattativa Cefalù.
L’Amap si è comunque impegnata a presentare un piano industriale entro aprile (visto che il 30 scade il fitto del ramo d’azienda), anche se dalle prime stime il bilancio dell’ultimo quadrimestre, comprensivo di ex Aps, sarebbe in positivo per 823 mila euro. La Cisal, per bocca di Raffaele Loddo, ribadisce “che il percorso rappresentato dall’amministrazione mantiene uniti i servizi, gli investimenti e il personale come concordato a marzo 2015”. “Noi come Uil abbiamo chiesto il piano industriale sul quale poterci confrontare alla luce dell’entrata dei 33 comuni – dice Maurizio Terrani – e un’immediata riorganizzazione basata su criteri industriali che ci consentano di affrontare le sfide della gestione dell’Ato. Confidiamo che basteranno i 200 lavoratori di Aps. Siamo per dare una immediata struttura organizzativa, salvando i livello occupazionali, e restiamo in attesa di valutare il piano industriale”.

