PALERMO – “Dopo otto mesi di gestione, nonostante le nostre ripetute richieste nessun piano industriale, nessun progetto imprenditoriale è stato formulato dall’amministrazione di Amap, piano richiesto anche dal consiglio comunale. I lavoratori sono preoccupati e chiedono a gran voce che venga rimosso l’attuale CdA e nominato un amministratore che sia in grado di operare in modo trasparente , corretto e scevro da condizionamenti”. A sollecitarlo in una lettera inviata oggi al comune di Palermo e alla Corte dei Conti, è la Femca Cisl Palermo Trapani a firma del suo segretario Giovanni Musso. “Senza un piano industriale nessun comune della provincia ha potuto verificare l’impegno di Amap nello svolgimento del servizio, cosi da poter decidere di affidare alla stessa società il servizio per la prevista durata trentennale”. Musso cita il caso “del comune di Bagheria, che, come dichiarato dallo stesso Presidente Amap, è stata la conseguenza delle inadempienze dell’azienda nello svolgimento del servizio”. La Femca elenca i nodi che hanno portato a chiedere una svolta “i lavoratori continuano a utilizzare strutture logistiche e sanitarie in condizioni pessime, ma soprattutto lamentano la gestione arbitraria delle mansioni attribuite al personale, dei trasferimenti, dello straordinario, delle reperibilità”. “Il servizio viene svolto in maniera frammentaria ed emergono moltissime inadempienze e inefficienze. La riduzione dell’orario di lavoro (part time) del personale, la mancanza di adeguati strumenti (come adeguate postazioni di lavoro nelle sedi decentrate, insufficienti o inesistenti attrezzature di lavoro) ha procurato notevoli disservizi che hanno sfavorito l’integrazione tra Amap e Aps”. E ancora: “Non è funzionante il servizio di lettura dei consumi che, con una recente delibera, si sta affidando ad una ditta esterna; sono stati eseguiti pochissimi nuovi allacci e i contatori vengono acquistati in numero esiguo e insufficiente”. Il segretario della Femca Cisl conclude: “Tutto avviene in un momento in cui la situazione emergenziale richiederebbe una maggiore attenzione anche sui rapporti con i sindaci che dovrebbero aderire al progetto Amap-Gestore unico, chiediamo una svolta, una maggiore capacità nel portare avanti la missione dell’Azienda, che finora gli attuali amministratori della società non sono stati in grado di dimostrare” .
LA REPLICA DI AMAP
“Il piano industriale Amap, più i comuni che aderiranno, è in itinere e sarà perfezionato quando i Comuni entreranno a fare parte della compagine Amap, quindi dopo il 31 gennaio – dice il presidente Maria Prestigiacomo – L’impegno di Amap è stato costante in tutti i comuni e ad oggi sono già molti i comuni che hanno aderito con affidamento trentennale, altri hanno consiglio in settimana. Il comune di Bagheria è uscito non per disimpegno di Amap, ma per volontà politica del sindaco. La riduzione dell’orario di lavoro è stato motivo di contrattazione sindacale e anche la Cisl ha sottoscritto il contratto di riduzione del lavoro, dovuto al fatto che i Comuni ex Aps erano 52 e noi ci siamo trovati a gestire 38 Comuni. Il servizio è svolto in maniera corretta, infatti i comuni hanno espresso apprezzamento per il cambio della qualità dei servizi avvenuto in questi mesi. La lettura dei contatori è stata affidata all’esterno perche dall’analisi dei costi e benefici è risultato più favorevole e meno oneroso per l’azienda. Si ricorda alla Cisl che in questo momento Amap sta gestendo in fase provvisoria ed emergenziale, ma nonostante questo i contatori nuovi sono stati acquistati e montatati. Riteniamo gli attacchi della Cisl pretestuosi e immotivati: evidentemente questo sindacato, abituato nel passato a tessere le tele all’interno dell’azienda, non avrà ottenuto quanto chiedeva perche il consiglio di Amministrazione di Amap ha un solo interesse, ossia portare avanti l’Azienda e di conseguenza non si lascia ricattare da nessun sindacato”.

