Amat, sindacati in fermento| "Siamo a rischio fallimento"

Amat, sindacati in fermento| “Siamo a rischio fallimento”

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Le organizzazioni si ritrovano compatte nell'attacco ai vertici.

PALERMO – Prove di unità fra i sindacati dell’Amat. Le organizzazioni dei lavoratori della partecipata del comune di Palermo sono infatti tutte in agitazione: non solo le “tradizionali” Ugl e Cobas, ma da qualche tempo anche Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Orsa. Ieri sono fallite le trattative con l’azienda.

“L’azienda non è in condizione di rassicurare e dirimere le nostre preoccupazioni e i documenti economici che ci ha mostrato confermano la crisi allarmante di liquidità di cui soffre e che ha come conseguenze i tanti pagamenti inevasi nei confronti dei fornitori, ben 20 milioni di euro e i ritardi negli stipendi dei lavoratori”, dicono in una nota Mimmo Perrone e Salvatore Girgenti Fit Cisl, Franco Mineo Filt-Cgil, Giuseppe Governale Uiltrasporti, Emanuele Giannilivigni Faisa-Cisal e Giuseppe Taormina Orsa-Trasporti dopo il primo tentativo di conciliazione con l’azienda di trasporto urbano di Palermo, fallito ieri sera. I sindacati hanno ribadito le motivazioni dello stato di agitazione proclamato la scorsa settimana: il contratto di servizio; le condizioni economico-finanziarie dell’azienda; i disservizi con la riduzione dei mezzi in strada dopo l’entrata in vigore del nuovo orario estivo e i continui guasti; l’attesa stabilizzazione dei 78 ausiliari part-time, ormai da undici anni; il mancato confronto sull’organizzazione delle ferie di una parte del personale; le illegittime trattenute da parte dell’azienda di quote parti delle retribuzioni del personale destinate per volontà degli stessi lavoratori a soggetti terzi, e che, per causa della quali stanno subendo richiami per ‘mancato pagamento’ come ad esempio la cessione del quinto.

“Siamo molto preoccupati, non ci sono garanzie sull’approvvigionamento dei ricambi dei bus e per questo si verifica spesso il malfunzionamento di parecchi bus, la cui mancanza non fa altro che falcidiare il già precario parco mezzi in circolazione – aggiungono – Ciò che preoccupa ancor di più sono le pessime condizioni economiche che possiamo definire da rischio fallimento. L’azienda vanta un credito di 60 milioni di euro dalla Regione e ha debiti per 20 milioni di euro, da dicembre inoltre da quando il tram è in esercizio il costo grava tutto sul budget aziendale. Tutti gli attori istituzionali coinvolti devono fare il possibile per salvaguardare il futuro di questa azienda, dei suoi lavoratori e del servizio per i cittadini palermitani”.

“In questo momento così critico per l’Amat è necessario che tutte le organizzazioni sindacali stiano dalla stessa parte”. Così Antonino La Barbera e Corrado Di Maria, rispettivamente responsabile Amat per i Cobas Lavoro Privato e segretario provinciale Ugl-Autoferrotanvieri, che auspicano “un tavolo unico con le altre sigle sindacali per affrontare le vertenze in atto nell’interesse esclusivo dei lavoratori e dell’azienda”. “Accogliamo con soddisfazione lo stato di agitazione dichiarato da Cgil, Cisl, Uil, Orsa e Cisal – sottolineano La Barbera e Di Maria – perché hanno preso atto del fallimento dei vertici aziendali nella conduzione dell’Amat, così come da noi denunciato in tempi non sospetti con iniziative sfociate in manifestazioni pubbliche e scioperi”. “È un vero peccato che nel quinquennio dell’amministrazione Orlando – concludono i due sindacalisti – l’Amat corra il rischio di essere consegnata su un piatto d’argento ai privati per incapacità di gestione, aggravata dalle scelte scellerate del socio unico Comune per quanto riguarda il tram”.

LE REAZIONI

“Oggi – afferma Angelo Figuccia, Consigliere comunale di Forza Italia-non avendo ricevuto alcuna risposta da parte dei vertici aziendali in merito alla questione del presunto abuso delle ore di straordinario svolte nel primo semestre di quest’anno, ho inviato una nota al Direttore Generale dell’Amat, l’Ingegnere Gianfranco Rossi, all’Assessore Luciano Abbonato e all’Assessore Giusto Catania, con la quale ho chiesto ulteriori chiarimenti. Nello specifico vorrei capire – continua Figuccia – a quanto ammonta l’esatta spesa complessiva relativa alle prestazioni richieste in regime di straordinario, con un dettaglio per ogni singolo mese, quali figure professionali sono state coinvolte, quali funzionari hanno disposto l’erogazione di queste ore ed in quali aree aziendali. Parrebbe infatti che in particolare l’area “sosta e parcheggi” ed e i suoi responsabili, malgrado il grave momento di crisi economica, potrebbero aver utilizzato impropriamente ingenti risorse finanziarie. Se così fosse – prosegue Figuccia – mi chiedo che tipo di sanzioni siano previste e a carico di quali soggetti, anche in considerazione della scarsissima qualità dei servizi del trasporto pubblico locale offerti ai cittadini, che pagano le tasse più alte d’Italia. Vorrei ricordare ai dirigenti della partecipata di Via Roccazzo che le somme in questione provengono totalmente dalle tasche dei palermitani e che pertanto è necessario che vengano gestite con la massima trasparenza. Sono certo -conclude Figuccia-che da parte dei vertici aziendali, di cui è ben nota l’onestà, ci sarà la massima disponibilità, anche nel rendere pubblici i dati da me richiesti”.

“Da anni i conti dell’Amat sono precari e nessun serio piano industriale è stato approntato dai vertici dell’azienda e dal socio unico, cioè il Comune di Palermo. Ho più volte ribadito, in commissione Bilancio e in Consiglio comunale, che le azioni intraprese sulle partecipate sono prive di una visione di insieme e hanno il solo scopo di inseguire il consenso elettorale tra i dipendenti, a scapito del servizio. I sindacati denunciano giustamente i rischi per i lavoratori, al fianco dei quali mi schiero per evitare il fallimento: la scelta di affidare il tram all’Amat, trovando le risorse con le Ztl, è stata perdente e deleteria. Per il 2016 l’azienda potrebbe perdere fra i 14 e i 18 milioni di euro. Anziché operazioni spot, serve tagliare gli sprechi nelle partecipate evitando che le criticità di Rap e Reset diventino un problema per Amat. Orlando, finora, non l’ha saputo fare”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti.

 

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