PALERMO – Convegno a Palazzo delle Aquile sulla lotta alla mafia e alla corruzione negli appalti pubblici, anche alla luce della normativa in discussione in Parlamento. A organizzarlo la federazione nazionale imprese di pulizia e servizi per l’ambiente della Confcommercio. Padrone di casa il sindaco Orlando, che ha fatto il suo saluto dopo quello del a Prefetto Francesca Cannizzo. Tra i relatori Michele Corradino dell’Anac, Claudio Zucchelli del Cga, il presidente dell’Autorità per la concorrenza Giovanni Pitruzzella, il deputato di Fi Vincenzo Figuccia, moderati dal giornalista de “Il Sole 24 Ore” Alessandro Galimberti. Ha concluso l’assessore regionale all’Energia Vania Contrafatto.
“Dobbiamo essere tutti compatti nel pensare che la corruzione toglie il futuro ai nostri figli – ha detto Corradino – è importante che questo convegno si tenga a Palermo: serve un clima culturale di lotta alla corruzione, simile a quello che si è creato a Palermo nel 1992 contro la mafia. Serve un consenso popolare forte”. Orlando ha chiesto una riforma del sistema delle stazioni uniche appaltanti, ricordando che il Comune si è dotato del sistema whistleblowing per le denunce anonime dei dipendenti.
“La corruzione è una mala pianta, difficile da estirpare, ma non impossibile, a condizione però che avvenga un’autentica rivoluzione culturale a livello nazionale”. Lo afferma il consigliere comunale di Forza Italia Angelo Figuccia, che ha partecipato al convegno “Lotta alla mafia ed alla corruzione agli appalti pubblici”, che si svolto stamattina a Palazzo delle Aquile. “La repressione dei fenomeni corruttivi – prosegue l’esponente azzurro – è sicuramente utile, ma altrettanto sicuramente insufficiente. E’ indispensabile, quindi, trovare un metodo educativo, partendo dai bambini che frequentano le scuole elementari, che instilli in tutti noi valori etici diversi da quelli attuali: la prima vera opera di insegnamento deve partire dai maestri e dai docenti, che devono far sì che le nuove generazioni cambino radicalmente mentalità e modo di fare rispetto alle precedenti. Come soleva dire lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino, se si vuole davvero sconfiggere la mafia o qualunque fenomeno criminale, come lo è la corruzione, non è necessario l’esercito o la polizia o i carabinieri, ma è indispensabile un esercito di maestri. Questo è l’unico vero efficace sistema che va adottato se vogliamo veramente cambiare”.

