Aps, si va verso l'ipotesi Eas| Orlando: "Colpa della Regione"

Aps, si va verso l’ipotesi Eas| Orlando: “Colpa della Regione”

Nel frattempo una quarantina di comuni della Provincia sono da oggi in emergenza, con i primi cittadini che gridano all’interruzione di pubblico servizio visto che l’ordinanza prefettizia è scaduta e non è stata rinnovata. (Nella foto di Ambra Drago la protesta di oggi)

AGGIORNAMENTO

17.15 E’ terminato l’incontro tra il governo regionale, i sindaci e i sindacati. Scartata definitivamente l’ipotesi Amap, si tornerebbe all’ipotesi di una nuova società all’interno dell’Eas ma con un ramo d’azienda separato. Il tutto passerà dalla possibile proroga dell’ordinanza prefettizia. “L’ipotesi Amap dava sicuramente più garanzie – dice il sindaco di Piana degli Albanesi Vito Scalia – anche nel lungo termine. Quella prospettata oggi è solo un’ipotesi su cui si deve ancora lavorare, intanto bisogna guadagnare tempo”.

18.30 “La presidenza ha ritenuto non percorribile l’ipotesi di affidamento del servizio idrico integrato all’Amap, ipotesi che è definitivamente tramontata. Il presidente Crocetta è ritornato a sostenere l’ipotesi di un affidamento all’Eas”. E’ quanto ha comunicato questo pomeriggio il presidente della regione Rosario crocetta incontrando i sindacati alla presidenza della Regione. I segretari dei sindacati di Filctem Cgil Francesco Lannino, di Femca Cisl Giovanni Musso, di Uiltec Uil Maurizio Terrani, di Ugl Chimici Margherita Gambino e di Cisal Federenergia Raffaele Loddo sono riuniti a oltranza presso la saletta della presidenza in attesa che termini una riunione convocata dal presidente con gli uffici competenti della Regione per trovare la soluzione giuridica e le modalità per governare il passaggio del servizio idrico dall’Aato all’Ente acquedotti. “Stiamo aspettando che venga definito il percorso, che si dovrebbe concretizzare con un’ordinanza, per poter comunicare ai lavoratori cosa fare – aggiungono i rappresentanti sindacali – Il servizio idrico dalla mezzanotte scorsa è cessato e i lavoratori non sono più in obbligo di intervenire sulle reti”.

PALERMO – Un sit-in che da stamattina blocca il traffico a piazza Indipendenza, lavoratori in piazza, sindaci e sindacati che aspettano di essere ricevuti dal governatore Rosario Crocetta e Leoluca Orlando che spara a zero. Nel frattempo una quarantina di comuni della Provincia sono da oggi in emergenza, con i primi cittadini che gridano all’interruzione di pubblico servizio visto che l’ordinanza prefettizia è scaduta e non è stata rinnovata. Benvenuti nel caos Aps.

Ieri si è infatti consumato lo strappo fra la Regione e l’Amap, con uno scambio di accuse pesantissime: l’assessore Contrafatto ha puntato il dito contro la partecipata, la presidente Prestigiacomo ha incolpato la Regione pur dicendosi disponibile a riprendere il dialogo. Nel mezzo l’Ato che dovrebbe restituire le reti ai comuni e il Prefetto che non è disponibile a concedere l’ennesima proroga.

“Si è verificato quello che non è contemplato dalla legge: l’interruzione di pubblico servizio”, dicono i sindacati che sono in piazza attendendo l’incontro col presidente Crocetta. “La quasi totalità dei sindaci dei comuni serviti dalla ex Aps non è nelle condizioni da oggi di gestire il servizio autonomamente. Le istituzioni, che reputiamo responsabili – dichiarano i segretari di Filctem Cgil Francesco Lannino, di Femca Cisl Giovanni Musso, di Uiltec Uil Maurizio Terrani, di Ugl Chimici Margherita Gambino e di Cisal Federenergia Raffaele Loddo – non possono consentire un salto nel buio che avrebbe conseguenze devastanti igienico-sanitarie, con possibili disastri ambientali per 500 mila abitanti serviti. Da tre anni questa storia non riesce ad avere fine, non si riesce a trovare una soluzione definitiva”. Le sigle sindacali citano l’ordinanza del prefetto che dice che “il servizio idrico integrato oltre che necessario per la distribuzione di acqua potabile, assicura anche il vettoriamento, il trattamento e dispersione sul corpo ricettore dei liquami e che un vuoto nella gestione implicherebbe, oltre che interruzione di pubblico servizio, disastro ambientale, derivante dallo sversamento dei liquami non trattati che, a loro volta, potrebbero implicare gravi danni alla salute umana e all’igiene pubblica”.

Il punto è che i comuni, tranne rare eccezioni, hanno già detto di non poter far fronte alla gestione del servizio idrico, anche perché l’Enel chiede il pagamento di una bolletta da cinque milioni, eredità Aps, e non è disposta a salti nel buio. “Non possiamo assistere, immobili, a questo scontro tra Regione ed Amap, mentre sono i nostri territori, i nostri cittadini: bambini, anziani, ammalati, a fare le spese del fallimento di una gestione idrica che ha fatto acqua da tutte le parti – dice il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque – ecco perché è doveroso essere qui, dare voce ai bisogni dei nostri cittadini, l’acqua è un bene essenziale non può essere ostaggio della politica”.

Ma è oggi è anche il turno di Orlando di tirare pugni. “Da oltre un anno l’Amap ha fornito e ribadito, in ogni occasione e incontro, la propria disponibilità a gestire il servizio idrico integrato nei territori gestiti dalla Aps. La disponibilità dell’Amap è stata sempre sostenuta e confermata dal Comune di Palermo, che è stato ed è sostenitore di proprietà e gestione pubblica dell’acqua e che, nel 2000, era rimasto l’unico comune della provincia, a non aderire alla iniziativa, poi conclusasi con Aps, e con un conseguente prevedibile disastro e un inevitabile fallimento. La Regione e l’Ato hanno proseguito nella ricerca di un altro gestore, in aperta violazione del referendum sull’acqua pubblica, prima cercando, ad inizio del 2014 e senza risultato, di trovare un’altra impresa privata, proseguendo nel frattempo una disastrosa gestione inevitabilmente provvisoria. Nel corso di un incontro alla Presidenza della Regione, il 13 gennaio, in una riunione appositamente convocata a Palazzo d’Orleans, il Presidente della Regione ha finalmente dichiarato di concordare sulla gestione del servizio idrico integrato da parte di Amap e di poter disporre per l’avvio di 8 milioni di euro circa, in conformità a quanto prospettato da Amap e Comune di Palermo e accettato da Comuni del palermitano. Tale operazione comporta che i Comuni consenzienti potranno gestire in house, attraverso Azienda interamente pubblica Amap, il servizio idrico integrato in conformità allo Sblocca Italia, che conferma la necessità di gestione unica e di ambito, inibendo la gestione da parte di singoli comuni e, infine, comporta che Ato e Regione consegnino i depuratori, evidenziandone lo stato di funzionamento e previsione di riutilizzo degli stessi, e ciò per trasparenza e chiarezza di responsabilità di tale delicatissima funzione. La Regione, fino a questo momento con incomprensibili ritardi e pretesti non eroga alcuna somma di spesa corrente per consentire all’Amap di sopportare le spese di messa in funzione di impianti, in grave stato di degrado, e avvio e messa a regime del servizio con relativa lettura, bollettazione e fatturazione, e non accetta di riconoscere espressamente la possibilità di gestione in house da parte dei comuni partecipanti in Amap del servizio idrico integrato, a regime, a partire dal primo ottobre. Inoltre non vi è cenno della redazione di un verbale di consistenza dei depuratori che si intendono trasferire all’Amap – conclude il sindaco di Palermo – questi i fatti che sono, come è noto, argomenti testardi, molto più testardi di annunci e ritardi, che si vorrebbero far pagare ai cittadini, ai lavoratori e, da ultimo ai Sindaci, che adesso si pretende del tutto illegittimamente che gestiscano, in assenza di risorse e personale e fuori dalla logica di ambito prevista in sede normativa europea e nazionale, il servizio pubblico integrato. Mentre Amap e Comuni hanno predisposto piani, delibere e atti necessari, la Regione si fa viva con contraddittorie, dilatorie e indisponenti dichiarazioni dell’Assessore competente”.

 


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