Ars: cronaca di una lunga giornata piena di colpi di scena

Ars: cronaca di una lunga giornata piena di colpi di scena

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PALERMO – La lunghissima maratona, iniziata con la conferenza stampa di presentazione della nuova squadra di governo, è terminata a tarda sera con l’elezione di Federica Marchetta (nuova Dc) deputato segretario dopo l’elezione suppletiva del terzo segretario d’aula resa necessaria dal colpo di scena dettato dalle dimissioni del deluchiano Pippo Lombardo eletto poco prima insieme all’azzurro Riccardo Gallo e al meloniano Pino Galluzzo. Un colpo di teatro che arriva dopo l’elezione dei tre questori eletti nel corso del pomeriggio: l’autonomista Giuseppe Geremia Lombardo, il leghista Vincenzo Figuccia e il dem Nello Dipasquale. Il vero terremoto che scuote Palazzo dei Normanni si registra poco prima in occasione dell’elezione dei vicepresidenti che ha visto la maggioranza ferma a quota 32 voti. Le numerose fibrillazioni che hanno scandito la mattinata sono sfociate nel voto in aula. Nuccio Di Paola e Luisa Lantieri sono eletti vicepresidenti, il primo però con 35 voti (divenendo nei fatti vicepresidente vicario) e la seconda (candidata della maggioranza) ottiene 32 preferenze. Dal voto a scrutinio segreto emerge una nuova grana per il governo della Regione.

La diretta:

Ore 22:17 Federica Marchetta è eletta deputato segretario con 23 voti.

ore 22:00 inizia lo spoglio.

ore 21:40 riprende la seduta.

ore 21:00 «Ci congratuliamo con il collega Riccardo Gallo per l’elezione nel ruolo come Primo Segretario d’aula con 36 voti e il pieno sostegno della maggioranza di centrodestra. Siamo certi che Riccardo darà il suo contributo d’esperienza e di capacità per il buon andamento dei lavori d’aula, nell’interesse della Sicilia». Così il capogruppo di Forza Italia Ars Stefano Pellegrino, commentando l’elezione di Riccardo Gallo a primo Segretario d’aula.

ORE 20:40 Nota stampa al vetriolo del gruppo che fa capo a Cateno De Luca. “Abbiamo sopportato per una settimana le gratuite accuse di essere la stampella dell’ex maggioranza che sostiene il governo Schifani attribuendo a Cateno De Luca il ruolo di vicepresidente in pectore del Parlamento siciliano quale compenso di un nostro presunto sostegno per l’elezione del presidente dell’assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. Dalla composizione dell’ufficio di Presidenza che oggi si è definito in aula è chiaramente emerso che Cateno De Luca non ha mai chiesto alcuna posizione a titolo personale e il tradizionale rito di chi ha fatto sempre finta opposizione nel parlamento siciliano si è riproposto in salsa Cinque Stelle e PD.

Pur avendo titolo a richiedere alle opposizioni di votare come vicepresidente del parlamento siciliano Cateno De Luca, essendo il candidato dell’opposizione più votato dal popolo siciliano, abbiamo ben volentieri accettato la richiesta di Cinque stelle di votare Nuccio Di Paola nonostante si sia qualificato alle elezioni regionali al quarto posto. La maggioranza di Schifani ha preferito lo stesso Di Paola quale presidente vicario con alcuni voti che sono stati determinanti per battere la candidata ufficiale Lantieri.

Non abbiamo partecipato alla spartizione dei rimanenti posti dell’ufficio di presidenza con i questori e i segretari perché siamo fermamente convinti che la moralizzazione della politica debba iniziare proprio da Palazzo dei Normanni rendendo pubbliche tutte le dinamiche che all’ombra del parlamento siciliano forniscono una rappresentazione distorta tra maggioranza e pseudo opposizione. In questi giorni scanditi da incontri e riunioni per la definizione dell’ufficio di presidenza ancora una volta abbiamo assistito alle vecchie dinamiche “mamma ciccio mi tocca… ciccio toccami che mamma non c’è. Questa fase iniziale conferma ciò che qualcuno ha cercato di mettere in dubbio, attribuendoci ruoli che non abbiamo né richiesto né voluto, ovvero che siamo l’unica e autentica opposizione all’ex maggioranza di Schifani e alle pseudo opposizioni PD e Cinque Stelle”.

ore 20:38 Colpo di scena: il deluchiano Giuseppe Lombardo eletto prende parola e si dimette. Si dovrà dunque procedere a una votazione suppletiva. I deluchiani lasciano l’aula.

ore 20:36 Vengono eletti segretari i deputati Riccardo Gallo (36 voti), Pino Galluccio (34) e Giuseppe Lombardo (16).

ore 20:19 Inizia lo scrutinio.

ore 19:47 La seduta riprende.

ore 19:00 la seduta è sospesa. al rientro dei deputati si voterà per i tre segretari.

ore 18:50 L’aula elegge deputati questori Giuseppe Lombardo Geremia (Mpa voti 36), il leghista Vincenzo Figuccia (34) e il dem Nello Dipasquale (25). il deputato di Sicilia Vera, Giuseppe Lombardo, ottiene 19 voti, la deputata centrista Serafina Marchetta 1. Una sola scheda nulla.

ore 18:33 Inizia lo scrutinio.

ore 18:01 La seduta viene riaperta e si procede al voto dei tre deputati questori.

ore 17:15 La seduta viene sospesa per altri trenta minuti.

ore 16:02 Colpo di scena: Nuccio Di Paola ottiene 35 voti, Luisa Lantieri 32 preferenze, una scheda nulla. Dall’aula arriva un altro schiaffo alla maggioranza eleggendo come vicepresidente il pentastellato Di Paola e la candidata della maggioranza alla vice presidenza vicaria. La seduta viene sospesa per 20 minuti.

ore 15:51 inizia lo scrutinio. Sessantotto (su settanta) i deputati che hanno partecipato al voto.

ore 15:13 si apre la votazione per la vicepresidenze. Sono eletti coloro che a primo scrutinio abbiano ottenuto il maggior numero di voti. Non hanno votato gli onorevoli Nicola D’Agostino e Tommaso Calderone (che si trova a Roma).

ore 15:05 Il presidente dell’Ars interviene sull’affaire gruppo di Forza Italia sottolineando che “non possono coesistere due gruppi con la stessa denominazione” e ha invitato le parti in causa a risolvere “bonariamente” la vicenda. Momentaneamente i due gruppi si chiameranno rispettivamente Forza Italia 1 (quello capitanato da Stefano Pellegrino) e Forza Italia 2 (quello con capogruppo Gianfranco Micciché).

ore 15:00 riprende la seduta.

ore 12:00 la giunta giura. La seduta è sospesa: riprenderà alle 15:00 per il voto dell’Ufficio di Presidenza. Un rinvio sul quale pesano due fattori: la vicenda del doppio gruppo di Forza Italia e l’assenza di un accordo complessivo e blindato per eleggere il vicepresidente.

ore 11:35 si apre la seduta. 

ore 11:00

La maggioranza di Renato Schifani alla prova del voto in aula. La squadra di governo si trasferisce da Palazzo d’Orleans a Palazzo dei Normanni per la seduta d’aula che li vedrà giurare ma anche votare il nuovo ufficio di Presidenza. Un voto molto atteso dopo le tensioni che hanno attraversato nei giorni scorsi i due partiti maggiori del centrodestra: Forza Italia e Fratelli d’Italia.

La maggioranza dovrebbe convergere sull’azzurra Luisa Lantieri, franchi tiratori permettendo. Realisticamente le spaccature peseranno non poco, e allora ben venga il sostegno di qualcuno delle opposizioni (deluchiani in primis). La notte porta consiglio e alla fine il deputato Riccardo Gennuso, rimasto in bilico tra i due gruppi di Forza Italia fino a tarda sera, decide di aderire a quello che fa capo al presidente Schifani (che adesso conta 9 deputati, 4 invece i deputati della compagine di Miccichè). Il caso tiene banco soprattutto in seguito alla diffida presentata questa mattina dal coordinatore regionale azzurro al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno sull’utilizzo esclusivo del simbolo. da parte del proprio gruppo.

Il Pd, che stamattina ha eletto capogruppo il saccense Michele Catanzaro, ha fatto trapelare che sta lavorando a un accordo con i pentastellati per votare Nuccio Di Paola vice presidente e Nello Di Pasquale questore. Vedremo come andrà a finire.


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