PALERMO – PALERMO – “Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una Regione che, con il precedente governo, aveva avviato un percorso di risanamento ma che restava ancora gravata da un disavanzo di oltre 4 miliardi di euro, con un ciclo dei rendiconti fermo da anni e una credibilità finanziaria indebolita nei confronti dello Stato, dei mercati e degli investitori. Oggi possiamo consegnare ai siciliani una Regione più solida di quella che abbiamo ereditato”. Renato Schifani presenta la relazione sul programma di governo all’Ars, un intervento di un’ora.
In mano ha 45 pagine di dati. Punto di partenza, la Sicilia consegnata “dall’amico Musumeci”.
Ricorre la gestione precedente, come termine di paragone, per spiegare cosa c’era e cosa c’è adesso, soprattutto nelle casse della Regione.
Schifani e il “risanamento”
Parola d’ordine “risanamento”, “è stato il presupposto che ha reso possibili tutti gli altri risultati: dal disavanzo ereditato a un avanzo di amministrazione superiore ai 5 miliardi, con il rendiconto 2024 chiuso a +2,1 miliardi, entrate tributarie cresciute di circa 5 miliardi in tre anni senza alzare la pressione fiscale, e un percorso premiato dalle agenzie di rating, con Moody’s che ha portato la Sicilia da Ba1 a Baa2, S&P da BBB- a BBB+ e Fitch che ha confermato BBB migliorando l’outlook a positivo”.
Schifani sciorina i dati sulla crescita economica dell’isola, che “ha superato quella nazionale in tutto il periodo, per un incremento complessivo del Pil, negli ultimi cinque anni, del 18,9%. Sul fronte occupazionale, lo studio Ambrosetti colloca la Sicilia al primo posto in Italia per crescita dei posti di lavoro tra il 2019 e il 2024 (+5,6%), con una stima di 467 mila nuovi occupati entro il 2030 sostenuta da oltre 126 miliardi di investimenti previsti”.
Su questo fronte, il presidente Schifani ha ricordato che oltre 2,3 miliardi di euro sono stati destinati al sistema produttivo tra risorse europee, nazionali e regionali, mobilitati in gran parte attraverso Irfis, trasformata in istituzione finanziaria dello sviluppo della Sicilia con misure come Ripresa Sicilia (202 progetti per 340 milioni) e Fare Impresa in Sicilia (1.087 domande per oltre 204 milioni).
Gli investimenti
E ancora, il governatore parla della riforma della Commissione tecnico-specialistica per le autorizzazioni ambientali, “che ha consentito il rilascio di 4 mila pareri: corrispondenti a investimenti superiori a 110 miliardi di euro. Sullo stesso fronte, la Regione ha investito oltre 280 milioni di euro per il recupero di pozzi e sorgenti, la manutenzione delle reti idriche e la riduzione delle perdite, con un recupero di oltre 2.300 litri d’acqua al secondo, riportando la dissalazione al centro della politica regionale grazie alla riattivazione degli impianti di Gela, Porto Empedocle e Trapani e all’avvio del percorso per nuovi impianti nell’area metropolitana di Palermo, oltre agli interventi sulle dighe e al rifacimento della rete idrica di Agrigento, finanziato dalla Regione con 30 milioni di euro”.
Poi i fondi del programma Fesr 2014-2020, “i primi risultati” del nuovo Accordo per la coesione, il Piano regionale dei rifiuti, lo “sblocco” della realizzazione dei termovalorizzatori, e il via alle assunzioni “dopo oltre vent’anni di blocco del turn over: grazie all’accordo raggiunto con il Governo nazionale nel 2023, oltre 1.300 nuovi dipendenti sono già entrati in servizio e altri 2.600 saranno assunti nei prossimi anni, a cui si aggiungono altre 724 nuove assunzioni, tra funzionari e dirigenti, autorizzate dalla Ragioneria generale dello Stato proprio grazie alla ritrovata credibilità dei conti regionali. Sono stati inoltre stabilizzati circa 1.800 lavoratori ex Pip e circa 250 ex Asu dei Beni culturali, mentre si è investito su formazione, digitalizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi, riducendo i tempi delle autorizzazioni”.
Spazio anche a turismo, “destagionalizzazione dei flussi” e investimenti per le Terme di Sciacca e Acireale.
La questione morale
Infine, un passaggio sulla questione morale: “Il mio governo ha sempre tenuto una linea improntata al rigore e alla trasparenza. Non ho esitato ad assumere decisioni immediate e anche politicamente difficili quando le circostanze lo hanno reso necessario”. Ma ci sono, ha ricordato Schifani, anche situazioni che attengono alla sfera delle responsabilità personali e che non possono essere estese a un governo o alla maggioranza che lo sostiene, così come ci sono casi che suscitano grande clamore mediatico, ma che poi si concludono con assoluzioni o archiviazioni: “Un monito che dovrebbe indurre tutti alla prudenza e al rispetto delle garanzie costituzionali”.
L’opposizione attacca
“Quella illustrata oggi – afferma Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord – dal presidente Schifani non è la fotografia di una Sicilia che cresce, ma il tentativo di raccontare una realtà che i siciliani smentiscono ogni giorno con la loro vita vissuta. Dopo quattro anni di permanenza allo stato vegetativo ci saremmo aspettati una relazione verità fondata sull’elencazione dei fallimenti. Abbiamo ascoltato invece un lungo elenco di dati che nel vano tentativo di autocelebrarsi hanno invece mostrato Schifani reo confesso”.
Ismaele La Vardera e il gruppo Controcorrente sostengono che “Schifani vive nel multiverso, per lui la Sicilia funziona come se fosse la Dubai d’Europa, vede un’isola che non c’è”. “Una relazione che non guarda alla sanità e che Agenas ci dà come fanalino di coda per le liste d’attesa. Che non parla di differenziata, nonostante le due città principali sono maglia nera per la differenziata”, sostiene Controcorrente.
Bordate anche dal Movimento 5 stelle, Nuccio di Paola, coordinatore regionale, lancia la provocazione: “Questa maggioranza ha l’obbligo di ricandidarla”. Ma poco dopo arriva a mezzo stampa una frecciata anche nei confronti di Cateno De Luca, segno che continuano le fratture nel Campo largo: “Cateno De Luca? I riferimenti regionali – afferma Di Paola del M5s – del suo partito non hanno partecipato al tavolo regionale dei progressisti che ieri si è tenuto a Gela. Per ora, non sta costruendo con noi”.
Antonello Cracolici, presidente della Commissione Antimafia del Pd picchia duro: “Il governo Schifani è morto il 4 novembre, quando è stato chiesto l’arresto di Cuffaro, suo principale sponsor che ha segnato il suo governo con un’esperienza ‘nostalgia’. Non è un caso che si sia diffusa una corruzione sistemica: non c’è la percezione di un governo regionale che faccia sentire il fiato sul collo ad enti e società partecipate, per cui ognuno pensa di essere a casa propria”.
La maggioranza fa quadrato
Gli esponenti dei partiti di maggioranza fanno quadrato attorno al presidente della Regione. Carmelo Pace, capogruppo della Dc, rivendica la lealtà dei democristiani e punta il dito contro alcuni alleati, che soprattutto nel settore dell’agricoltura hanno bocciato provvedimenti cari anche all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, della Lega. Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia, rivendica i “fatti concreti” elencati da Schifani e ‘fulmina’ Controcorrente: “Se per loro la soluzione è ignorare gli investimenti su sanità, acqua, infrastrutture e occupazione, allora il problema non è la lucidità del presidente Schifani, ma la loro capacità di leggere un documento di programmazione”.
Salvo Geraci, capogruppo della Lega, non ha dubbi: “La relazione sull’attività del governo Schifani ci dà la possibilità di esprimere valutazioni sull’operato del governo e della coalizione con la quale lo sosteniamo”.
Schieramento compatto, quindi, ma la calma rischia di essere solo apparente. Perché restano le fibrillazioni e il ritorno dalla pausa estiva sarà particolarmente ‘caldo’.
LA DIRETTA
Il presidente della Regione Renato Schifani relaziona all’Ars sull’operato del governo. Appuntamento a partire dalle 15, mentre protestano i dipendenti dell’Arpa per il blocco delle assunzioni.
Il governatore riceve pieno sostegno dai capigruppo, ma ci sono tensioni e nodi da affrontare. LINK
19.50 Figuccia (Lega): “Diamo massimo impegno per garantire crescita e sviluppo”
“Ai siciliani – afferma il deputato della Lega Vincenzo Figuccia – non interessano le polemiche, né le chiacchiere. Si aspettano fatti e opportunità concrete. Per questo darò il massimo contributo per garantire crescita, lavoro e sviluppo. La parte finale della legislatura dovrà essere dedicata a provvedimenti concreti per rilanciare l’economia, creare occupazione, eliminare il precariato e sostenere le imprese. La Sicilia deve tornare a essere protagonista nel Mediterraneo, valorizzando la sua posizione strategica e le sue straordinarie vocazioni produttive. È questa la sfida che dobbiamo vincere insieme entro il 2027″.
19.40 Dipasquale (Pd): ‘In relazione Schifani nessun risultato tangibile”
“I risultati per un amministratore sono gli obiettivi raggiunti e tangibili, non quelli all’insegna del futuro”. Lo ha detto il deputato del Pd all’Ars, Nello Dipasquale, intervenendo in aula dopo la relazione del presidente della Regione, Renato Schifani, sullo stato di attuazione del programma di governo. “Lei oggi ha portato una serie di risultati che non realtà non ci sono ancora – ha aggiunto Dipasquale rivolgendosi al governatore -, a partire dai termovalorizzatori”. Il parlamentare dem si è soffermato quindi sulla questione rifiuti: “Negli ultimi dieci anni i governi di centrodestra Musumeci e Schifani avrebbero potuto realizzare i termovalorizzatori ma non ci sono riusciti, mentre si è continuato a inviare rifiuti all’estero e in discarica. Mi auguro che dietro a tutto questo ci sia soltanto incapacità politica”. Dipasquale ha poi toccato i temi economici: “Il Pil non è sinonimo di crescita economica, sono due cose diverse. La Sicilia, purtroppo, non è più ricca e le sacche di povertà sono aumentate, per non parlare della piccola e media impresa, sia artigianale che agricola e zootecnica, che vive un momento di grandissima difficoltà”.
19.35 Cracolici (Pd): “Governo Schifani morto con l’arresto di Cuffaro“
“Il governo Schifani è morto il 4 novembre, quando è stato chiesto l’arresto di Cuffaro, suo principale sponsor che ha segnato il suo governo con un’esperienza ‘nostalgia’. Non è un caso che si sia diffusa una corruzione sistemica: non c’è la percezione di un governo regionale che faccia sentire il fiato sul collo ad enti e società partecipate, per cui ognuno pensa di essere a casa propria. Questo governo sta galleggiando. La relazione del presidente della Regione fatta oggi in aula all’Ars è un semplice atto di esistenza in vita, ma Schifani non è più in grado di offrire una visione. I faccendieri sono tornati a frequentare i corridoi e gli assessorati di questa Regione”.
Lo ha detto il deputato Pd Antonello Cracolici, intervenendo all’Ars dopo l’intervento del presidente della Regione sull’attuazione del programma di governo. “La maggioranza dei siciliani ha un giudizio chiaro sull’azione del governo Schifani: questo è un governo inefficiente, incapace, e soprattutto sta aggravando la situazione morale e i processi corruttivi in tante parti dell’amministrazione regionale”, ha concluso.
19.20 Pellegrino (FI), ‘Schifani parla di fatti, gli altri fanno proclami’
“La lunga relazione del presidente Schifani, che ha restituito all’Assemblea Regionale Siciliana numeri e fatti concreti, evidentemente ha messo in difficoltà chi vive solo di proclami e ricerca di like compulsivi. Forse per questo i deputati di Controcorrente, invece di confrontarsi sul merito dei dati, preferiscono ricorrere a metafore da baraccone. Ma i numeri non sono opinioni: la Sicilia cresce più del resto d’Italia, il PIL aumenta, l’occupazione sale, i conti sono risanati, il rating migliorato, gli investimenti tornano. Questa è la realtà del qui ed ora, non un multiverso”. Lo dice Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana “Tanto costoro non hanno argomenti, che è emblematico il gioco di parole sulla raccolta differenziata. Controcorrente dice che non se ne parla nella relazione, dimenticando che vi è una ampia parte dedicata al ciclo dei rifiuti, al nuovo Piano regionale e alla realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania. Forse non hanno letto o forse sperano che i siciliani non leggano. Ma la verità è un’altra: farebbero meglio a tacere invece di arrampicarsi sugli specchi.- prosegue – Se per loro la soluzione è ignorare gli investimenti su sanità, acqua, infrastrutture e occupazione, allora il problema non è la lucidità del presidente Schifani, ma la loro capacità di leggere un documento di programmazione”.
18.40 Geraci (Lega): “La Regione viaggia a velocità sostenuta”
PALERMO – “La relazione sull’attività del governo Schifani ci dà la possibilità di esprimere valutazioni sull’operato del governo e della coalizione con la quale lo sosteniamo. Sotto gli occhi di tutti ci sono i dati macroeconomici: in 4 anni la Sicilia ha registrato incrementi del Pil che hanno raggiunto cifre vicine al 19%, con un trend che conferma che la regione è tra quelle che più crescono nell’intera nazione. E’ cambiato in questi anni il paradigma che vedeva l’austerità fine a se stessa, con azioni precise che hanno portato alla sicurezza nei conti pubblici della Regione ed alla possibilità di utilizzare le risorse degli avanzi, sempre più crescenti, per sostenere l’economia, le imprese e l’occupazione. Oggi siamo una regione che viaggia a velocità sostenuta, con tendenza vicina alle aree del continente europee che crescono di più in termini di Pil. La Sicilia è diventata l’isola più attrattiva d’Europa. Lo dimostrano gli investimenti commerciali e il turismo. Oggi si guarda alla Sicilia come meta per realizzare un progetto e per accrescere la competitività. Siamo sulla strada giusta e questo processo non va interrotto. I nostri figli presto potranno avere parole di orgoglio per la terra in cui vivono”. Lo afferma Salvo Geraci, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana.
18.32 seduta sospesa
18.30 Di Paola (M5s): “Questa maggioranza ha l’obbligo di ricandidarla”
Inizia con una provocazione, il coordinatore regionale del M5s Nuccio di Paola. “Dopo la relazione di oggi questa maggioranza ha l’obbligo di ricandidarla, senza accettare alcun ruolo al Csm e ci auguriamo che porti a termine questa legislatura”.
18.20 Pace (Dc): “Noi sempre corretti”
Carmelo Pace: “Spero che la riforma dei consorzi di bonifica possa essere esitata positivamente. La posizione politica del mio partito è stata ed è chiara, sempre riconoscibile, coerente, perché non ci siamo mai spostati di un millimetro. Alla Democrazia cristiana è stato applicato un trattamento che ad altri non è stato applicato. Puntando il dito ai “colleghi di maggioranza che facevano sermoni contro la democrazia cristiana, noi rispondiamo col silenzio, siamo abituati ad andare in chiesa solo per pregare. L’opposizione si prepara alla campagna elettorale dipingendo una Sicilia nel modo in cui non è”.
18.00 Controcorrente e La Vardera su Schifani: “Vive nel multiverso. Per lui la Sicilia funziona come se fosse la Dubai d’Europa. Chiaramente non è più lucido, vede un’Isola che non c’è”
“Abbiamo sentito una relazione di Schifani lunga e che parla di una Sicilia che non esiste. Oggi abbiamo avuto l’impressione che Schifani è un Peter Pan, uno che vive in un’Isola che appunto non c’è. Ha toccato punti critici e ci ha trattato proprio come i bimbi sperduti, gente pronta a credere ad ogni sua parola. Ma la verità è un’altra, per questo abbiamo portato in aula non parole come ha fatto lui ma dati e fatti che hanno smontato punto per punto. Chiaramente il presidente non è lucido, perché uno che dice che la Sicilia va a gonfie vele vuol dire solo che non ha più il giusto distacco tra la sua poltrona e la realtà che vivono tutti i siciliani quotidianamente. Una relazione che non guarda alla sanità e che Agenas ci dà come fanalino di coda per le liste d’attesa. Che non parla di differenziata, nonostante le due città principali sono maglia nera per la differenziata. Non ha neanche ricordato a questo Parlamento che un’altro dei suoi si è dimesso perché agli arresti domiciliari e non ha neanche detto che il Sole24Ore dice che la Sicilia è in fondo per qualità di vita. Ma per lui va tutto benissimo e questo è il dato veramente preoccupante e che ci fa capire che il suo governo è al capolinea. Uno che non è lucido non può fare altro che dimettersi perché qui c’è di mezzo il futuro di tutti i siciliani, che non meritano di essere presi in giro da un presidente così”.
Lo affermano i deputati regionali Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro del gruppo Controcorrente.
17.50 De Luca (M5S): “La Sicilia funziona solo nella relazione di Schifani, in realtà è un disastro”
“Nessuna riforma, sanità al collasso e infrastrutture in crisi: la Sicilia funziona solo nella relazione di Schifani, in realtà è un disastro”.
È questo, in sintesi, il commento del capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, alla relazione presentata oggi dal presidente della Regione all’Assemblea regionale siciliana.
“Quella ascoltata oggi in Aula – ha detto De Luca – non è stata la relazione sullo stato di attuazione del programma di governo, ma il racconto di una Sicilia che esiste soltanto nella narrazione del presidente Schifani. La realtà che vivono ogni giorno i siciliani è ben diversa, con un governo incapace di dare risposte concrete”.
“Se davvero il quadro descritto dal presidente corrispondesse alla realtà – ha aggiunto De Luca – il centrodestra dovrebbe ricandidarlo senza esitazioni per un secondo mandato. Saranno poi i siciliani a decidere se questa è davvero l’isola che vivono ogni giorno e si regoleranno di conseguenza”.
“In quasi quattro anni – ha affermato il capogruppo M5S – il governo non ha saputo varare una sola riforma strutturale. Non per mancanza di tempo, ma per colpa di una maggioranza tenuta insieme dalla somma dei voti e non da una visione condivisa della Sicilia. Lo dimostra anche il rinvio delle variazioni di bilancio, deciso perché il governo temeva di non reggere il confronto in Aula”.
17.45 Barbagallo, “liste attesa sanità infinite e Schifani le liquida in 2 righe”
“Il bollettino Agenas sulle liste d’attesa pubblicato oggi ci consegna il solito quadro a tinte fosche per la Sicilia che era e resta il fanalino di coda tra le regioni italiane. Non siamo tra le regioni che attuano buone pratiche, come il Piemonte o la Toscana, non siamo tra quelle che recuperano posizioni. La Sicilia è tra le pochissime con un trend negativo, in controtendenza rispetto alla media nazionale. Questi dati, ancora una volta negativi, testimoniano che le misure del governo regionale non sono servite, come ad esempio il potenziamento del SovraCUP ritenuto insufficiente anche dalla Corte dei conti”. Lo dicono il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo e Antonella Russo, componente della segreteria regionale con delega alla Sanità. “Appena un paio di righe, su un tema così spinoso come le liste da parte di Schifani – aggiunge Barbagallo – nella sua relazione all’Ars, sono la testimonianza del fallimento suo e del suo governo in tema di servizi sanitari. Il Pd continuerà a vigilare e denunciare – conclude- le storture di una sanità che in Sicilia continua ad essere distante dai siciliani e dalle siciliane”.
17.40 “Sinistra italiana-Avs, da Schifani accozzaglia di bugie”
“Un’accozzaglia di bugie è l’unico modo in cui può essere definita la relazione di Schifani all’Ars sull’operato del governo regionale. Bugie che diventano paradossali quando Schifani, a capo di una maggioranza di indagati e arrestati, parla di una maggiore credibilità istituzionale della Sicilia. La nostra isola è stata lasciata da questo governo senz’acqua, senza sanità e lavoro, sommersa dai rifiuti e in balia dei cambiamenti climatici: Schifani racconti la verità invece di aprire la sua personale campagna elettorale con una falsissima propaganda”. Lo dicono Pierpaolo Montalto, segretario regionale Sinistra Italiana Sicilia-AVS, e Fabio Giambrone portavoce regionale Europa Verde Sicilia-AVS
17.30 C. De Luca, ‘da Schifani ci saremmo aspettati relazione su fallimenti’
“Quella illustrata oggi dal presidente Schifani non è la fotografia di una Sicilia che cresce, ma il tentativo di raccontare una realtà che i siciliani smentiscono ogni giorno con la loro vita vissuta. Dopo quattro anni di permanenza allo stato vegetativo ci saremmo aspettati una relazione verità fondata sull’elencazione dei fallimenti. Abbiamo ascoltato invece un lungo elenco di dati che nel vano tentativo di autocelebrarsi hanno invece mostrato Schifani reo confesso”. Lo ha detto il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, intervenendo all’Assemblea Regionale Siciliana dopo la relazione del presidente della Regione.
“Schifani ha evitato di affrontare i temi più scomodi: dalla non attuazione della maggior parte delle leggi approvate dall’Ars alla mancata attuazione della Super Zes siciliana, nata grazie a un nostro intervento nell’ ultima legge di stabilità. Nessun riferimento alle numerose norme rimaste nei cassetti del suo governo, così come nessuna risposta agli atti di indirizzo votati dal Parlamento. Ha persino ignorato il dovere istituzionale di chiedere scusa per aver violato per quattro anni l’obbligo di presentare annualmente questa relazione” ha aggiunto.
17.10 Durissimo intervento di Ismaele La Vardera, che ha criticato il governatore Schifani e la sua maggioranza aspramente, parlando dell’emergenza idrica attualmente in corso non solo ad Agrigento, della questione morale, con il “record” degli arrestati in Forza Italia.
17.03 Schifani: “Ho ritenuto giusto reintegrare quel partito nella compagine di governo, ritengo che la coerenza imponga non soltanto di assumere decisioni quanto sono necessarie, ma anche di saperle riconsiderare quando mutano i presupposti che le avevano motivate. Ho ritenuto doveroso applicare il principio sancito dalla Costituzione, secondo cui l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, è un principio che rappresenta uno dei pilastri dello Stato di diritto e che vale per ogni cittadino senza eccezioni, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, auspico che l’assessore possa dimostrare al più presto la propria estraneità ai fatti quanto alle vicende che riguardano i singoli deputati essi appartengono alla sfera della responsabilità penale personale, che la nostra costituzione considera individuare e non possono essere automaticamente estese all’azione di governo della maggioranza che la sostiene. Del resto la storia repubblicana è ricca di vicende che hanno coinvolto esponenti politici di ogni schieramento, anche titolari di importanti incarichi di governo, sottoposti a indagini, che hanno avuto enorme risonanza mediatica, che a distanza di anni si sono concluse con archiviazione o assoluzioni: è un monito che dovrebbe indurre tutti alla prudenza nei giudizi e a rispetto delle garanzie costituzionali. Anche la Sicilia conosce la vicenda emblematica, un presidente e la Regione fu costretto a lasciare anticipatamente il proprio incarico sotto il peso di accuse che sembravano definitive nell’opinione pubblica e che soltanto molti anni dopo si conclusero con una piena assoluzione. Ma c’è anche il caso di un ex vice presidente di questo parlamento, oggi deputato europeo, persona che stimo, che dopo anni di indagine per corruzione è stato assolto con formula piena”.
17.00 La questione morale
Sulla questione morale, ha detto il presidente Schifani, “il mio governo ha sempre tenuto una linea improntata al rigore, alla trasparenza e al rispetto delle istituzioni. Quando le circostanze lo hanno reso necessario, non ho esitato ad assumere decisioni immediate e anche politicamente difficili”. “È accaduto con la revoca dei due assessori espressione della Nuova Dc, un partito alleato che aveva contribuito alla vittoria della coalizione di centrodestra. In quella fase, il quadro accusatorio delineato dagli inquirenti appariva tale da prospettare un coinvolgimento sistemico che sembrava investire l’intero partito. Successivamente – ha aggiunto – l’evoluzione delle stesse indagini ha circoscritto le 43 contestazioni alla posizione di un singolo esponente e per un singolo episodio delittuoso. Venute meno quelle ragioni che avevano determinato la mia scelta, ho ritenuto giusto reintegrare quel partito nella compagine di governo. Ritengo che la coerenza imponga non soltanto di assumere decisioni quando sono necessarie, ma anche di saperle riconsiderare quando mutano i presupposti che le avevano motivate. Lo stesso principio ha ispirato il comportamento tenuto nei confronti di un altro assessore. Ho ritenuto doveroso applicare il principio sancito dall’articolo 27, secondo comma, della Costituzione, secondo cui l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Per il governatore “è un principio che rappresenta uno dei pilastri dello Stato di diritto e che vale per ogni cittadino, senza eccezioni” e “nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, auspico che l’assessore possa dimostrare al più presto la propria estraneità ai fatti contestati”.
16.55 “Un nuovo modello Sicilia”
Schifani: “Esistono riforme che non passano necessariamente da un’aula parlamentare, che proprio per questo rischiano talvolta di essere meno visibili: sono le riforme costruite attraverso scelte amministrative, investimenti strategici, una nuova capacità di programmare, di realizzare opere che per decenni sono rimaste soltanto sulla carta. Anche questa è un’azione riformatrice, anzi è quella che più incide sulla qualità della vita dei cittadini, quella che considera veramente strategica la vera chiave del nuovo modello Sicilia, capace di attrarre investimenti. C’è stata la riforma della commissione tecnico-specialistica, la commissione per il rilascio delle autorizzazioni ambientali, abbiamo semplificato le regole.
16.37 Schifani: “Queste risorse stanno sostenendo alcune delle più importanti sfide strategiche della Sicilia: 5 miliardi di euro di investimenti per il nuovo polo STM di Catania, con 300 milioni di contributo regionale e 615 milioni complessivamente destinati al programma Step sulle tecnologie strategiche, portando così la Sicilia a essere la prima regione europea. Per il completamento del ciclo dei rifiuti stanziati 800 milioni di euro per la realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania e ancora 230 milioni di risorse europee sbloccate per il settore idrico con interventi su reti, depurazione e invasi oltre i tre dissalatori già operativi, 345 milioni di euro per il rinnovo della flotta ferroviaria regionale con nuovi treni elettrici e bimodali, oltre al nuovo traghetto della Regione destinato ai collegamenti con le isole minori e stiamo lavorando per poterci assicurare una vera indipendenza per la mobilità dalle isole minori”.
16.25 Schifani: “Sappiamo bene che il lavoro non è concluso, la differenza però è che oggi la Sicilia dispone finalmente di ordine e una direzione di marcia chiara. Il risanamento finanziario non rappresenta il punto di arrivo della nostra azione di governo, è il presupposto che ha reso possibile gli investimenti e le politiche di sviluppo. Accanto ai risultati sul risanamento finanziario c’è un altro dato che misura la credibilità riconquistata, la capacità di programmare e utilizzare le risorse europee nazionali, è stato chiuso integralmente il programma first 2014 2020 certificando quasi 3 miliardi e mezzo di euro di fondi europei e recuperando ritardi che mettevano a rischio la perdita delle risorse con il nuovo accordo che assegna alla Sicilia oltre 4 miliardi di euro. In pochi mesi abbiamo già raggiunto 744 milioni di impegno, 278 milioni di pagamenti e oltre 150 interventi in attuazione confermando la capacità della Regione di trasformare rapidamente le risorse in cantieri ed investimenti”.
16.18 Schifani: “La Regione registra un avanzo di amministrazione superiore al 5 miliardi di euro, nel rendiconto del 2024 si è chiuso con un avanzo di oltre 2 miliardi e il 2025 beneficia anche della cancellazione del fondo di anticipazione. Parallelamente le entrate tributarie sono cresciute di circa 5 miliardi di euro in tre anni, senza aumentare la pressione fiscale. Non si tratta soltanto di numeri, significa avere recuperato piena capacità di programmazione, poter investire con maggiore forza in infrastrutture, sanità, politiche sociali ed enti locali e consegnare ai siciliani una Regione più solida di quella che abbiamo ereditato. Questa ritrovata solidità è stata riconosciuta anche dalle principali agenzie internazionali di rating. I risultati confermano che questa strategia ha funzionante. La Sicilia è cresciuta più del resto d’Italia. Il Pil è aumentato del 2,1% del 2023″
16.15 “Sincero ringraziamento a Galvagno”
Schifani: “Abbiamo affrontato questa sfida senza scorciatoie, un riequilibrio dei conti non è stato per noi un esercizio di ragioneria, ma la condizione indispensabile per restituire alla Sicilia la capacità di programmare, investire e decidere il proprio futuro. Abbiamo scelto la strada del rigore, del dialogo costituzionale con il governo nazionale, con la Corte dei conti e anche della responsabilità amministrativa, trasformando il risanamento in uno strumento di sviluppo e non di mera austerità. I risultati oggi sono concreti, uno che considero particolarmente significativo riguarda il ritorno a una piena normalità nella programmazione finanziaria della Regione per tre anni consecutivi. La legge di stabilità e il bilancio sono stati approvati entro i termini previsti evitando il ricorso all’esercizio provvisorio e consentendo di poter contare fin dall’inizio dell’anno su risorse certe e strumenti pienamente operativi. Non si tratta soltanto di un dato tecnico, ma di una scelta che migliora la qualità dell’azione amministrativa, rafforza la capacità di programmazione e rende più efficaci gli investimenti e ogni intervento pubblico. Per questo desidero rivolgere un sincero ringraziamento a nome personale edell’intero governo al presidente dell’assemblea regionale Gaetano Galvagno, che ha saputo garantire una condizione dell’Aula improntata ad autorevolezza, equilibrio, responsabilità istituzionale e rispetto dei tempi, contribuendo a raggiungimento di un risultato importante per l’intera Sicilia”.
16.13 “Regione più solida”
Schifani: “Abbiamo una regione con più solidità, maggiore affidabilità istituzionale, una più forte capacità di attrarre investimenti e una programmazione delle risorse europee nazionali finalmente orientate alla realizzazione delle opere. È su questi risultati che desidero confrontarmi con il Parlamento, nella convinzione che la Sicilia abbia imboccato una strada diversa, fondata sulla responsabilità, sulla programmazione e sulla volontà di competere alla pari con le altre grandi realtà del Paese. Se dovessi individuare il risultato che ha reso possibili tutti gli altri, indicherei senza esitazione il risanamento della finanza regionale: quando ci siamo insediati, abbiamo trovato una Regione che aveva avviato un percorso di risanamento e una credibilità finanziaria indebolita nei confronti dello Stato, dei mercati e degli investitori”.
16.10 “Strategia funzionante”
Schifani continua sulle cose fatte: “Il risanamento della finanza, la riforma del ciclo dei rifiuti con il completamento della rete impiantistica e la scelta dei termovalorizzatori, gli investimenti strutturali per superare la crisi idrica, il riordino della macchina amministrativa, la semplificazione delle procedure e il rilancio della capacità della Sicilia di attrarre investimenti, Naturalmente nessuno può sostenere che tutti i problemi siano stati risolti, restano criticità, servizi da migliorare, infrastrutture da completare e riforme da portare a termine, ma sarebbe altrettanto ingiusto non riconoscere quanto la Sicilia sia cambiata”.
16.05 “Il risanamento della finanza regionale”
“Abbiamo amministrato una Sicilia che si confrontava con alcune criticità ereditate nel tempo, tra cui fragilità finanziaria, ritardi amministrativi, opere da completare. Una realtà che chiedeva un rinnovato e corale impegno per rafforzare la capacità delle istituzioni di programmare gli interventi e guardare con fiducia al futuro. Il percorso di risanamento dei conti pubblici già avviato dal precedente governo Musumeci è stato da noi consolidato e portato avanti con determinazione, rafforzando la stabilità finanziaria della regione e creando le condizioni per una programmazione più solida ed efficace; a questo scenario si sono aggiunte nuove sfide, la crisi energetica, l’inflazione, la più grave emergenza degli ultimi decenni, gli effetti dei cambiamenti climatici, le tensioni internazionali che hanno hanno inciso anche sulla nostra economia”.
16.00 Inizia la relazione di Schifani: “Considero questo passaggio non un semplice adempimento previsto alla legge, è uno dei momenti più alti della vita democratica della nostra Regione, perché consente di misurare un’azione di governo non attraverso gli annunci, ma attraverso i risultati. In questi anni abbiamo amministrato una Sicilia che si confrontava con alcune criticità ereditate nel tempo, tra cui fragilità finanziaria, ritardi amministrativi, opere da completare”
15.55 Schifani: “Ci siamo dichiarati disponibili quando l’assessore Aricò mi ha contattato perché vi era un tumulto in Aula. Confemo che ascolterò, dopo la relazione, tutti gli interventi”
15.50 Presiede Gaetano Galvagno
15.30 Pellegrino (FI): “Annuncio di De Luca pieno di molto fumo”
“L’ennesimo annuncio trionfalistico di Cateno De Luca è, come sempre, pieno di molto fumo e poco arrosto – dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana -. Quanto avvenuto oggi in Prima Commissione è soltanto il risultato della convocazione concomitante di molte commissioni, che ha determinato la momentanea assenza di alcuni componenti della maggioranza. Attribuire a questo voto un significato politico significa non avere alcun argomento per spiegare, nel merito, quale sia la motivazione della bocciatura del DEFR”.
“E infatti non ci aspettiamo che né gli esponenti di Sud chiama Nord né gli altri esponenti dell’opposizione possano mai dare alcuna spiegazione di tale scelta. Una scelta che è soltanto la prova di una miopia politica e istituzionale che non riesce a guardare al contenuto delle proposte che vengono dal governo per continuare a sostenere l’economia della Sicilia, dando sempre maggiori e migliori servizi ai cittadini, alle famiglie e alle imprese”, conclude.
15.05 Giambona (Pd): “Schifani dice di avere ricompattato ma alla prima votazione va sotto sul Defr”.
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“La bocciatura del Documento di economia e finanza regionale in Prima Commissione certifica una realtà ormai sotto gli occhi di tutti: la maggioranza che sostiene il governo Schifani è spaccata e non è più in grado di garantire nemmeno l’approvazione degli atti fondamentali per la programmazione economica della Sicilia”. Così il vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, Mario Giambona.
“Quanto accaduto oggi è l’ennesima dimostrazione di una legislatura paralizzata da assenze ormai croniche e, per certi versi, strategiche, che impediscono all’Assemblea di svolgere con continuità il proprio lavoro – continua -. Mentre la Sicilia affronta emergenze su più fronti, dalla sanità agli incendi, dalla crisi degli enti locali alle difficoltà delle imprese e delle famiglie, il centrodestra continua a consumare le proprie divisioni interne”.
15.00 Inizia la capigruppo per coordinare i lavori d’aula, subito dopo parlerà il presidente della Regione Renato Schifani




