PALERMO – Un seggio in più per il Mpa, uno in meno per la Dc. L’ultimo round giudiziario sul contesissimo scranno da deputato regionale assegnato a Sud chiama nord per la provincia di Catania si porta dietro, infatti, un cambio di equilibri interni nella maggioranza di centrodestra.
L’eterna lotta Mpa-Dc
La vittoria di Santo Primavera su Salvo Giuffrida per lo scranno che un tempo fu di Davide Vasta si trasforma anche in una piccola rivalsa del Movimento per l’autonomia sugli amici-nemici della Democrazia cristiana. Sullo sfondo c’è l’eterna lotta tra i rispettivi big, Raffaele Lombardo e Totò Cuffaro.

Ars, c’è la data della ripresa
Primavera, che è anche consigliere comunale a Giarre, subito dopo il verdetto della Cassazione che gli ha riaperto le porte di Palazzo dei Normanni, ha annunciato l’intenzione di rientrare in quella che fu la sua casa politica di un tempo, il Movimento per l’autonomia. Un passaggio che si formalizzerà alla ripresa dei lavori del Parlamento siciliano, prevista per martedì 13 gennaio.
I vasi comunicanti nel centrodestra
Un deputato in più per il Mpa, uno in meno per la Dc, partito che aveva accolto nelle sue file Giuffrida. I democristiani scenderanno quindi a quota sei deputati, mentre gli autonomisti aumenteranno il loro peso specifico a Sala d’Ercole salendo a cinque. Nulla cambia nella coalizione che sostiene Schifani per il principio dei vasi comunicanti all’interno del centrodestra ma il nuovo assetto darà maggiore forza a Lombardo nelle dinamiche interne di coalizione.

