"Chiudere, di fatto, per motivi economici, la prima emittente siciliana per ascolti e privare l’intera regione di una fetta importante dell’informazione locale di qualità, pone pesanti interrogativi non solo sul futuro del sistema radiotelevisivo in generale ma anche sulla tenuta e sul futuro delle aziende che fanno capo alla famiglia Ciancio e di cui anche il giornale fa parte".