Basile presenta il suo corto:| “Sacro e profano di San Berillo”

Basile presenta il suo corto:| “Sacro e profano di San Berillo”

Basile presenta il suo corto:| “Sacro e profano di San Berillo”

Questo oggi nel foyer del teatro Massimo Bellini presentato il cortometraggio ”Architettura proibita. San Berillo si riveste di bellezza”, diretto dall’architetto Renato Basile. Un progetto nato in collaborazione con l’assessorato al Decoro Urbano e le scuole di Catania.

al teatro bellini
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CATANIA. Un progetto volto a ridare il giusto colore ad una bellezza sbiadita, quella di San Berillo. E’ l’idea dalla quale ha preso vita il cortometraggio dal titolo ”Archittettura proibita. San Berillo si riveste di bellezza”, diretto da Renato Basile. La pellicola è realizzata in collaborazione con l’assessorato alle Decoro urbano del comune, del museo Reba e con il coinvolgimento di diversi istituti scolastici. Il tema del corto racconta di iniziative di riqualificazione territoriale attraverso progetti di arte e architettura realizzati dalla gente del posto e dai bambini. A presentarlo quest’oggi nel foyer del teatro Massimo Bellini il regista del corto assieme all’assessore al Salvo Di Salvo, ad alcuni dei protagonisti e ai piccoli allievi della Diaz.

Il corto, dunque, punta i riflettori sulla bellezza dimenticata di San Berillo e non sulle sue piaghe o sul suo degrado. “E’ un viaggio tra sacro e profano, – racconta l’architetto e regista Basile – alla ricerca della bellezza non solo architettonica, ma soprattutto spirituale, di valori e di tradizioni. Abbiamo preso come punto l’isola di Ortigia dove ho vissuto per un periodo per studiare architettura. Al mio ritorno a Catania nel 2009 ho riscoperto in San Berillo proprio le bellezze siracusane, per tale ragione ho deciso di vivere a due passi dal quartiere. In questo corto raccontiamo San Berillo attraverso gli occhi dei bambini e di chi ci vive e dei vari artisti della musica”. La pellicola vanta la partecipazione straordinaria di numerosi big della musica, fra cui Carmen Consoli, Giovanni Caccamo e Luca Madonia. “E’ un progetto di grande valenza educativa – spiega la dirigente dell’istituto comprensivo Diaz -. Per i bambini che hanno contribuito al recupero di questo patrimonio è stata un’esperienza straordinaria”.

Ma la realizzazione del corto intende sdoganare una volta per tutte l’immagine dell’ex quartiere a luci rosse, sempre associato al fenomeno della prostituzione. Un film, dunque, diverso dagli altri realizzati finora. “In questo cortometraggio – prosegue Basile – non si parlerà assolutamente di prostituzione, si toccheranno altri temi, è uno sguardo alla bellezza. Bisogna finalmente guardare al quartiere sorridendo e mettendo in risalto i suoi lati positivi”. Proiettato già al padiglione Sicilia all’Expo, il corto verrà proiettato per la prima volta a Catania domani sera al cinema Lo po’ in occasione dell’anteprima del film “La bugia bianca”, di Giovanni Virgilio. Poi l’8 novembre le proiezioni seguiranno al Museo Reba. Nella stessa giornata nella piazza Goliarda Sapienza con la collaborazione dell’associazione Panvision, del laboratorio artigianale ‘Sa di Sapone’ e di altre associazioni verrà organizzata un’iniziativa di giochi in cortile. Un evento che coinvolgerà ancora una volta bambini e cittadini, finalizzato a far riscoprire antichi giochi e il quartiere “segreto” a ancora molti catanesi. “ Dopo le varie presentazioni a Catania, Siracusa e Ragusa – conclude Basile – porteremo nelle scuole il cortometraggio e ne daremo visione proprio per far capire ai bambini quanto sia importante il concetto della sinergia, della condivisione e del recupero dei patrimoni”.

Entusiasta per la realizzazione del cortometraggio l’assessore al Decoro urbano Di Salvo. “Da assessore all’urbanistica lo dico con grade orgoglio, Basile ha fatto molto per San berillo, la sua creatività è inesauribile. Il museo Reba rappresenta una risorsa fondamentale per questo quartiere. Credo che la città possa rinascere grazie alla partecipazione di tutti. Grazie ai ragazzi questo processo difficile e di riqualificazione, che non coincide solo con urbanizzazione , è il risultato di una volontà espressa da più parti di una vera rigenerazione sociale. Parte dal territorio per diventare qualcosa che investirà tutti. Ammetto che non conoscevo San berillo – continua Di Salvo – prima che diventassi assessore, sono stati i ragazzi un giorno ad invitarmi a visitare il quartiere e li ho avuto modo di conoscere le gente che vive lì, tante donne le quali vogliono mettersi in gioco per dare un nuovo volto a quei luoghi. L’ex quartiere a luci rosse oggi è una nuova realtà che sta cambiando”.

E infine l’assessore parla del futuro del quartiere e delle idee in programma dall’amministrazione comunale. ”Ci saranno – prosegue – altre iniziative a San berillo per ridare giusta luce a questo quartiere. Lo immagino come un’area in cui non è previsto il transito delle auto affinché si conservi la sua identità e il tutto il patrimonio architettonico risalente al ‘700 e ‘800. Sarà un luogo in cui sviluppare attività come aree residenziali, con sedi universitarie, aree commerciali per artigiani e artisti, laboratori. Insomma, senza chiasso ma solo colori nel segno della multidisciplinarietà”.

Parole, quelle dell’assessore, che rimbombano e non placano la polemica scoppiata in questi giorni tra Comune e comitato di San Berillo. La chiusura delle strade del quartiere popolare non è affatto piaciuta al comitato il quale teme che l’idea di chiusura al traffico possa isolare ulteriormente San Berillo. O meglio: il comitato si dice contrario alla chiusura ai pedoni di due vie pubbliche cittadine, la Via Carramba e la Via De Pasquale come risulta evidente dalla determina dirigenziale. Di seguito la nota inviata.

“Non siamo a Gerusalemme est né a Beirut, siamo a Catania, l’unica città d’Italia dove si è sperimentata la prima fabbrica del decoro. Con determina dirigenziale n 577 del 15 settembre, su indicazione dell’assessore all’urbanistica e al decoro Salvo di Salvo, si ordina la chiusura al passaggio pedonale la Via Carramba e la via De Pasquale a San Berillo. In seguito e in via del tutto casuale alcuni rappresentanti del Comitato Cittadini attivi San Berillo vengono messi a conoscenza, dai dirigenti dell’assessorato, che negli accessi alle due strade in questione verranno installate reti elettrosaldate che occluderanno totalmente l’accesso delle persone. Strana idea di decoro quello di chiudere completamente due vie pubbliche di Catania.

Il Comitato vuole vederci chiaro e chiede: visto che l’assessorato all’urbanistica e al decoro ha sempre declamato l’impegno dell’amministrazione ad avviare interventi di recupero con la partecipazione degli abitanti aprendo tavoli di confronto con il Comitato, perché l’assessore non lo ha reso partecipe in questo caso specifico? Dove è finita la buona volontà dell’assessore di coinvolgere i cittadini e le associazioni? Perché l’assessorato non si limita a eliminare le reali situazione di pericolo per l’incolumità pubblica in alternativa alla chiusura al pubblico di due strade creando un precedente pericoloso? Tra l’apertura di famigerate vie degli artisti in collaborazione con presunti presta nomi della mafia e la chiusura di strade pubbliche non esiste una via di mezzo? Ironia della sorte vuole che il Comitato partecipi alla Fabbrica del Decoro nel quale si continua a parlare di interventi in collaborazione con le associazioni per il decoro della città . Siamo sicuri che in questo caso una effettiva e reale collaborazione tra amministrazione e associazioni sarebbe servita a molto.

In particolare Il Comitato vuole sottolineare che la chiusura delle strade in questione produrrà solo effetti di maggiore degrado, poiché si creeranno vicoli ciechi in aree disabitate. Dalla nostra esperienza infatti si può notare che li dove ci sono strade non abitate il grado di sporcizia e incuria aumenta notevolmente. Non solo ma la chiusura di via De pasquale risponde alle esigenze di chi vuole costruire delle barriere fisiche tra la Via delle Belle (ora Pizzetta Goliarda Sapienza) oggetto di interventi di abbellimento da parte dell’Accademia di Belle Arti e il resto del quartiere, nuove divisioni tra la “Catania bene e visibile” e quella che non si deve vedere. L’intervento su Via Carramba, che rappresenta una testimonianza viva di come era una volta il quartiere, è contrario all’idea di recupero del patrimonio storico architettonico che in questi mesi è stato propagandato dall’amministrazione e dallo stesso Assessore Di Salvo (vedere sotto le dichiarazioni).

Infine ma non meno importante in Via Caramba lavorano numerose sex workers che con la chiusura perderebbero il loro lavoro. Il comitato fa dell’inclusione sociale la sua bandiera e questa cosa è nota a tutti. In linea con le precedenti amministrazioni anche questa vuole far diventare San Berillo un corpo estraneo alla città , un bubbone da estirpare e come in passato si preferisce chiudere piuttosto che aprire i suoi spazi.

Pertanto il Comitato chiede di bloccare immediatamente l’ordinanza di chiusura delle due vie e propone l’apertura di un tavolo di discussione tra l’assessorato e gli abitanti e lavoratrici di via Carramba e porre sul tavolo soluzioni alternative alla chiusura delle due strade. Tra le proposte del Comitato, sentito il parere di tecnici professionisti, qui ci limitiamo a segnalare la realizzazione di una struttura metallica, dotata di parapetto antiintrusione sulle parti sommitali. Infine vogliamo ricordare all’assessore le sue dichiarazioni rese alla stampa in occasione delle diverse visite fatte in quartiere, dichiarazione che possono essere considerate di buon senso se avessero avuto un certa coerenza con gli atti amministrativi dallo stesso emanati.

 

 

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