CATANIA – L’Asp Catania chiarisce la propria posizione sul caso dei cosiddetti “bollini rossi”, intervenendo dopo le segnalazioni relative a richieste di pagamento inviate a diversi pensionati.
Il “bollino rosso” è una segnalazione generata dal Sistema Tessera Sanitaria a seguito di controlli incrociati tra dati fiscali e sanitari, basati sulle informazioni trasmesse da Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e INPS. In questi casi, per l’anno di riferimento, il diritto all’esenzione per reddito (codici E01, E02, E03, E04) non risulta confermato.
“In tale contesto – spiega l’Asp – l’Azienda sanitaria non svolge direttamente attività di verifica originaria, ma recepisce gli esiti dei controlli effettuati a livello nazionale”. Sulla base di questi dati, l’ente è quindi tenuto ad avviare le procedure amministrative previste dalla normativa.
Per quanto riguarda l’esenzione E01, questa è legata a specifici requisiti anagrafici e reddituali, validi per il periodo di riferimento, che nel caso esaminato riguarda gli anni tra il 2012 e il 2020. L’Asp sottolinea inoltre di non avere accesso ai database fiscali del Ministero dell’Economia, invitando i cittadini a rivolgersi a CAF, patronati o consulenti per verificare la propria posizione.
Sul fronte delle contestazioni, è intervenuta Federconsumatori di Catania, che parla di “probabile errore” e denuncia l’invio di numerose richieste di recupero crediti da parte dell’Agenzia delle Entrate a pensionati per prestazioni sanitarie ritenute non dovute.
Secondo il presidente provinciale Salvo Nicosia, il provvedimento sarebbe “ingiustificato e privo di legittimità”, poiché gli assistiti avevano presentato regolare autocertificazione per l’esenzione, valida dal 1° aprile al 31 marzo dell’anno successivo e basata sugli elenchi aggiornati trasmessi annualmente.
Federconsumatori ha quindi invitato l’Asp a revocare i provvedimenti di recupero crediti, dichiarando la propria disponibilità a collaborare per chiarire la vicenda.

