Assalti ai tir e furti in casa Sgominate due gang

Assalti ai tir e furti in casa|Sgominate due gang, 13 arresti

Indagini della Squadra Mobile. Diversi arresti.

CATANIA – Hanno terrorizzato in questi mesi gli autotrasportatori e i camionisti. Si sono susseguite, infatti, una serie di assalti ai tir che stavano diventando l’incubo per chi si metteva in viaggio sulle strade etnee.

La gang dei tir

Una pericolosa gang che è stata sgominata dalla Squadra Mobile di Catania a seguito di una delicata indagine. Gli arrestati sono Luca Nicolosi, detto Ciaramedda, Tommaso Savasta, detto Masi, Pietro Bonaccorsi, Francesco Puglisi, Benito Blancato e Antonino Parisi. Tutti arrestati in flagranza di reato. LE FOTO

Il pedinamento in Tangenziale

Un pedinamento avviato nella notte tra il 17 e il 18 settembre scorso ha permesso di raggiungere il brillante risultato. I poliziotti hanno inseguito due auto sospette che stavano tallonando sulla tangenziale di Catania un autoarticolato di una nota impresa del settore alimentare. I rapinatori hanno prima bloccato il tir e poi minacciando il conducente con un’arma sono saliti a bordo.

L’irruzione e l’arresto

Il camion è stato portato in un deposito della zona industriale. La Squadra Mobile di Catania nel frattempo ha circondato il perimetro del capannone e organizzato l’irruzione. Appena sono entrati i poliziotti hanno sorpreso i rapinatori intenti a scaricare il mezzo, mentre l’autista era tenuto in ‘ostaggio’. Altri agenti, intanto, hanno arrestato anche i complici che facevano da ‘ronde’ e staffette per monitorare l’arrivo di forze dell’ordine. Il monitoraggio a quanto pare però non ha funzionato. 

La banda di topi d’appartamento

Ma non è finita, gli agenti della Squadra Mobile hanno bloccato anche un altro gruppo criminale dedito ai furti in casa. Una banda che avrebbe agito anche durante il lockdown approfittando delle lunghe assenze dovute alle file ai supermercati.

Una preciso lavoro investigativo ha permesso di identificare i malviventi che avevano messo su una banda di topi d’appartamento.  Gli arrestati, a seguito di ordinanza di custodia cautelare, sono Luca Nicolosi, detto Ciaramedda, Tommaso Savasta, detto Masi, Pietro Bonaccorsi, Francesco Puglisi, Benito Blancato e Antonino Parisi.

L’ordinanza

L’esecuzione della misura cautelare è avvenuta lo scorso 17 settembre. Gli indagati sono accusati di associazione finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e detenzione illegale di armi. L’inchiesta è stata avviata lo scorso dicembre 2019 quando una serie di attività info-investigative hanno permesso alla Squadra Mobile di rintracciare l’autovettura usata dalla banda e poi identificare i malviventi del gruppo. La svolta è arrivata durante un controllo di polizia: gli indagati sono stati pizzicati con arnesi da scasso e guanti in lattice. I pedinamenti e gli accertamenti hanno fatto comprendere agli investigatori che si trovavano davanti a una vera e propria organizzazione criminale dedita ai furti. La roccaforte della banda è stata localizzata dagli inquirenti a Librino. 

Le strategie della banda

Moltissime le misure di sicurezza adottate dai criminali per eludere le indagini: macchine a noleggio per ogni colpo e cellulari citofono (‘i telefonini del lavoro’, li chiamavano). Quest’ultimi sarebbero serviti a mantenere i contatti tra i ‘topi’ e chi aveva il compito di fare da ‘palo’. 

I malviventi avevano fretta di ‘piazzare la refurtiva’ in modo da garantirsi un guadagno celere da versare nella ‘cassa comune’. Ma a rovinare i piani ci hanno pensati i poliziotti della Squadra Mobile che sono riusciti a recuperare diversi bottini e restituire la refurtiva ai proprietari. 

Approfittavano della fila della spesa nel lockdown per i colpi

Prima di ogni colpo la banda studiava l’obiettivo: venivano effettuati sopralluoghi, analizzate abitudini dei proprietari degli appartanti e verificati i sistemi di allarme. Il gruppo, inoltre, avrebbe operato anche durante la fase della quarantena Covid-19. Il momento migliore per agire sarebbe stato quello delle file ai supermercati durante il lockdown. 

Esplicita una delle intercettazioni: “Con questo fatto del coronavirus (…) se becchi la famiglia che deve andare a fare la spesa, tu puoi stare sicuro che nella loro casa ti puoi fare anche un chilo di pasta ed una spaghettata”.  Non sarebbe stato solo un proposito: a marzo, infatti, sono stati arrestati in flagranza alcuni componenti della banda che avevano rubato gioielli e contanti, fortunatamente recuperati e restituiti. I balordi avevano rubato anche un fucile da caccia, anche questo ritornato nelle mani del legittimo proprietario. 

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