PALERMO – La prescrizione cancella i reati e le condanne di primo grado. Sotto processo per truffa c’erano presunti assenteisti dell’assessorato regionale alla Sanità.
Le indagini risalgono al 2019 e fotografarono il “malcostume” che avrebbe coinvolto dipendenti regionali, ex Pip di Emergenza Palermo, lavoratori della società interinale Tempor assunti per un progetto da Sicilia Digitale e Resais (entrambe sono partecipate della Regione).
La moglie tradita
Tutto era iniziato dalla telefonata di una donna stanca di essere tradita dal marito. Chiamò i finanzieri e disse che il coniuge si allontanava dal posto di lavoro per incontrare l’amante.
Gli imputati non avrebbero rispettato gli orari di lavoro e si sarebbero allontanati senza permesso per sbrigare faccende private contando sulla disponibilità di qualche collega pronto a timbrare il badge al loro posto. I finanzieri del Gruppo Palermo piazzarono una telecamera nell’androne e poi controllarono i registri elettronici.
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Gli imputati
Nel 2024 in primo grado furono condannati Ivan Trevis a 3 anni e 6 mesi, Luciano Romeo 3 anni e 2 mesi, Giovanni Allegra 2 anni e 9 mesi, Giuseppe Magno 2 anni e 4 mesi, Angelo Lentini 1 anno e 6 mesi, Salvatore Gervasi 1 anno e 6 mesi, Valentina Parisi 1 anno e 5 mesi, Annamaria Chiavetta 1 anno e 2 mesi, Antonella Bua 9 mesi.
Ora la terza sezione della Corte di appello, presieduta da Fernando Sestito, ha dichiarato la prescrizione. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Michele Palazzolo, Antonio Sottosanti, Luigi Miceli, Rosario Vento, Fabrizio Biondo, Giuseppe Cannizzaro, Salvatore Modica, Claudio Alongi, Maurizio Iannello.




