(R.I.) La mancata assistenza ad anziani e disabili psichici è un’emergenza grave tanto quanto quella della Gesip e bisogna correre subito ai ripari. L’assessore alle Attività sociali del comune di Palermo, Raoul Russo, non usa mezzi termini e chiede al Consiglio di destinare al welfare il maggior gettito proveniente dalla Tarsu. Il primo cittadino, Diego Cammarata, convocherà nei prossimi giorni un tavolo tecnico ma intanto il problema rimane e i disagi per le strutture a cui è scaduta la convenzione da settembre continuano ad aggravarsi.
Assessore Russo, quanti sono gli anziani e i disabili psichici attualmente a carico del Comune?
“Ad oggi ci occupiamo di circa 250 anziani e di una cinquantina di disabili psichici, qualcosa come 300 persone in tutto. Sono così pochi, però, perché abbiamo dovuto bloccare i ricoveri che facciamo solo sulla base di eventuali sentenze del tribunale. Quando c’erano risorse stabili, si potevano fare anche dei ricoveri su indicazione dei servizi sociali, ma adesso non possiamo più”.
Quanti soldi servirebbero per garantire il servizio?
“L’anno scorso abbiamo speso quattro milioni circa per gli anziani e 1,2 per il disagio psichico. Per il disagio psichico abbiamo un contributo variabile della Regione, che però scatta solo se abbiamo dei ricoveri ma dal momento che non possiamo più sostenerli c’è una sostanziale vacatio. Nell’ultimo anno e mezzo si erano fatti dei debiti fuori bilancio ma per i reiterati solleciti della Ragioneria generale e dell’Avvocatura generale i dirigenti non hanno più potuto farli. Il problema è che questi servizi sono obbligatori per legge ma solo se ci sono i fondi: la legge 22 ti obbliga ad erogarli solo se hai i soldi in bilancio, sono subordinati alla capienza delle risorse finanziarie al contrario dell’anagrafe o dell’elettorato che invece vanno garantiti a prescindere. Detto questo, la materia è assai delicata: non è solo un problema di soldi, a volte abbiamo a che fare anche con anziani e disabili abbandonati dalle famiglie”.
Come state intervenendo?
“Il sindaco ha chiesto la convocazione di un tavolo tecnico ad hoc e a giorni ci riuniremo. Il bilancio è chiuso e ingessato, ma appena ci sarà il consuntivo del 2010 avremo gli avanzi di amministrazione e potremo intervenire. Nell’ultimo assestamento di bilancio c’erano due milioni destinati a questo servizio, ma il Consiglio lo bocciò”.
Cosa potete dire alle strutture cui è scaduta la convenzione
“Purtroppo niente. Sono personalmente e umanamente vicino a queste strutture ma finché non c’è la certezza della copertura finanziaria, non possiamo fare nulla. Parliamo di servizi fondamentali, che rappresentano, insieme alla Gesip, l’altra vera emergenza della città. Tengo a precisare, comunque, che grazie a fondi extra comunali riusciamo a garantire gli altri servizi sociali”.
Cosa chiede al consiglio comunale?
“Di destinare alle attività sociali il maggior gettito Tarsu, piuttosto che restituire 20 euro ai cittadini che non se ne fanno niente. Dobbiamo ricordarci che questa amministrazione garantisce migliaia di stipendi a soggetti che altrimenti sarebbero disoccupati, parlo di una parte di Lsu e dipendenti Gesip che erano a rischio marginalità sociale: ex detenuti, tossico-dipendenti o alcolisti. In qualche modo già facciamo un’attività sociale. Io sono anche responsabile nazionale del welfare per l’Anci, l’associazione dei comuni, e ho espresso più volte dei pareri critici nei confronti del ministro all’Economia Giulio Tremonti per i suoi tagli lineari: i tagli vanno fatti alla spesa centrale, non si può toccare il welfare”.

