PALERMO – Sono circa una quarantina, tra meccanici e autisti, gli interinali dell’Ast che, come forma di protesta contro il concorso che apre le porte a 73 nuove assunzioni, da stamattina nella rimessa dell’azienda, in via Ugo la Malfa a Palermo, hanno fermato i mezzi non idonei a poter circolare.
Tutti in servizio ininterrottamente dal 2018 a oggi, con contratti spesso rinnovati di mese in mese tramite agenzie di lavoro interinale.
Martedì scorso la commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, con una risoluzione approvata all’unanimità, ha chiesto all’Ast di revocare l’avviso di selezione ma “ad oggi – spiegano tre lavoratori che preferiscono restare anonimi, espressione della Cisl e della Uil – il presidente dell’Ast non lo ha ritirato. Genovese ha detto di essere pronto a fermarlo ma di non avere ricevuto disposizioni dal governo”, aggiungono.
“Ieri sera – riferiscono ancora i lavoratori – il presidente dell’azienda avrebbe smentito il blocco del concorso, sostenendo di essere in attesa del benestare politico”. Una situazione che ha alimentato incertezza tra gli interinali.
“Come se non bastasse – proseguono – l’Ast ha pubblicato una manifestazione di interesse destinata ai consorzi per i mezzi a noleggio, che dà la possibilità agli stessi autisti di fare i biglietti a bordo. Temiamo che così facendo non avremo più senso di esistere”.
I lavoratori: “Dopo otto anni non ci è stata riconosciuto alcun punteggio”
“Dopo 8 anni di lavoro non ci è stato riconosciuto alcun punteggio o alcuna premialità, come se non avessimo lavorato per quest’azienda – dicono in coro – Abbiamo coperto tratte come Palermo-Capaci, Montevago e Palazzo Adriano. Abbiamo garantito le corse ogni giorno, facendo sacrifici per non lasciare nessuno a piedi”.
La selezione scade giorno 2 marzo. “Se non è possibile ritirare il bando, quantomeno chiediamo di inserire delle tutele per noi interinali – aggiungono -. Il concorso per le nuove assunzioni ci ha scombussolato, perché ci aspettavamo una procedura che tenesse conto dell’esperienza maturata sul campo”.
L’incontro tra Regione e Ast
Nella giornata di oggi si è tenuta una riunione tra l’assessorato dell’Economia, l’assessorato delle Infrastrutture e della mobilità e la società Azienda siciliana trasporti, alla presenza degli assessori Alessandro Dagnino e Alessandro Aricò e del presidente di Ast Luigi Genovese.
L’incontro si è rivelato utile per verificare lo stato di attuazione del percorso di riequilibrio economico, finanziario e patrimoniale dell’azienda, anche alla luce del recente passaggio in-house.
Gli assessorati hanno ribadito ad Ast la necessità di dare completa attuazione al piano di risanamento vigente, apportando gli aggiornamenti necessari a colmare i disallineamenti registrati e già in precedenza segnalati dall’ufficio speciale partecipate, a seguito di comunicazione della stessa azienda.
Contestualmente l’Ast è stata invitata ad adottare con urgenza le azioni correttive finalizzate al riallineamento con le previsioni, con particolare riguardo al costo del personale.
L’azienda, condividendo quanto rappresentato dagli esponenti del governo regionale, ha annunciato la disponibilità a procedere con la sospensione dell’avviso di selezione per l’assunzione di 73 operatori di esercizio, per ulteriori approfondimenti sul fabbisogno di personale e sui relativi criteri di reclutamento, impegnandosi a discuterlo con urgenza in consiglio di amministrazione.
Aricò e Dagnino: “Ast asset strategico per la Regione”
“Ast – dichiarano gli assessori Aricò e Dagnino – rappresenta un asset strategico per la Regione, sotto il profilo della mobilità dei cittadini e della coesione socio-economica del territorio siciliano. Proprio in ragione di questa centralità, ogni scelta deve essere coerente con i documenti di programmazione e con il percorso di rilancio e razionalizzazione della società”.
“L’incontro odierno va nella direzione della responsabilità e della chiarezza: l’obiettivo è garantire procedure solide, sostenibili, trasparenti, oggettive e pienamente allineate alla strategia complessiva di rafforzamento del servizio pubblico regionale, tutelando al contempo l’interesse dei lavoratori e della collettività”.

