Ha 31 anni, Monica Contrafatto (nella foto tratta da facebook), la soldatessa rimasta gravemente ferita ieri in Afghanistan dai colpi di mortaio che hanno ucciso il sergente Michele Silvestri. E’ in forza al 1/o Reggimento Bersaglieri di Cosenza. La ragazza è originaria di Gela, nel Nisseno, dove abitano i suoi genitori e un fratello. Proviene da una famiglia di operai. Il padre è pensionato e lavorava al petrolchimico Eni di Gela. La madre è casalinga. Abitano da cinque anni in una casa in via Plinio. Monica si è diplomata in ragioneria nell’istituto commerciale di Gela, Itc Luigi Sturzo; poi si è laureata in Scienze Motorie.
Successivamente ha partecipato al concorso per l’arruolamento nell’Esercito ed è stata assegnata al reparto calabrese. E’ stata questa la sua prima esperienza all’estero. ”Monica è una bravissima ragazza, sveglia e intelligente con una grande voglia di avventura e un notevole coraggio”, dicono i vicini. E messaggi di affetto e di speranza per una rapida guarigione dalle ferite riportate nell’attacco sono state espresse da amici e conoscenti alla famiglia ed alla giovane soldatessa anche su Facebook. Sul social network in tanti hanno manifestato il proprio dolore per l’agguato.
AGGIORNAMENTI
Per Monica Graziana Contrafatto, la soldatessa siciliana rimasta gravemente ferita nell’attacco di ieri alla ‘Fob Ice’, si trattava della seconda missione in Afghanistan, dove era giunta da pochi giorni con i suoi commilitoni del 1/o regigmento bersaglieri di Cosenza. La prima missione, sempre con compiti operativi, si era svolta dal novembre 2009 all’aprile 2010. Monica si era arruolata nell’esecito nel giugno 2006 ed ha attualmente il grado di primo caporal maggiore. Nell’ospedale americano di Ramstein, in Germania, dove dovrebbe essere trasferita in giornata, sara’ raggiunta dai suoi familiari che vivono a Gela.
19.50 Si preparano a lasciare Gela alla volta della Germania per raggiungere la figlia i genitori di Monica Contrafatto, la soldatessa italiana di 31 anni ferita gravemente, ieri, in Afghanistan in un attacco condotto dai talebani alla ‘Fob Ice’ costato la vita a Michele Silvestri, sergente del 21/o Genio Guastatori. La volontaria siciliana e’ stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico: le sue condizioni sarebbero stabili. I medici, che non hanno ancora sciolto la riserva sulla prognosi, ritengono tuttavia che la fase piu’ difficile sia stata superata. Domani, Monica sara’ trasferita nell’ospedale militare americano di Ramstein, in Germania. La raggiungera’ anche il fratello, Giuseppe, di 24 anni, che lavora in Germania e ha rinunciato a rientrare a Gela quando ha saputo dell’arrivo imminente della sorella. A Ramstein, dunque, si ricomporra’ la famiglia Contrafatto.
Il padre della giovane soldatessa, Rocco, 69 anni, oggi pensionato Eni, ha viaggiato molto da giovane, avendo lavorato come meccanico nei cantieri dell’Agip per la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi. La madre, Maria Rita Pizzardo, 62 anni, casalinga, e’ rimasta invece a Gela, ad accudire i due figli. Monica, come la descrivono gli amici, ”e’ stata sempre una ragazza molto determinata, intelligente e intraprendente”. Si e’ diplomata all’istituto commerciale ”Luigi Sturzo” di Gela, ha proseguito gli studi, si e’ laureata in Scienze motorie e poi si e’ arruolata nell’esercito. Assegnata al I reggimento Bersaglieri di Cosenza, ha chiesto di poter dare il proprio contributo in una missione di pace ed e’ andata due volte in Afghanistan. Dopo l’attacco talebano, il suo profilo su Facebook e’ stato raggiunto da decine di messaggi di auguri, solidarieta’, incoraggiamento. A Gela, la casa dei suoi genitori, in via Plinio, nel quartiere ”Locu Baruni”, e’ stata meta continua delle visite di parenti e amici. I carabinieri e l’esercito, con i loro ufficiali, sono stati sempre vicini ai genitori della soldatessa. Anche la notte scorsa che e’ stata una ”notte di veglia” perche’ dall’Afghanistan si attendevano notizie dell’intervento chirurgico subito da Monica, per fermare una pericolosa emorragia. La notizia che tutto era andato bene e’ stata accolta da familiari e amici con grande gioia.
E oggi, nelle chiese di Gela, sacerdoti e fedeli hanno pregato per la ragazza. Il sindaco, Angelo Fasulo, ”turbato” dalla drammatica vicenda, ha espresso, anche a nome dell’amministrazione che dirige, ”sincera vicinanza alla famiglia Contrafatto che sta vivendo momenti di ansia e di sgomento”. Fasulo si e’ messo a loro disposizione e, parlando di Monica, si e’ augurato ”di accoglierla presto in citta”’.

