Antoci, De Luca, La Varder: tutti gli incroci

Attenti a quei tre: Antoci, De Luca, La Vardera e gli incroci possibili

Regionali Antoci De Luca La Vardera
I nomi nel caos calmo del centrosinistra

Regionali, attenti a quei (questi) tre. Nel caotico centrosinistra, che ha vinto il referendum sulla giustizia, ma, in Sicilia, fin qui, è caratterizzato da una infinità di polemiche, i suddetti, immortalati nella foto, avranno verosimilmente un ruolo da protagonisti.

La sfida di ‘Ismaele’

Cominciamo da sinistra. Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, corre verso la candidatura presidenziale. Ha dribblato (per ora) gli interessati ‘buoni consigli’ di chi lo vorrebbe candidato a Palermo, per sgombrare il campo del campo largo nella sfida di Palazzo d’Orleans.

L’imbarazzo, nascosto dalle parole di stima dei suoi eventuali compagni di viaggio, traspare. La Vardera in lizza per le Regionali, con o senza primarie, imporrebbe una linea che qualcuno definisce ‘populista’, comunque basata sulle accelerazioni improvvise, su vibrazioni non sempre in sintonia con il suo contesto di riferimento.

Dietro l’elogio unanime, dovuto semplicemente alla sua posizione di forza, c’è chi considera ‘Ismaele’ bravo nell’assalto, nell’esegesi di ogni forma di rottura, ma meno spendibile, come immaginario e concretezza, nel lavoro faticoso e complesso, nella messa a punto dei contenuti che la Sicilia richiede. La ‘crociata di Mondello’ ha segnato un innegabile punto a suo favore. Ma poi cosa resta quando c’è da costruire?

La Vardera, se escluso, potrebbe proporsi lo stesso, perfino contro un papabile dell’attuale opposizione. Avrebbe il suo seguito: quanto basterebbe per consegnare, con assoluta certezza, il bis al centrodestra, già favorito. Non inganni la vittoria del No al referendum. La comunità governante nelle competizioni elettorali dirette, in Sicilia, si è dimostrata pressoché imbattibile.

L’irruzione di ‘Scateno’

Quando arriva ‘Scateno’ – al secolo Cateno De Luca, comandante di Sud chiama Nord -, si capisce che è arrivato. C’è lui tra le spine più acute di un centrosinistra che ha stretto un patto d’acciao soltanto con le proprie divisioni.

Il potenziale affiancamento al campo largo, che, se continua così, potrebbe più somigliare al Vicolo Stretto, patrimonio degli antichi giocatori di Monopoli, sta provocando un rabbioso scintillare di avversioni. Alleanza Verdi e Sinistra considera l’ipotesi irricevibile, non in solitudine. Il malumore dell’ala più all’ala viene continuamente esposto, senza reticenze.

E ‘Scateno’? Dà l’idea di trovarsi perfettamente a suo agio nei passaggi più confusi. In una intervista al nostro giornale ha, comunque, offerto un ramoscello di pace, ovviamente condito dalla polemica: “Se si cambia metodo, perché no? Se si parte dalle cose che uniscono, perché no? Se si parte dal Ponte, significa che vogliono rompere, essendo io un pontista rinomato. Però, al momento, non azzardo previsioni. Mi limito a un dato di fatto: altro che campo largo! Io sarei leader di un campo vastissimo”.

Il convitato di pietra

A destra, nella foto, ecco il convitato di pietra che alcuni accreditano come il candidabile supremo. Lo scenario reggerebbe, se non altro a misura del silenzio dell’interessato che non sta partecipando al vocio intorno al campo largo.

Il profilo dell’eurodeputato targato M5S Giuseppe Antoci, da quelle parti, sarebbe il consueto, imperniato su una solida e riconosciuta militanza antimafia. Risulterebbe sufficiente per ascendere al soglio di Palazzo d’Orleans?

Per esempio, a riguardo, si possono citare le parole del segretario Dem in Sicilia, Antonhy Barbagallo, ancora rilasciate al nostro giornale: “Con tutto il rispetto, basta con i miti dell’antimafia. La migliore antimafia va praticata ogni giorno, specialmente in un tempo di scandali e inchieste come questo con un’azione politica credibile”.

‘Attenti a quei tre’

Attenti a quei tre, in ogni modo. Occhio a Ismaele La Vardera, Cateno De Luca, Giuseppe Antoci. I loro percorsi, in un verso o in un altro, potrebbero cambiare la partita delle Regionali. Il centrosinistra lo sa. Più che altro c’è, in quelle contrade, chi lo teme. L’unica certezza, per ora, è una sorta di caos calmo che sta logorando il panorama della coalizione, prima che cominci la sfida.

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